Pensioni ultime notizie, novità su pace contributiva: chi potrà usufruirne?

Pubblicato il: 10 Gennaio 2019 alle 7:36

Le novità emanate dal governo nella legge di bilancio 2019 sembrano essere davvero tante. Tra queste spicca sicuramente quella che è stata chiamata pace contributiva, che da la possibilità di poter riscattare fino a 5 anni di buchi contributi, ma che nel contempo rappresenta una misura beffa per molti lavoratori. Almeno è  questo quanto dichiarato da alcuni precoci, che attendevano con ansia questa opportunità per poter raggiungere prima la quiescenza e che invece sarà accessibile soltanto da quelli che hanno iniziato a lavorare dopo il 1995. La pace contributiva, dunque, è vista come una misura che in qualche modo va ad agevolare i soggetti più giovani ovvero quelli che hanno iniziato a lavorare dopo il 95 e quindi che hanno alle spalle delle carriere piuttosto discontinue. In n questi casi è accertato che il lavoratore potrà riscattare i contributi che gli servono però fino ad un massimo di 5 anni anche se questi non risultano essere continuativi, per poter quindi usufruire di più anni di contributi che possono servire per accedere al pensionamento.

Ma chi sono effettivamente i destinatari di questo provvedimento e quanto costerebbe comunque riscattare questi buchi contributivi per chi deciderà di aderirvi. Questa misura risulta essere riservata unicamente ai lavoratori che risultano iscritti all’INPS, ma anche alla gestione separata appartenenti al regime contributivo ovvero a quei soggetti che non hanno versato alcun tipo di contributo fino al 31 dicembre 1995. Questo diritto potrà essere esercitato non soltanto dal lavoratore, ma anche dai superstiti e dai parenti e affini fino al secondo grado. Nonostante in tanti la considerino una misura piuttosto onerosa, è pur sempre una possibilità in più per poter uscire dal mondo del lavoro in modo anticipato.

Il riscatto di questi anni di contributi, inevitabilmente ha un costo che è pari ai contributi calcolati sull’ultima retribuzione a reddito. Il lavoratore però potrà contare su due agevolazioni ovvero su una detrazione fiscale al 50% e quindi potrà anche procedere a pagare in modo dilazionato i contributi che vuole riscattare, fino ad un massimo di 60 rate mensili. Questa misura, quindi, potrà servire tanto ai soggetti in molti giovani che hanno comunque lavorato purtroppo in modo discontinuo o che hanno dovuto fare i conti durante la loro carriera con contratti a termine o che hanno dovuto fare i conti con dei buchi lavorativi pari a 5 anni.

Grazie alla pace contributiva, quindi, questi lavoratori potranno procedere col fare  la domanda e riscattare quindi 5 anni mancanti e fare poi, in un secondo momento, la domanda di pensione con un minimo però di vent’anni di contributi. A restare fuori dai beneficiari sono dunque quei lavoratori che hanno alle spalle delle carriere regolari, che hanno iniziato quindi a lavorare da giovani e quindi i cosiddetti lavoratori precoci, ma che hanno avuto comunque quella sfortuna di fare i conti con dei buchi, dopo aver fatto il resoconto contributivo, perché per loro la pace contributiva, non avrà alcun tipo di effetto e quindi sarà inutilizzabile.

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