Scontrino shock a Roma, 120 euro per tre panini e un hot dog: esplode il caso

Scontrino esagerato al bar di 120 euro a Roma per soli tre hot dog ed un panino. E’ questo quanto accaduto nella Capitale ad alcuni turisti che hanno visto recapitarsi uno scontrino da 119 euro e 34 centesimi per tre hot dog ed un panino prosciutto e formaggio, più di 4 lattine di Coca cola ed un’acqua. Il totale è stato 119,34 euro e solo 17 euro per il servizio. A vedersi recapitare questo scontrino è stata una famiglia di turisti pugliesi in gita nell’Urbe, mamma e papà con due figli al seguito. A raccontare la vicenda è stato il capo famiglia ovvero Leo Recchia, un uomo di 47 anni il quale avrebbe riferito: «Sabato, il 2 novembre, avevamo appena finito di vedere i Musei Vaticani e la Cappella Sistina, fuori aveva iniziato a piovere, quindi ci siamo infilati in questo caffè. Ci siamo seduti, mio figlio ha scelto l’hot dog sul menù. Sono sincero, non ci ho badato molto, ne abbiamo ordinati altri due, più un panino».

Poi Leo aggiunge che sarebbe arrivato il cameriere con lo scontrino e di essere rimasto senza parole dopo aver visto il totale. «Ventidue euro per ogni hot dog. Un würstel con le patatine… Quasi 20 euro di servizio. Pensare che la sera prima eravamo andati a un ristorante dietro al Pantheon: abbiamo speso lo stesso, ma per una cena completa», ha aggiunto il Signor Leo. Si è trattato dell’ennesima stangata avvenuta a discapito questa volta di turisti italiani, verificatasi a Roma in via della Conciliazione.

Scontrino truffa a Roma, 120 euro per tre hot dog e un panino

Come ricorderete la stessa cosa era avvenuta qualche mese fa sempre a Roma, dove una coppia di giapponesi in zona Castel Sant’Angelo si erano visti recapitare uno scontrino da €430 e questo caso aveva fatto talmente tante discutere, tanto da essere intervenuta la polizia municipale nel ristorante per effettuare un Blitz. Dopo l’accaduto il Campidoglio aveva promesso comunque una dritta, ovvero una misura antifrode per evitare che questo potesse accadere nuovamente.

Si trattava di una misura antifrode per aiutare i turisti proprio a evitare quei locali che sono soliti alzare i prezzi soprattutto quando davanti si trovano gli stranieri. Ad ogni modo questa misura è stata proposta ma non è diventata operativa. A parlare di tutto ciò è stato Carlo Cafarotti assessore al commercio della capitale, il quale nel corso di un intervento su sorgente avrebbe detto: «Ogni strategia a tutela della qualità per i turisti sarà declinata a Futuroma, il 13 novembre».

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