Le ultime notizie in termini di pensione, riguardano proprio i commenti arrivati su quota 100 da parte del Fondo Monetario Internazionale, che è intervenuto anche sul sistema pensionistico in generale considerandolo in una prospettiva futura.

Secondo il Fondo Monetario Internazionale, la misura tanto attesa del 2019 ovvero quota 100 non sembra essere una soluzione a lungo termine, ma la sperimentazione di questa misura non servirà nemmeno per tranquillizzare i lavoratori giovani di oggi. Potrebbero questi trovarsi, secondo il Fondo Monetario Internazionale, tra circa 30 anni a godere di alcuni benefici pensionistici di oggi ma soltanto nel caso in cui questi possono lavorare anche in tarda età e riescano a mettere soldi da parte per una pensione supplementare.

Sembra che a preoccupare siano comunque i dati demografici che evidenziano che negli ultimi anni c’è stato un calo della natalità a fronte di un invecchiamento demografico e quindi in altre parole ci si chiede chi è che pagherà le pensioni di domani ai lavoratori di oggi. Secondo alcuni dati della spesa pubblica per le pensioni potrebbe aumentare anche i 2,5 punti percentuali entro il 2050 almeno queste sono le stime e diffuse dal Fondo Monetario Internazionale. Questa situazione di certo non è tipica soltanto dell’Italia, ma è comune un po’ a tutti i vari paesi che si trovano ad affrontare un una forza lavoro in declino che sicuramente farà calare il risparmio. Ma quale potrebbe essere la soluzione allora? Sempre secondo il Fondo Monetario Internazionale che cita paesi tra i quali l‘Italia e la Spagna e la soluzione potrebbe essere quella di fare riferimento a delle riforme che possono andare a colmare di valichi genere e concorrere nella partecipazione alla forza lavoro.

Un’altra soluzione potrebbe essere quella di incoraggiare i più anziani a continuare a lavorare allungando quindi l’ingresso all’età pensionistica. Ci sarebbe anche un’altra soluzione, ovvero quella di guardare alla collaborazione tra il settore della finanza personale e quello del Mercato del Lavoro con quelli del sistema pensionistico e quindi delle riforme. Sulla base di queste tre soluzioni sembra proprio che ci sia un elemento comune, ovvero il fatto che la pensione di domani sembra che c’è la si pagherà da soli, visto che le casse dello Stato non sembrano essere sufficienti per poter liquidare i versamenti mensili.

Ad ogni modo la soluzione per il Fondo Monetario Internazionale sembra essere parecchio distante dall’impianto di Quota 100, che ricordiamo è una visura piuttosto importante e sperimentale che darà la possibilità ai lavoratori italiani di poter accedere alla pensione una volta maturati 2 requisiti opera 62 anni di età e 38 anni di contributi.

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