Sandra Milo, il fisco gli pignora tutto e lei ha pensato al suicidio

Una situazione come la mia è la stessa di migliaia di italiani. Io sono una libera professionista e come tale un anno posso guadagnare molto, quello dopo niente. Ma le tasse non cambiano».

Sandra Milo ha raccontato di aver ricevuto un accertamento fiscale a seguito del quale avrebbe dovuto pagare ben 3 milioni di euro di tasse arretrate.. Cifra comprensiva di sanzioni e interessi. «Era Natale dell’anno scorso» ha detto lei, che in breve tempo si è resa conto che era un errore. L’attrice ha così contestato la cartella esattoriale. «E la sanzione è scesa a 880mila euro. Una cifra enorme!». La Milo si è difesa dalle sue colpe: «Non ho lavorato così tanto negli anni passati, per me è stata una stangata terribile. Io non li ho questi soldi: mi è stato requisito tutto, compreso il conto in banca. Ma ho continuato a lavorare perché ho un pubblico che mi ama. Solo che tutti i miei guadagni sono stati presi dal Fisco. Io sono una donna che vive del suo lavoro e non ho mai guadagnato cifre esagerate. Sto passando un momento molto duro».

Ospite di Eleonora Daniele a Storie italiane, su Rai Uno, la Milo non ha nascosto la sua condizione, «Ho avuto tanti problemi», e non ha nascosto neanche di aver pensato a un gesto estremo. «Ho chiesto la rottamazione, che mi è stata concessa. In quel caso avrei dovuto pagare una cifra consistente e a seguito della quale il sequestro dei miei beni, compreso il conto corrente pignorato, sarebbe stato revocato. Così, non ho potuto pagare nemmeno la prima rata: non ho soldi».

Ma dopo un primo momento di sconforto totale la bionda attrice ottantaseienne è tornata a sorridere. O, almeno, ci prova. «È vivendo situazioni come questa che ci si rende conto di chi sono gli amici, le persone che ci vogliono bene». Ed è anche grazie alla vicinanza di chi le vuole bene se la Milo non perde le forze e si dice pronta a continuare a lavorare. Anche se, in un momento storico come questo, lamenta il fatto che debbano essere i più anziani a farsi carico dei giovani che «non hanno lavoro e si appoggiano a parenti, nonni e genitori. È una cosa tristissima perché i vecchi dovrebbero andare in pensione, così si diventa un popolo senza dignità. Molta gente è disperata, perché non ha forza di uscire da situazioni difficili. In questi giorni ho parlato con le persone che si trovano nella mia situazione e che non hanno avuto la forza di reagire».

Lei, al contrario, vuole sistemare la sua posizione: «Io non voglio non pagare, voglio semplicemente essere messa belle condizioni di poter pagare, ho tutto sotto sequestro, il 100% di quello che guadagno, se mi viene sbloccata la situazione io posso rateizzare e pagare, come fanno tutti coloro che non hanno una partita iva». Settantaquattro anni di carriera, per la Milo. Che ha iniziato a lavorare quando ne aveva dodici. «Ero impiegata in uno studio fotografico a Lucca: ritoccavo le fotografie e rendevo tutti bellissimi». A quei tempi si chiamava ancora Salvatrice Elena Greco, che è il suo nome all’anagrafe e non immaginava che tra gli anni Sessanta e gli Ottanta non si sarebbe fermata un attimo. Per rilassarsi solo qualche tempo dopo, quando ha scelto di dedicarsi alla famiglia.

«Nella mia vita ho sempre dato maggiore importanza ai sentimenti e dunque alla famiglia rispetto al lavoro. Per me i miei figli venivano e tutt’oggi vengono prima di ogni altra cosa. Così ho lasciato il cinema perché se avessi continuato a lavorare il Tribunale dei minori non mi avrebbe affidato Deborah, la mia prima figlia (nata dalla relazione con il produttore greco Moris Ergas, n.d.r.). Poi ho.sposato Ottavio De Lollis e ho avuto altri due figli, Ciro e Azzurra. Per otto anni ho fatto la mamma, la moglie, la casalinga. Quando mio marito ci ha lasciato mi sono dovuta rimboccare le maniche. Con tre figli sono stata costretta: l’ho fatto per necessità, non per esigenza artistica. Sono tornata a recitare perché era quello che sapevo fare. Ma è stato molto difficile: dopo otto anni sembrava quasi che nessuno si ricordasse di me, anche se avevo fatto molte cose importanti».

Oggi, il passato sembra essere tornato a bussare alla sua porta, perché vive una situazione simile. Ed è costretta a lavorare, a dispetto dell’età, per pagare le tasse arretrate. Ma invece di sfuggire al Fisco, vuole onorare i propri debiti.

A far chiarezza sul caso dell’attrice è intervenuta in Tv l’avvocato civilista Ines Arcudi, consulente legale Federconsumatori Lazio. La quale a Visto Tv chiarisce che tutti coloro che si sono trovati nella condizione della Milo avrebbero potuto intraprendere due strade entro il 30 aprile scorso: quella del saldo e stralcio o quella della rottamazione ter. «Questa poteva essere richiesta dai contribuenti che hanno ricevuto accertamenti per il periodo che va dal 1 ’ gennaio 2000 al 31 dicembre 2017. Il debito nei confronti dell’Agenzia delle Entrate viene così alleggerito di sanzioni e interessi. Le prime due rate del debito devono coprire il 10% dell’importo dovuto». Nel caso della semplice rottamazione si può arrivare a pagare il totale in 18 rate, per 5 anni. «I tempi, relativi agli accertamenti e alla durata delle rate, sono i medesimi anche per il saldo e stralcio». Nello specifico, però, nel caso del saldo e stralcio il debito viene ridotto ulteriormente.

«Questa soluzione però, può essere richiesta soltanto da chi ha un ISEE che non superi i 20mila euro». La dichiarazione ISEE non riguarda il singolo individuo, ma tutto il nucleo familiare: l’acronimo significa infatti Indicatore della Situazione Economica Equivalente e serve a valutare e confrontare la situazione economica delle famiglie. L’ISEE è dunque consultato dagli enti erogatori, in particolare l’Agenzia delle Entrate, ai fini della verifica del possesso dei requisiti da parte di chi abbia richiesto una prestazione agevolata. Entro il 30 aprile c’è stata un’adesione record per la rottamazione delle cartelle esattoriali, con oltre un milione di richieste. Per questo il Governo sta valutando se aprire una ulteriore finestra temporale per una nuova rottamazione».

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