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Fuori Durmisi: affaticamento muscolare. Al di là di ciò che non è riuscito a fare, è comunque un’assenza che rischia di creare guai. A sinistra è rimasto solo Lulic. Inzaghi sta prosciugando le energie del capitano, impegnato in campionato e in Coppa. La Lazio, praticamente, non ha mai avuto Lukaku e Durmisi non s’è rivelato all’altezza delle necessità. Lulic, di questo passo, sarà costretto a giocare sempre da qui alla fine di maggio. Simone lo utilizzerà oggi contro la Samp dopo averlo fatto giocare a Milano. Il 5 maggio si giocherà all’Olimpico contro l’Atalanta (match di campionato], poi è prevista la trasferta di Cagliari (11 maggio], successivamente arriverà la finale con l’Atalanta (15 maggio]. Serve una soluzione alternativa, possono essere chiamati in causa Patrie o Romulo per giocare a sinistra, per dare almeno un turno di riposo a Lulic. Farlo giocare anche a Cagliari, e rispedirlo in campo in Coppa, sarebbe un azzardo. Inzaghi deve preservarlo il più possibile. Si evitino gli errori che hanno portato la Lazio a giocare la finale di Coppa Italia del 2017 (contro la Juve] con Lukaku fuori e Parolo infortunato.

Rino Gattuso si affida a un altro milanista della… Provvidenza, Dopo aver esaurito il fluido magico del “cecchino” Kris Piatele, il Milan cerca nell’estro del pupillo di Leonardo la forza per uscire da una delle numerose crisi in cui è inciampato Gattuso nel corso di questa stagione. «Ma non ce la può fare da solo, dobbiamo salvarci tutti insieme» ha avvertito il tecnico confermando che Paquetà, dopo la panchina di Parma dove era già catalogato come abile e arruola- bile, sarà in campo questa sera contro il Torino. Come mezzala sinistra, almeno all’inizio, pronto a scambiare ruolo e mansioni con Calhanoglu che partirà davanti a lui.

CONFLITTO. Lutilizzo e la posizione di Paquetà in campo è uno dei motivi dei conflitti fra Leonardo e Gattuso. Il dt rossonero non ha mai sbagliato un colpo nella sua lunga e luccicante carriera di talent scout brasiliano. Leo vedrebbe Lucas più offensivo, meglio ancora se trequartista dietro alla doppia punta. Gattuso non vuole rinnegare il 4-3-3 dove, però, Paquetà viene schierato da mezzala. Nonostante lo stesso Calhanoglu abbia dimostrato che, lontano dall’area di rigore, si trova ugualmente a suo agio a maggior ragione quando si accentra chiedendo spazio a Bakayoko. Fhquetà questa sera non potrà dialogare, da subito, con Piatek perché Gattuso ha deciso di dare nuovamente fiducia a Cutrone.

RIMONTA. Comunque con la coppia Paquetà-Piatek in azione il Milan di Gattuso è riuscito a concretizzare la rimonta sulTInter all’inizio del 2019. Attardati di ben 8 punti prima della sosta invernale, i rossoneri hanno saputo approfittare del calo dei rivali nerazzurri tormentati anche dal caos leardi. Il terzo posto in solitario, però, si è dissolto dopo la sconfitta nel derby (17 marzo). Così come è accaduto per il cecchino polacco, il brasiliano (che grazie al Milan ha trovato la consacrazione anche nella Selegao vestendo la maglia numero 10) ha dato tutto quello che poteva nelle 14 partite consecutive (fra campionato e Coppa Italia) che sono coincise con ben 7 successi in serie A e l’approdo alla semifinale nel trofeo nazionale.

PLUSVALENZA. I due colpi del mercato invernale messi a segno da Leonardo si sono già ampiamente ripagati, addirittura aumentando il loro valore iniziale. 135 milioni (ciascuno) spesi dal Milan sono già raddoppiati con numerose tentazioni provenienti da tutta Europa.

Torino – Milan  Streaming, dove vedere la partita in tv

La partita Torino – Milan verrà trasmessa Domenica 28 Aprile in diretta e in esclusiva da Sky e nello specifico su Sky sport Serie A canale 102 Sky Sport 251. Tutti gli abbonati Sky potranno seguire la partita in streaming anche da dispositivi mobili come smartphone, pc, tablet e attraverso le piattaforme online Sky Go e Now TV. Molti sono i portali che danno la possibilità di assistere ad eventi sportivi in diretta streaming e sono davvero tanti. Esistono anche tanti siti che propongono eventi dal vivo, ma che non sono legali e danno anche nella stragrande maggioranza dei casi problemi e scarsa qualità video e audio. In genere questi siti vengono anche essere oscurati dalla Polizia informatica, proprio per la violazione del diritto di riproduzione. Esistono quindi dei portali legali che danno la possibilità di poter vedere le partite di calcio in streaming live, offrendo anche una qualità HD. Tra queste non possiamo non citare Sky Go e Premium Play che sono a pagamento, mentre altri sono gratuiti.

