Sampdoria – Roma Streaming Gratis Come Vedere Diretta Live Link Tv No Rojadirecta 6 Aprile 2019

Sampdoria – Roma  Streaming, dove vedere la partita in tv

La partita Sampdoria – Roma verrà trasmessa Sabato 6 Aprile in diretta e in esclusiva da Sky e nello specifico su Sky sport Serie A canale 102 Sky Sport 251. Tutti gli abbonati Sky potranno seguire la partita in streaming anche da dispositivi mobili come smartphone, pc, tablet e attraverso le piattaforme online Sky Go e Now TV. Molti sono i portali che danno la possibilità di assistere ad eventi sportivi in diretta streaming e sono davvero tanti. Esistono anche tanti siti che propongono eventi dal vivo, ma che non sono legali e danno anche nella stragrande maggioranza dei casi problemi e scarsa qualità video e audio. In genere questi siti vengono anche essere oscurati dalla Polizia informatica, proprio per la violazione del diritto di riproduzione. Esistono quindi dei portali legali che danno la possibilità di poter vedere le partite di calcio in streaming live, offrendo anche una qualità HD. Tra queste non possiamo non citare Sky Go e Premium Play che sono a pagamento, mentre altri sono gratuiti.

Rojadirecta Sampdoria – Roma

ROJADIRECTA Sampdoria – Roma – Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

ABerlino, nel 2009, Usain Bolt ha corso i 100 metri in 9”58, a una media superiore ai 37 km/h. Chapeau: Gregoire Defrel, che fa tutt’altro mestiere, e non svolge un lavoro specifico per raggiungere certi picchi, ma semmai per mantenere una velocità costante nell’arco di una partita intera, contro il Milan una settimana fa ha strabiliato tutti, a cominciare da Giampaolo, toccando i 34,8 Km/h, in una gara dove è andato su e giù per una dozzina di chilometri e nessuno, blucerchiati e non, ha saputo stargli al passo. Semplicemente «è andato oltre i suoi limiti », ha sentenziato compiaciuto l’allenatore della Samp. Per indendersi l’atleta giamaicano ha superato i 43 km/h per i suoi fantastici record.

BIS CERCASI «Quella è stata la gara più intensa del campionato analizzando tutti i nostri parametri fisiologici—ha raccontato ieri il tecnico della Samp —. E, al tempo stesso, la trasferta di mercoledì a Torino contro i granata è risultata invece la meno intensa». Normale, comunque, che dopo un pazzo sabato notte contro i ragazzi di Gattuso, la sua squadra pagasse pegno. Stasera, ai suoi, Giampaolo chiederà invece di ripetere quell’impresa, almeno sul piano della prestazione, e perciò partirà di nuovo all’inizio il francese, arrivato l’estate scorsa a Genova in prestito (la Samp ha il diritto di riscatto sul suo cartellino a fine stagione), dopo una stagione in giallorosso tutt’altro che felice. Voleva dimostrare a tutti chi era il vero Defrel, e sino ad oggi ci è riuscito, eccome. Logico che, però, grazie anche a uno stato di forma davvero eccezionale, adesso Giampaolo punti forte su di lui, attaccante duttile capace di abbinare grande tecnica e fantasia a una fisicità straripante.

CRESCITADiciamo che il Defrel di oggi è figlio (anche) di certi errori sul piano dell’allenamento commessi nel passato, che lo hanno portato oggi per esempio adi una grande attenzione all’aspetto preventivo degli infortuni, quindi dando grande importanza allo stretching. Ma il francese è diventato solidissimo anche sul piano mentale. L’episodio avvenuto quasi un mese fa, con l’incidente stradale a Genova dopo la gara con l’Atalanta, ne è la prova più lampante. Il francese chiese subito scusa alla squadra, e Giampaolo lo osservò attentamente per tutta la settimana che avrebbe poi portato alla trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo. E notò un Defrel quanto mai motivato e applicato, tanto da farlo partire titolare (con la squadra di Gasperini era rimasto in panchina). Risultato: prestazione super con un gol che aveva aperto il rotondo 35 dei blucerchiati in casa del Sassuolo, un’altra parte importante del suo passato».

OCCHI APERTI Stasera non sarà un appuntamento semplice: «Perché la Roma ha tanta qualità — ha osservato ancora Giampaolo—. E la qualità, si sa, sposta gli equilibri. Noi dobbiamo ricordarci che la Samp è a tre punti, e cioè a una partita, dalla Roma. Questo deve rappresentare per noi un motivo di orgoglio». Stasera sapremo, in un anticipo (su Dazn) che segnerà il debutto di «Diletta Gol in Campo»: da qui a fine stagione la conduttrice in coppia con Camoranesi seguirà la partita non più in studio, come avvenuto sinora, ma a bordo campo. Mentre Giampaolo traccia la rotta: «Dobbiamo restare in corsa sino alla fine».

