Pensioni ultimissime, Opzione Donna o Quota 100: le misure a confronto e differenze di importo

E da diverse settimane che ci si chiede se quota 100 e opzione donna siano delle misure pensionistiche convenienti, facendo maggiore riferimento però a quota 100. Stando ad alcune indiscrezioni, sembrerebbe che opzione donna preveda dei tagli alla pensione fino al 30%. mentre quota 100 risulterebbe essere senza alcuna penalizzazione. Ma è effettivamente così? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza. La riforma delle pensioni, sembra che abbia messo alcune categorie di lavoratori davanti a dubbi e confusioni, soprattutto per quanto riguarda l’importo delle pensioni e ad essere sotto accusa sarebbero le misure quota 100 e opzione donna. Sembra che tra queste due misure pensionistiche, configurerebbero delle differenze sostanziali in termini di assegno pensionistico.

Opzione donna da una parte comporterebbe una decurtazione della pensione che può arrivare anche al 30%, mentre Quota 100 richiede dei requisiti di accesso che sono piuttosto stringenti. anche se non ci sono penalizzazioni sull’assegno. Ovviamente in quest’ultimo caso l’importo dell’assegno usufruendo di quota 100 sarà minore rispetto a quello che si percepirebbe una volta usciti con i requisiti della pensione di vecchiaia, proprio perché meno sono gli anni di contributi versati.

Sulla base di quanto abbiamo appena detto. quindi le donne riceveranno una pensione ridotta perché verrà fatto il calcolo interamente sul sistema contributivo, mentre gli uomini che vorranno optare per quota 100, potranno ritirarsi senza alcun tipo di taglio sull’importo della pensione con un incremento degli importi percepiti nell’intera durata del pensionamento. Ad ogni modo, il centro studi itinerari previdenziali avrebbe pubblicato un report, dove sarebbe stata sottolineata una differenza tra le due misure che sarebbe stata catalogata sotto la voce, differenza di genere.

Mettendo a confronto quindi le due misure, mentre quota 100 richiederebbe un requisito minimo di 62 anni di età e 38 anni di contributi, opzione donna richiede 58- 59 anni di età, a seconda che si tratti di una lavoratrice dipendente o autonoma e 35 anni di contributi. Trasformando questi requisiti in una quota, ovvero andando a sommare l’età con la contribuzione, si rileva come il requisito minimo per opzione donna sia a quota 93-94, requisito che può anche salire visto che potranno optare per opzione donna anche tutte le lavoratrici di età fino a 63 anni, che non hanno comunque avuto la possibilità di usufruire delle opzioni precedenti.

Riguardo invece gli assegni a confronto, opzione donna prevede il calcolo sulla base del sistema contributivo della propria pensione e quindi in cambio di poter andare in pensione anticipatamente si accetta un calcolo, che non è poi così tanto favorevole, con un conseguente taglio sull’assegno che può come abbiamo visto arrivare anche al 30%. Quota 100, invece darebbe la possibilità di poter mantenere il calcolo della pensione retributivo o misto, a seconda di quelli che sono i requisiti che si hanno, senza però alcun tipo di penalizzazione.

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