Rojadirecta Torino – Milan

ROJADIRECTA Torino – Milan – Come sito di streaming gratuito uno dei più famosi è Rojadirecta. Il sito spagnolo dovrebbe presentare il link della gara poco prima dell’inizio del match. Vi ricordiamo, come sempre, di non usare questa pratica, visto che potreste incorrere in multe e sanzioni elevate.

Se la vuole godere fino in fondo questa notte. Anche se non lo dice espressamente, ma lo racconta tra le righe, il ricordo vola a cinque anni fa quando il calcio italiano sembrava voler quasi dimenticarsi di Walter Mazzarri, spingendolo ad «emigrare» in Inghilterra. Cinque anni fa «il momento » lo aveva sognato esattamente così: una serata carica di adrenalina, con un intenso profumo di Europa, alle spalle una tifoseria con una voglia matta di tornare a sognare. Eccolo, il mondo di Walter all’improvviso, avvolto da un sentimento che ondeggia tra l’orgoglio, la soddisfazione e il gusto della rivincita. «Quando sono tornato ad allenare in Italia (il 4 gennaio 2018 al Toro, ndr), l’ho fatto perché volevo respirare le sensazioni di queste partite e di queste vigilie così belle, piene, intense. Ora, finalmente, c’è intorno a noi un’aria importante, ma a questo punto spero che non sia solo una sensazione del momento. Quest’aria dovrà essere ancora più bella quando il campionato sarà finito: ci impegneremo alla morte, daremo l’anima in campo, fino alla fine, per raggiungere un sogno. Ma, se devo dirla tutta, preferirei parlare poco: è il momento di fare tanti fatti».

QUELLE NOTTI DINAPOLI La filosofia «mazzarriana» che ha accompagnato la scalata del Toro è tutta in una frase di poche parole: «Si vive il presente, e questo è un bellissimo momento », risponde a chi gli chiede se la sfida coi rossoneri sarà la porta di accesso al quarto posto e alla Champions. «Ma chi ce lo fa fare di pensare troppo lontano? Viviamo questo meraviglioso momento, come faccio io, nel modo giusto, sapendo che possiamo fare una grande impresa in una stagione eccezionale », e così di colpo gli brillano gli occhi. Già, perché questo è il sabato del villaggio del Toro: una grande attesa che «mi ricorda le vigilie delle notti europee di Napoli o delle grandi partite con la Sampdoria. Sono quelle partite che ti fanno sentire ancora di più l’adrenalina, facendo emergere la parte più bella del calcio, come portare una piazza importante a sperare in un grande risultato».

L’ANIMA DEL TORO Il cuore, il coraggio, la forma fisica e la convinzione mentale di un gruppo che è al top. Sì, il Toro è pronto. E poi c’è l’anima: quell’anima smarrita dal Milan e che è invece il manifesto del lavoro di Mazzarri. «Se siamo riusciti a superare i momenti di difficoltà e se i tanti infortunati che abbiamo avuto non hanno mai pesato sui risultati è perché questa squadra ha un’anima: in questo c’è il segnale della crescita della squadra e mi dà una grande soddisfazione. Quando ho iniziato l’avventura al Toro, avevo detto che il mio primo obiettivo sarebbe stato dare al Toro un’anima, che è sempre stata una delle caratteristiche delle mie squadre. Oggi posso dire, per la prima volta, che ci siamo riusciti e lo abbiamo fatto parlando sempre chiaro ai giocatori, essendo onesti con tutti senza bluffare mai, dialogando molto, e dando io per primo l’esempio nel rispettare le regole».

UNA GRANDE FINALE E allora ecco Torino-Milan con vista Champions. «Sarà una grande finale, la prima di cinque finali al termine delle quali speriamo di completare un’annata straordinaria. E’ importante per tutti noi. Manteniamo i nervi saldi, provando a giocare come contro l’Atalanta e la Sampdoria in casa: ai giocatori ho ripetuto di entrare decisi, di giocare con vigoria nella fase difensiva e con lucidità e serenità in quella attiva. Sappiamo cosa fare e dobbiamo farlo al meglio». Di questo Milan «mi fido poco, anzi state certi che faranno la partita della vita e noi dovremmo farla ancora di più, trascinati da un grande pubblico. Non credo alle loro difficoltà, anche perché si vede da come i giocatori lottano in campo che sono tutti con Gattuso. Aspettiamoci un Milan forte, che vorrà ricompattarsi dopo la Coppa Italia».

VAI GALLO In coda l’appello per Belotti: «Che faccia il Belotti, a Genova l’ha fatto un po’ meno. Ora è in forma, deve tornare ad essere il nostro trascinatore, perché è uno degli artefici di questa annata ». A un mese dall’infortunio di Firenze, tra i convocati è tornato Iago Falque (con Millico). «Ho deciso di portarlo, poi vediamo se ci sarà bisogno di lui. Se non ci fosse urgenza di metterlo, sarebbe meglio». Mazzarri è pronto a «vivere una grande notte e vi confesso che sono curioso di sapere cosa accadrà ». E quegli occhi gli tornano a brillare: il mondo di Walter è oggi.