Diciamo la verità, quante sono le persone che hanno la fortuna di sposare l’anima gemella? Probabilmente non moltissime. Così non sorprendiamoci se stasera a Genova contro la Sampdoria la Roma avrà al centro dell’attacco Patrik Schick e non Edin Dzeko. Eppure ieri il tono di voce con cui Claudio Ranieri parlava del bosniaco rivelava ammirazione – nonostante la stagione modesta – che, inevitabilmente, l’attaccante ceco non si è ancora conquistato in due stagioni giallorosse. «Edin quest’anno non sta facendo tanti gol, ma nella vita di ogni goleador c’è un anno “nì”. Si sta muovendo, gioca per la squadra. Mi auguro possa star bene e che ci possa dare una grossa mano». Il problema è che troppo bene sembra non stare (un paio di contusioni e un affaticamento muscolare), tant’è che ieri tra i titolari è stato provato Schick che, da ex blucerchiato, potrebbe trovare quelle motivazioni in più a Marassi. «Prenderò in esame anche io questo fattore». Come vedete, un «endorsement» non scintillante.

SUL LETTINO In fondo, il «leit motiv» per l’attaccante ceco da due anni a questa parte è sempre uguale: ha tutto tranne il carattere: «Ha grandi mezzi – diceva Di Francesco – però dobbiamo farlo crescere soprattutto dal punto di vista mentale». Pochi mesi dopo Ranieri si è accodato: «Permeè un grande giocatore, madeve vincere la timidezza. Ha colpi da campione e deve dimostrarlo in campo».

VERSO L’ADDIO Vero, ma potrebbero essere gli ultimi fuochi. Schick nella Roma ha segnato 8 gol in 54 partite, contro i 13 realizzati nella Samp in 35 gare. La delusione dell’ambiente, perciò, è palpabile, anche perché è stato l’acquisto più costoso della storia del club. La formula è stata questa: prima tranche di 5 milioni per il prestito, riscatto per 9 milioni, 8 milioni di bonus e il 50% del prezzo di eventuale cessione, con un minimo garantito di 20 milioni. Morale: detto che Defrel non è affatto sicuro che venga riscattato dai blucerchiati per 18 milioni (la Roma lo spera), la Samp ha in bilancio (almeno) 42 milioni, ammesso che la cessione non sia particolarmente fortunata. Non sembra essere il caso, perché il valore dell’attaccante, nonostante i 23 anni, si è quasi dimezzato e quindi la Roma, per non fare minusvalenza, dovrebbe cederlo a non meno di 25 milioni, considerando gli ammortamenti. Non facile ma non impossibile, perché le qualità il ragazzo le ha tutte e sembra che abbia estimatori soprattutto in Germania. Certo, se si pensa ad una delle prime dichiarazioni fatte quando era da poco a Trigoria, in cui pensava alla Roma come tappa di passaggio prima di approdare al Real Madrid o ai due Manchester, sembra passato un secolo. Il calcio a volte sa divorare i sogni, ma anche sancire resurrezioni. Genova potrebbe essere il posto giusto. La zona Champions, in fondo, non è poi così lontana

Poiché il destino ha senso dell’umorismo, Claudio Ranieri stasera gioca una fetta del futuro della Roma proprio contro la Samp di Marco Giampaolo, ovvero uno degli allenatori papabile per la panchina giallorossa: «Lo stimo molto – dice infatti Ranieri –. Tutte le sue squadre giocano un ottimo calcio e pressano molto. Noi dovremo essere molto attenti, molto lucidi a far girare e a verticalizzare velocemente la palla. Come teniamo troppo palla, facciamo il gioco della Sampdoria».

DUELLI Quindi lanci lunghi e «seconde palle» su cui andare, ma con chi? I dubbi, al netto del centravanti (di cui parliamo sopra), sono quelli tra Pellegrini e Under; se toccasse al turco, Zaniolo sarebbe spostato trequartista. L’altro ballottaggio, invece, pare riguardare Cristante e Nzonzi, mentre in porta annuncia la conferma di Mirante («ha fatto bene, penso di confermarlo. Altrimenti facendo così scontento uno o scontento l’altro. Io invece sono molto restio a cambiare, perché la psicologia di un portiere è particolare»). Applausi invece per Kluivert («ha una vivacità impressionante») e un’autocritica («con la Fiorentina dovevo sostituire Perotti e non lui».)

