Juventus – Verona Come vedere Streaming Gratis Diretta Live Tv Rojadirecta (Ore 18:00)

Dopo un inizio stagione tra alti e bassi, non soltanto in campionato ma anche in Champions, la Juventus di Maurizio Sarri ci riprova oggi, cercando una vittoria. La Juventus torna in campo oggi, sabato 21 settembre, all’Allianz Stadium contro il Verona alle ore 18, gara valida come anticipo per la quarta giornata di serie A. I bianconeri di Maurizio Sarri adesso vogliono riprendere la propria corsa verso il nono scudetto consecutivo. Reduce da una prestazione soddisfacente contro l’Atletico Madrid, adesso la Juve potrebbe fare ricorso al turnover e per questo potremmo rivedere tra i pali anche Gigi Buffon, lo storico portiere bianconero che potrebbe così giocare la prima gara della seconda avventura in bianconero. A restare fuori invece, potrebbe essere proprio Gonzalo Higuain, per fare spazio a Paulo Dybala.

L’ex tecnico del Chelsea Maurizio Sarri adesso sulla panchina della Juventus, ha parlato nel corso della conferenza stampa e alla vigilia della partita di oggi ed ha affrontato diverse tematiche, spaziando tra la possibile formazione bianconera ed il livello di crescita che la sua Rosa ha ottenuto in questi mesi.  Poi il tecnico ha anche parlato dei suoi giocatori e inevitabilmente ha parlato di Dybala e di Bernardeschi, sostenendo che il primo è sicuramente un giocatore molto importante. Dybala è un giocatore importante, se non lo vedessi pronto non lo avrei messo in campo contro l’Atletico. Bernardeschi deve crescere perché ha grandi qualità, credo troverà continuità nel ruolo di centrocampista e non esterno offensivo”, ha dichiarato il tecnico. Anche il Verona è in cerca dei tre punti, ma sa bene di affrontare un avversario molto tosto, ma i giocatori a dire dal loro tecnico, cercheranno di mettercela tutta.

Juventus Verona, probabili formazioni

Come abbiamo già accennato, sembrerebbe che per questa partita Maurizio Sarriabbia deciso di ricorrere al turnover visto che gli indisponibili sono tanti. Douglas  Costa sembra che nella sfida di campionato giocata a Firenze abbia accusato una lesione muscolare di medio grado al muscolo semimembranoso della coscia destra e quindi dovrà rimanere a riposo per un po’ di tempo.  Il giocatore in queste settimane di inizio campionato è stato sempre presente. Il giocatore da quando è iniziato il campionato è stato sempre presente come titolare e questo fa capire semplicemente una cosa, ovvero che per Sarri è una pedina importantissima.  Sarri ha pensato alla sostituzione ed ha pensato proprio a Cuadrado, vista anche l’ottima prestazione fatta a Madrid contro l’Atletico. A centrocampo non sono escluse le rotazioni con Pjanicche è stato recuperato ma che potrebbe comunque rimanere a riposo.  Per quanto riguarda il Verona, Juric  va bene di dover affrontare un avversario molto sotto e inoltre dovrà anche fare a meno di alcuni suoi giocatori importanti come Bocchetti e Bessa e Wesley, tra infortunati e in attesa dell’arrivo del Transfer.

JUVENTUS (4-3-3): Buffon; Danilo, Bonucci, De Ligt, Alex Sandro; Khedira, Bentancur, Matuidi; Cuadrado, Dybala, Cristiano Ronaldo.

VERONA (3-4-2-1): Silvestri; Rrahmani, Kumbulla, Gunter; Faraoni, Amrabat, Veloso, Lazovic; Zaccagni, Verre; Di Carmine.

Juventus Verona, dove vedere la partita

La partita sarà trasmessa in esclusiva su Sky, in particolare sui canali Sky Sport Serie A, numero 202 e 249 del satellite, e su Sky sport in onda sul 251.E‘ possibile seguire la sfida in streaming sulle piattaforme Sky go e Now Tv.  La partita sarà visibile infine anche su Now Tv, il servizio di streaming on demand di Sky.

