Negli scorsi mesi, tanto si è parlato di due misure principali ovvero di due misure tanto attese per il 2019 di cui però ad oggi non si conoscono ancora i dettagli, e non si hanno ancora certezze. Questo perché manca il decreto attuativo, che dovrebbe arrivare al massimo entro il prossimo 12 gennaio. Stiamo parlando di Quota 100 e reddito di cittadinanza. Quest’ultimo sembra essere uno dei punti cardine, nonché un obiettivo principale del governo insieme a Quota 100, ovvero quella misura pensionistica che darebbe la possibilità ai lavoratori di poter accedere al mondo della pensione, una volta raggiunti 2 requisiti ovvero uno contributivo e l’altro anagrafico. Le pensioni e il contrasto alla povertà, effettivamente sono stati degli argomenti piuttosto dibattuti non soltanto in campagna elettorale, ma anche in questi mesi di duro lavoro da parte del governo Conte. Molti esponenti della Lega e del MoVimento 5 Stelle in corso di questi mesi, hanno rilanciato la necessità di approvare una serie di provvedimenti ritenuti necessari per poter dare delle risposte ai cittadini e soprattutto per restituire agli italiani la dignità perduta in tutti questi anni.

Nel corso del 2019, dunque, coloro che hanno raggiunto i requisiti minimi previdenziali stabiliti 62 anni di età e 38 anni di contributi, potranno andare in pensione grazie a Quota 100. Per quanto riguarda invece il reddito di cittadinanza, sembra che sia stata già stanziata una cifra che ammonta 9 miliardi per il 2019 ma ad ogni modo e si attendono dei dettagli che saranno enunciati nel decreto che arriverà nei prossimi giorni. Bisognerà anche individuare le modalità di individuazione dei beneficiari.

Insieme al reddito di cittadinanza, dovrebbe diventare realtà anche la pensione di Cittadinanza e quest’ultima dovrebbe permettere quindi un aumento degli assegni pensionistici di tanti Italiani, soprattutto quelli che ricevono una pensione di importo inferiore ai €780. Si vedranno aumentare la propria pensione e l’ incremento sarà del tutto automatico, ma bisognerà comunque rispettare determinate condizioni. Nello specifico l’interessato non dovrà essere proprietario di una casa o di altro immobile che abbia un valore superiore ai €30000. Inoltre sembra che il reddito Isee non debba superare la soglia che è pari a €9.300,00.

Inoltre, il soggetto interessato al reddito di cittadinanza, dovrà essere beneficiario di un percorso legato alla sua formazione per poter dare la possibilità di accedere al mondo del lavoro, coinvolgendo in questo processo anche i centri per l’impiego. Nello specifico quindi, il beneficiario del reddito di cittadinanza dovrà essere disponibile ad offrire alcune ore per attività di pubblica utilità, ma frequentare anche dei corsi di formazione. Prevista la possibilità di rifiutare un numero massimo di opportunità, oltre le quali si decade dalla platea dei beneficiari del reddito di cittadinanza.

Sul tema sensibile, in particolare per l’alleato leghista, è tornato invece il vice presidente del Consiglio, Luigi Di Maio, da Alleghe. “La pensione minima a 780 euro come le pensioni di invalidità a 780 euro partiranno tra febbraio e marzo e dopo questi giorni che trascorrerò qui, torneremo a Roma e faremo il decreto che istituirà anche quota 100 e il sistema del reddito di cittadinanza per gli italiani”, ha detto dalla provincia bellunese. Poi, rispondendo alle domande dei giornalisti sull’estensione del reddito di cittadinanza anche agli stranieri, ha “smentito” tale ipotesi spiegando – nonostante i dubbi giuridici – che “la legge, come abbiamo sempre detto, riguarda il reddito di cittadinanza per tutti coloro che sono cittadini italiani”.

La spiegazione offerta da Di Maio è rimasta controversa. Fino ad ora, infatti, nei tesi circolati si è letto che la protezione sarà valida anche per le famiglie di stranieri residenti da cinque anni e con permesso di soggiorno. Tanto che i conteggi sui potenziali beneficiari sono stati “tarati” tenendo presente anche questa componente, per arrivare al totale di 1,375 milioni di nuclei potenzialmente interessati e 6,5 miliardi di costi. Stando alle dichiarazioni che Di Maio ha rilasciato alle agenzie, il vicepremier ha parlato da una parte dell’obiettivo di “darlo agli italiani (il reddito, ndr)” ma ha anche fatto riferimento “ai lungo soggiornanti che abbiano dato un grande contributo al nostro Paese. Non stiamo dunque parlando dei 5 anni che ci sono nella bozza del Decreto, che va cambiato”. Pur reiterando l’intenzione di “darlo agli italiani”, ha anticipato una modifica della “lungo soggiornanza di 5 anni per i cittadini stranieri”.

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