CASO ZANIOLO Ranieri comunque sparge ottimismo. «Capisco possa sembrare non sufficiente un punto con la Fiorentina, ma per come era la situazione, una prestazione a migliorare nel secondo tempo fa capire ai ragazzi che stanno bene. Purtroppo è la testa che tante volte ti fa o sentire stanco o non positivo, ma stanno facendo un grande lavoro mentale. Io credo che l’ultimo match abbia dato una buona iniezione di fiducia, ma è logico che voglio vedere la conferma a Genova». Poi l’allenatore vira sulla questione Zaniolo. «Lui ha detto più e più volte che ama restare a Roma. Il ragazzo ha un contratto massimo, fino al 2023. Capisco che tutte queste cose facciano notizia, ma la società non ha intenzione di venderlo e lui non ha intenzione di andar via. Facciamolo arrivare a luglio, in modo che magari possa fare un altro anno di contratto e restiamo tranquilli. Nicolò vuole restare qui e la Roma lo vuole trattenere. Spero che questo sia il punto di questa vicenda ». Impressioni? Difficile che accada.

La Sampdoria stasera sfida la Roma e si gioca un bel pezzo d’Europa. Intanto Massimo Ferrero vuole serrare i tempi per la trattativa di cessione del club, in un senso o nell’altro. Il patron blucerchiato sale a Bogliasco più che mai di buon umore – fa sentire a Giampaolo “I migliori anni della nostra vita” e “Cercami” di Renato Zero, poi passa a “Notte prima degli esami” di Venditti e alla splendida “Cu’mme” interpretata da Roberto Murolo e Mia Martini -, ma poi passa nuovamente all’attacco sui rumors di questi mesi. Siamo all’ultimatum o quasi. «Mi sto iniziando a stancare di tutte queste voci. Chiacchiere ce ne sono state tante sinora, ma vi giuro che al mio advisor Mediobanca non è mai arrivata una sola offerta scritta cauzionata – dice Ferrero -, ho dato una scadenza entro cui non è possibile andare oltre. La dead line? Cinque o sei giorni. Ma voglio conoscere chi sta dietro i fondi. Parlo di persone vere, reali. E non capisco perché Vialli continui a non smentire. Io ho smentito di voler comprare il Palermo o la Roma».

I soggetti interessati alla Sampdoria sono il fondo americano York Capital Management, riconducibile a Vialli, e un altro fondo, Aquilor Capital, con base in Inghilterra. A proposito: e se gli inglesi chiedessero a Ferrero di restare alla Samp anche dopo la cessione? «No, grazie», taglia corto il “Viperetta”. Quanto vale questa Sampdoria? Ferrero per una volta parla da professionista dei numeri: «Una società si vende il base al fatturato annuale moltiplicato per due. Noi fatturiamo 72 milioni, quanto fa per due? Siamo su quella cifra, intorno ai 140-150 milioni. Se c’è qualcuno veramente interessato si faccia avanti. Queste sono le cifre, per ora sono state fatte solo delle chiacchiere. Io ho fatto tanto da quando sono arrivato. Quando avremo rifatto tutto a Bogliasco, vedrete che il solo centro sportivo varrà 50 milioni. Una volta stavo per prendere un calciatore, ma rifiutò perché non gli piacevano le nostre strutture. Vedrete che le cose cambieranno. Anche se oltre un certo fatturato la Sampdoria non potrà mai andare. Io ho aumentato il monte ingaggi da 20 a 40 milioni. Se lo avessi di 80 mi comprerei Icardi o Dybala». Poi una battuta su Marco Giampaolo: «Finché ci sarò io alla Sampdoria, lui starà qui. Perché siamo come due fratellini. Conta l’aspetto umano. Io ho mantenuto un bel rapporto anche con Mihajlovic, a Roma spesso ci si vede a cena. Siamo amici anche con Zenga e Montella». Stasera la Roma, la squadra del cuore di Ferrero? «Macché, io sono nato a Roma, ma questa partita la sento eccome. Ci tengo a vincerla. Vi ricordate due anni fa che mi hanno squalificato per la mia esultanza dopo aver vinto con i giallorossi? No, no. Stasera voglio vincere. La Sampdoria è la mia squadra, la mia azienda. E il derby più bello è quello di Genova».

Aria di spareggio. La Roma ha un soltanto un risultato stasera: la vittoria. Che spera di ottenere in tandem con la Juventus che giocherà alle ore 18. In caso di non successo dei ragazzi di Gattuso, vincere vorrebbe dire tornare a -2 o a -1. E se è vero che ormai nella lotta al quarto posto sono entrate di diritto anche Atalanta, Lazio e Torino, allungare a +6 sulla Sampdoria in classifica, equivarrebbe almeno ad estrometterla dalla corsa all’obiettivo di scorta, l’Europa League.