Una volta scoperto, goccia dopo goccia, il lato umano di Cristiano Ronaldo, scavando nella parte più recondita del suo animo e ripercorrendo i periodi più complicati della sua adesso luccicante e invidiabile vita, è più semplice comprenderne la maniacale ricerca della perfezione, la competitività spinta alle soluzioni estreme, l’insaziabile desiderio di primeggiare. L’incrollabile fiducia in se stesso, il talento atletico e calcistico reso sovrumano dal lavoro, l’etica professionale come primo comandamento, il proprio corpo custodito come un tempio: tutto questo, forse non sarebbe stato possibile senza quella fame che ha spinto l’asso portoghese, fin da bambino, oltre ogni umano limite, per garantire a se stesso e alla sua famiglia un futuro migliore, quello che ognuno sogna quando chiude gli occhi dopo una giornata in cui quella fame, sì, l’ha patita per davvero. Ebbene, ora Cristiano Ronaldo vanta, secondo Forbes, un patrimonio di circa 500 milioni ed è uno degli sportivi più ricchi, più conosciuti, più celebrati al mondo: dimenticare quello che è stato, chiuderlo a chiave in un cassetto e guardare al presente dorato e agiato, sarebbe la via più facile. Invece è proprio il ricordare che rende CR7 il fenomeno planetario che è diventato: avere davanti agli occhi le proprie origini, essere consapevole della scalata intrapresa per arrivare fino in cima, non dimenticare per trovare ogni giorno la forza di migliorarsi sono i veri segreti del fuoriclasse della Juventus. Condividere tutto questo lo ha reso non solo più umano, ma ha anche ha aperto un mondo a chi lo giudicava superficialmente. La storia degli hamburger scartati che alcune commesse del McDonald’s di Lisbona gli lasciavano da mangiare, quando CR7 era solo un Cristiano dodicenne in cerca di fortuna allo Sporting, ha in qualche minuto fatto il giro del mondo, così come il messaggio di Ronaldo a Good Morning Britain: «Edna e altre due ragazze erano incredibili. Non le ho mai più incontrate. Ho parlato con alcune persone in Portogallo per rintracciarle, perché non riesco a trovarle. Hanno chiuso quel McDonald’s, ma spero che questa intervista serva a ritrovarle: ne sarei felice, vorrei invitarle a venire a casa mia a Torino o a Lisbona, per cenare insieme. Voglio trovarle. Voglio ripagarle per quel periodo, che ho molto apprezzato: non ho mai dimenticato quei momenti». Certo, è facile dire: “Cosa costa una cena a CR7? E’ il minimo”. Già, ma c’è anche chi a quel minimo non ci arriva e dimentica in fretta chi gli ha fatto del bene. Ronaldo no e nel frattempo è arrivata l’intervista in Portogallo a Paula Leça, ex commessa di McDonald’s riconosciutasi nelle parole dello juventino: «Aspettavano vicino alla cassa, come se non volessero nulla. E quando c’erano troppi hamburger, il nostro manager ci dava il permesso di darglieli. Uno era Cristiano, il più timido. Almeno ora la gente sa che non mi sono inventata nulla. Se l’invito a cena arriva, ci andrò di sicuro ». Anche se Piers Morgan, l’autore dell’intervista a CR7, si è subito premurato di twittare che Paula «non è una delle tre donne di cui ha parlato Ronaldo. La ricerca continua…».

Ancora tu, ma non dovevamo vederci più? Il destino di Gigi Buffon avrebbe potuto raccontarlo Lucio Battisti. Ma probabilmente nemmeno l’artista lo avrebbe immaginato così intriso di romanticismo. Contro il Verona, il 19 maggio 2018, il leggendario portiere chiuse un’avventura bianconera durata 17 anni. Oggi, contro il Verona, apre un nuovo capitolo di un romanzo che soltanto il futuro potrà rendere un capolavoro. Già, perché Gigi gioca, salvo sorprese dell’ultima ora. Ritrova il suo pubblico, la sua gente, il suo stadio. Lo fa da protagonista, sul terreno di gioco, a protezione di una porta che sarà sempre sua e che nemmeno la legittima titolarità di Szczesny gli porterà mai via dall’immaginario collettivo. Buffon, infatti, è sinonimo di Juventus. Ma il Buffon 2.0 è differente rispetto a quello che lasciò Torino nell’ultima gara di campionato della stagione 2017-18 contro i veneti. In quell’occasione era felice di dire basta con il sorriso, ma distrutto all’idea di non immaginare più un futuro con Madama da giocatore. Nella testa gli balenava la prospettiva di iniziare subito la carriera da dirigente, prima della chiamata del Paris Saint-Germain, capace di riaccendergli primordiali sogni di gloria. Una gloria che a Parigi ha coltivato, arricchendosi come calciatore, ma soprattutto come uomo. Gigi aveva bisogno di una nuova sfida, per riabbracciare i vecchi colori con ancor più convinzione di poter essere decisivo, in qualsiasi veste. Sognava di farlo da calciatore, ancora. E così è andata: la Juventus non si è fatta sfuggire l’opportunità di riportarlo a casa, tenendolo alle spalle di Szczesny, ma riconsegnandogli un’importanza capitale all’interno dello spogliatoio. Il tutto avallato con il sorriso da Maurizio Sarri, che non ha battuto ciglio, ritenendo Buffon una risorsa preziosa e non una presenza ingombrante. Così sta andando, dal primo minuto in cui Gigi ha rimesso piede alla Continassa: ogni passo, ogni parola, ogni gesto è studiato per il bene del gruppo, di una Juventus che mette sempre al primo posto. In estate disse una frase che riassume il senso della sua missione: «Sono venuto per dare e non per togliere». E’ il manifesto della grandezza di un uomo, pronto a riprendere la corsa a Paolo Maldini, leader nel conto delle presenze in Serie A: 647, contro le 640 di SuperGigi. Tocca a lui oggi, contro il Verona: giocherà e sarà normalità, perché di affidabilità ne garantisce ancora in abbondanza. Tanta emozione per il numero 77, battezzata sui social: «Si gioca Juventus-Verona, una partita che per me non può essere normale». E’ speciale proprio per questo: chiuse contro l’Hellas e riparte dall’Hellas, dopo quattro partite fra campionato e Champions League vissute in panchina da leone in gabbia. Sempre in piedi a sostenere, applaudire, incitare. Sempre a disposizione di tutti, vecchi e nuovi. Anche l’ex moglie Alena Seredova, ai microfoni di Radio 2, è tornata a parlare di Gigi: «Il nostro rapporto è quello di due persone intelligenti che comunque rimarranno legate per tutta la vita, visto che abbiamo due figli. Non si può cancellare, non si può modificare. Io non dimentico il passato. E resto una tifosa della Juventus». Sarà speciale anche per lei rivedere Buffon in campo

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