Sanremo 2019? Sarà una celebrazione della musica italiana in tutte le sue declinazioni

Manca meno di un mese all’inizio della 69esima edizione del Festival di Sanremo. Anche quest’anno, dopo il grande successo del 2018, la conduzione è affidata a Claudio Baglioni che, con “Sanremo Giovani” ha dimostrato di aver selezionato con cura il cast dei cantanti in gara, spaziando tra diversi generi musicali: dall’indie al rock, dalla trap al pop, dal rap alla tradizione.

“Ho preso questa direzione artistica come una missione – ha spiegato Baglioni, alla vigilia del suo Festival ‘bis’ – E abbiamo cercato di fare una mostra che rispecchi la vitalità della musica italiana, da quella che si ascolta in radio a quella che si fa strada sul web, a quella che si va a vedere nei locali. Da direttore artistico ora divento ‘dirottatore’: vorrei prendere la barca del Festival e portarla da un’altra parte”.

È questo il commento del cantautore riguardo ai 2$ artisti in gara, che rappresentano una varietà di generi e generazioni finora lontani anni luce dal palco dell’Ariston. “È una fotografìa musicale di quello che c’è – ha precisato – considerando anche che il pop è l’unica musica in movimento e in evoluzione”. Il Festival, per Baglioni, sarà una celebrazione della musica italiana, in tutte le sue declinazioni, “tra concorso e artisti che verranno a presentare i propri progetti.

Ci sono molte canzoni dedicate all’idea dell’essere figli, padri, nonni. L’esigenza comune è quella di rivolgersi al proprio passato e futuro. Forse perché ci sono vaghezza del presente, disagio e confusione”. La sezione “giovani” di Sanremo, ricordiamo, è stata vinta da due ragazzi di origini straniere: Einar, nato a Cuba ma in Italia con la madre dall’età di 9
anni, e Mahmood, figlio di una mamma sarda e un papà egiziano.

E il segno di una società multiculturale in parte poco rappresentata dalla politica nel Paese, come ha sottolineato Baglioni: “Ogni cosa che non è regolare porta problematiche come il lavoro nero, lo sfruttamento, morti in mare. E un bubbone scoppiato per la completa deficienza e mancanza di tutte le classi politiche che si sono succedute. Non si risolve, non lo risolve nessuno. E abbiamo già perso almeno 25-30 anni. La musica però non ha questo rancore dentro, ma è finalizzata al raggiungimento della bellezza e dell’armonia. Basta avere cuore e buona volontà”. “La 69esima edizione, nel numero – ha precisato – dà l’idea del ribaltamento. Mi piace pensare di potere, alla fine, considerare questo viaggio interessante. Preferisco un Festival popolar nazionale. Se gli artisti stranieri vogliono fare una capatina, devono pensare che  si rispetta il luogo in cui si è e il popolo che ti ascolta. E un segno di carineria e amicizia. Non escludo ospiti stranieri ma mi piace marcare il territorio ed evitare i francobolli promozionali.

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