Sul tema pensioni si continua a parlare di quota 100, la misura più attesa del 2019 e che sembra possa mandare in pensione oltre 300.000 persone soltanto nel corso di quest’anno. Sembra proprio che quota 100, oltre la misura più attesa sia anche quella più discussa ed anche la più criticata e nonostante sia stato approvato il decreto, i dubbi relativi a questa orma di pensionamento sembrano essere ancora tanti. Nello specifico, sembra che questa misura sia sul banco di prova per molti docenti e personale Ata, che si chiedono se effettivamente rientreranno nei criteri per poter accedere a questa misura pensionistica. In seguito alle modifiche che sono state apportate dal decreto riguardo soprattutto quota 100, sembra che nel corso del 2019, per i prossimi tre anni si potrà andare in pensione una volta raggiunti due requisiti una dal punto di vista contributivo e l’altro anagrafico.

Nello specifico per poter accedere a quota 100, bisogna aver compiuto 62 anni di età è maturato 38 anni di contributi. I docenti e il personale ATA dovrebbero quindi rientrare in queste regole, grazie soprattutto alla riapertura dei termini per poter presentare la domanda che precedentemente erano stati fissati per il 31 gennaio. Ad ogni modo però si rimane in attesa di una positiva circolare che dovrebbe arrivare dal Ministero dell’Istruzione e anche una da parte dell’INPS. Stando ad alcune stime che sono state pubblicate proprio nei giorni scorsi, sembra che i potenziali pensionamenti andrebbero da 50 a 60.000, ma ovviamente i numeri reali si potranno sapere soltanto all’atto della presentazione delle domande e anche del conteggio di quelle che sono state già validate dall’INPS.

Un altro dubbio riguardante quota 100 sarebbe quello relativo alla sua convenienza. Ci si chiede quindi se quota 100 sia effettivamente una misura pensionistica conveniente o se sarebbe il caso di aspettare qualche anno poter uscire quindi con la pensione di vecchiaia. Molti lavoratori nelle ultime settimane si sono effettivamente chiesti se questa misura sia conveniente, oppure se sarebbe il caso di aspettare la pensione di vecchiaia ovvero di compiere 67 anni.

Molti lavoratori nel corso del 2019, cercheranno di capire quelli che sono gli effetti relativi alla propria posizione pensionistica, dettati da nuove norme previste dal decreto, con il quale il governo ha introdotto quota 100 ed anche il reddito di cittadinanza. Riguardo quota 100 si è detto che è una misura che in qualche modo va a penalizzare, perché si va a percepire meno rispetto a quanto si potrebbe percepire una volta andati in pensione con la pensione di vecchiaia. Effettivamente l’importo è più basso. ma soltanto perché saranno minori gli anni di contributi versati.

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