Claudio Ranieri, uscito confortato dalla prova contro la Fiorentina, nonostante il pareggio non abbia fatto altro che rallentare la marcia dei giallorossi, non ha regalato sinora la scossa tanto attesa. Soltanto 4 punti in altrettante gare, con l’aggravante di averne disputate tre all’Olimpico. Evidente la frenata dopo l’esonero di Eusebio Di Francesco e l’involuzione nel gioco. Preoccupato dalla fragilità difensiva – la Roma ha incassato 64 reti in 40 gare (45 nelle 30 di campionato) prende gol da 7 gare, striscia peggiore della serie A – ha incrinato la fase offensiva. Senza contare che non ha posto fine all’ecatombe di infortuni: nella lista dei 20 convocati, mancano Santon (4-5 settimane di stop per una lesione miotendinea al bicipite femorale sinistro), Coric, Pastore e Perotti che si aggiungono a Florenzi. Recuperato solo El Shaarawy. E su Perotti, il tecnico recita il mea culpa: «Ho sbagliato io, lo dico chiaramente, ho fatto un errore. Dovevo toglierlo perché non aveva i 90 minuti e l’ho portato io a fare quell’ultimo sforzo. Spero non si sia fatto più male del previsto, conto di riaverlo per la prossima partita».
Per non rischiare nuovi stop, possibile che Dzeko stasera lasci spazio a Schick: «Edin come diciamo a Roma è “pisto” di botte, mi dovete credere. Spero possa darci una mano. Patrik? È un ex, ed è una considerazione che devo prendere in esame considerando le motivazioni». Ancora spazio per Mirante («Ha fatto bene, penso di confermarlo. Altrimenti facendo così scontento uno o scontento l’altro»), dovrebbe rivedersi dal primo minuto Pellegrini, provato ieri nel ruolo di trequartista nel tridente composto da Zaniolo e Kluivert: «Quando Lorenzo è entrato contro la Fiorentina è cambiata la partita». Gli avversari cambiano, ma la filosofia di Ranieri rimane la stessa: «Noi dovremo essere molto attenti, molto lucidi a far girare e a verticalizzare velocemente la palla. Se teniamo troppo palla facciamo il gioco della Sampdoria».
Marco Giampaolo all’Europa ci crede eccome. Molto sui destini blucerchiati si potrà capire già dalla gara di stasera con la Roma. Occasione ideale per riscattare il ko di Torino: «Siamo passati in pochi giorni dalla gara più intensa giocata nel nostro campionato, quella col Milan, a quella meno intensa – spiega il tecnico – contro i granata. E’ stata una lotta in cui non abbiamo avuto le energie e la gamba giusta. Ora ci aspetta la Roma, squadra meno fisica, ma con maggiori qualità tecniche rispetto al Toro. Sarà una partita diversa e dei giallorossi non mi fido. Però siamo lì, a tre punti dai giallorossi. Un motivo d’orgoglio e di entusiasmo. La Samp deve andare in scioltezza, in discesa. Dev’essere una gioia stare sino in fondo in questa corsa». Blucerchiati un po’ con le pile scariche e con la necessità di qualche cambio obbligato? «Quagliarella gioca di sicuro, anche dovesse essere al cinquanta per cento», taglia corto Giampaolo che poi aggiunge: «Sarà la partita di Defrel? Beh, sarà la partita della Sampdoria. Ma Defrel di sicuro giocherà». Poi un pensiero su Gabbiadini: «Deve ancora compiere un percorso di crescita. Ha qualità, ha colpi. Un ragazzo umile che lavora bene. Non è un problema ma sicuramente ha margini di crescita». Infine una battuta di Giampaolo su Ferrero e sul suo derby con la Roma: «No, il derby del presidente è domenica prossima. Non questa».
ROMA. Alla fine, Champions o non Champions, il discorso ricade sempre su Zaniolo. Dopo che la Roma e l’agente Vigorelli hanno iniziato a parlare giovedì del rinnovo sino al 2024 con conseguente adeguamento contrattuale, ieri ci ha pensato Ranieri a rassicurare la tifoseria giallorossa: «Tranquilli, il ragazzo vuole restare e la Roma lo vuole trattenere. Nicolò più volte ha detto che ama restare qui. Capisco che fa notizia, ma ha un contratto fino al 2023, la società non ha intenzione di venderlo e lui non ha intenzione di andare via. Aspettiamo, quindi, a luglio firmerà il prolungamento per un ulteriore anno». Con adeguamento sostanzioso: passerà dai 270 mila euro attuali (ai quali è già riuscito ad aggiungere 420mila di bonus) a 2 milioni più benefit. Per ora l’offerta giallorossa è ferma a 1,6 ma tra due settimane le parti si verranno incontro e l’entourage del calciatore conta di colmare il gap.

Intanto per manifestare il proprio affetto al giocatore, approfittando della trasferta a Genova, qualche tifoso della Roma si è dato appuntamento a La Spezia, davanti al Bar Costa, di proprietà del papà del calciatore. L’intento è manifestare tutto il loro affetto per Nicolò. In fondo, La Spezia dista soltanto un’ora di auto.

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