Pensioni ultime notizie, Quota 100: “Fornero resta per 20 milioni di lavoratori”

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È stata indetta per il prossimo 9 febbraio 2019 una manifestazione promossa dai sindacati che si terrà a Roma. Al centro della grande manifestazione, che si svolgerà come già abbiamo anticipato nella capitale, quello previdenziale sarà uno dei temi centrali. A conferma di questo sono arrivate le parole pronunciate dal segretario confederale della CGIL Roberto Ghiselli, il quale nel suo intervento, che è stato pubblicato su Facebook, ha sottolineato un concetto che è stato espresso da quello che era il segretario generale, ovvero Susanna Camusso. Il sindacato pone l’attenzione sulla misura più discussa dell’anno, ovvero quota 100 e nello specifico su quelli che sono gli esclusi di questa misura e quindi che non potranno avere alcuna possibilità di sfruttare questo canale della pensione anticipata, che è stata introdotta dal governo e che sarà valida fino al prossimo 2021.

Quota 100 non cambia la legge Monti-Fornero”, è proprio questo il titolo del post è stato pubblicato da Roberto Ghiselli. Lo stesso ha poi dichiarato: “Apprezziamo che ad alcune centinaia di migliaia di lavoratori nei prossimi tre anni però è offerta la possibilità di andare in pensione in condizioni più favorevoli. Ma con questo intervento a termine non si darà una risposta agli altri 20 milioni di lavoratori e continuerà ad applicarsi la legge Fornero”. Sulla base di questa idea, i sindacati hanno rivolto al premier Conte, un appello guardando anche delle categorie di lavoratori specifiche e nello specifico giovani, donne, intere sezioni come dei diritti agricoltura, turismo, mezzogiorno e chi fa lavori discontinui, così come tutti quelli nati dopo il 1959 che sarebbero in qualche modo penalizzati e esclusi da questa riforma pensioni.

” Quindi il problema rimane quello da tempo sollevato dal sindacato: una riforma delle pensioni che superi strutturalmente la legge Monti Fornero, con la flessibilità in uscita 62 anni, con 41 anni di contributi senza altri vincoli, una pensione contributiva di garanzia per i giovani, il riconoscimento dei lavori gravosi, di cura delle donne, il blocco dell’aspettativa di vita, la risoluzione del problema, esodati, è una reale rivalutazione delle pensioni in essere”, è questo quanto ancora aggiunto dal sindacato.

La CGIL quindi chiede una riforma che sia graduale, ma che vada discussa direttamente col sindacato dei lavoratori ed è questo ciò che chiederanno anche il prossimo 9 febbraio a Roma, con una grande manifestazione Nazionale unitaria. Ad ogni modo, in tante occasioni il governo  ha spiegato come quota 100 sia una misura piuttosto provvisoria e che varrà soltanto per il prossimo triennio e quindi fino al 2021. Successivamente si punterà direttamente a quota 41 ovvero la misura tanto atleta che sembra stia diventando il punto centrale della prossima riforma. Una volta Superata una prima fase e soprattutto disposte le risorse, gli esponenti della Lega e del MoVimento 5 Stelle, hanno dichiarato la volontà di poter dare la possibilità a chiunque abbia maturato 41 anni di contributi di poter andare in pensione.

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