Il cuore batte al Lingotto. Il festival dell’entusiasmo comincia qui, in un sabato già estivo, intorno alle 17.30, davanti l’albergo che ospita il ritiro cittadino del Torino: quando il pullman del Toro attraversa il vialone di collegamento con via Nizza ai lati della strada ci sono più di 400 tifosi granata. Tamburi, fumogeni, cori (Moretti e Belotti i più acclamati): è la carica alla squadra il giorno prima della sfida che può valere un sogno. A Torino una vigilia così intensa non si era mai vissuta nell’ultimo quarto di secolo, e riporta alla memoria le attese per le notti europee dell’epoca di Mondonico. Il festival dell’entusiasmo continuerà questa sera in uno stadio Olimpico esaurito. È un Torino-Milan da record: sarà eguagliato il primato stagionale di spettatori del club granata (ma non quello dell’incasso) fatto segnare con i 26.500 biglietti venduti (la capienza massima dell’Olimpico) per Torino-Juventus del 15 dicembre. Ieri, a biglietteria chiusa, erano stati acquistati oltre ventiseimila tagliandi. Restano poche centinaia di posti liberi in tribuna, che saranno polverizzati in giornata. Tanti gli ospiti d’eccezione: come lo juventino Leonardo Bonucci, con il figlio Lorenzo (tifoso del Toro), lo showman Piero Chiambretti, le bandiere granata Renato Zaccarelli e Claudio Sala, gli osservatori del c.t. Mancini (lui non ci sarà). Atteso Antonio Conte (confermerà in mattinata), potrebbe fare un salto il ministro dell’Interno Matteo Salvini, milanista, a Torino per la campagna elettorale. A ieri sera la sua presenza non era stata confermata, deciderà in giornata.

Sono giorni di grandine a Milanello. Venerdì quella dal cielo, che a un certo punto ha costretto tutti a ripararsi. Ieri quella caduta dalla bocca di Gattuso: chicchi grandi come palline da golf. Impossibili da schivare. Rino ha descritto impietosamente il momento attuale del suo Milan eliminando anche il già leggerissimo filtro che a volte adopera. Stavolta nessuna protezione, con tutti i rischi annessi e connessi: come un albino che si mette al sole di ferragosto. Non è stata una vigilia motivazionale, bensì un crudissima fotografia della realtà. A partire da quando, già alla seconda domanda, ha risposto così: «Siamo una squadra senz’anima ». I tratti del suo viso però, abbacchiato come non lo avevamo mai visto, erano quelli di una persona del tutto consapevole dei contenuti delle sue parole. Per capirci: non è stato uno sfogo del momento, ma un’analisi strutturata di tutte le magagne rossonere. Trattasi ovviamente di strategia, anche se restano alcuni lati oscuri sui perché e sull’efficacia a poche ore da una partita così delicata. Può essere un modo per provare a scuotere la squadra, è chiaro. E può anche essere un modo – indiretto – per mettere di fronte alle proprie responsabilità tutte le parti: giocatori e dirigenza compresi, anche perché Gattuso ci mette la faccia per primo: «Penso di essere in grado di gestire lo spogliatoio, ma come sempre mi assumo le responsabilità perché è giusto che sia così. In realtà sono deluso da me stesso, è l’allenatore che deve essere bravo a trasferire il proprio pensiero. Mi aspettavo di entrare in modo più forte nella testa dei ragazzi ».

SCENARI Parole che arrivano dopo sette partite, fra campionato e coppa, in cui il Milan ha vinto una volta sola. E dopo un’eliminazione che ha ulteriormente allontanato Rino dal mondo rossonero. Più che altro per il modo in cui la squadra è uscita di scena: senz’anima proprio come racconta il suo allenatore. Da Casa Milan in queste ore hanno escluso ribaltoni improvvisi, ma è chiaro che se la partita di stasera non andasse bene nel risultato e nell’atteggiamento, sarebbe lecito contemplare qualsiasi scenario. «E’ da agosto che sento dire “Gattuso a fine corsa”, “arriva questo e quello” e cose simili – scuote la testa il tecnico –. Quindi non credo che la squadra venga condizionata dalle voci su di me, né dalle mie parole di qualche tempo fa («fra due mesi farò chiarezza sul mio futuro», ndr). Però occorre cambiare marcia. Per la maglia, per la carriera dei giocatori, per me e per il mio staff. Ci stiamo giocando tanto ». Come dire: in un momento del genere a Milanello sono in molti con una fetta di futuro in ballo e pochi al riparo dalla mareggiata. Piatek per esempio appartiene per sua fortuna alla seconda categoria, però non è immune dalle onde alte. Stasera infatti lo vedremo accomodarsi in panchina – evento accaduto dal primo minuto soltanto al debutto in rossonero – per fare spazio a Cutrone nel ritorno al 433 che per Gattuso è un po’ la coperta di Linus. Ovviamente per Kris non è una punizione, ci mancherebbe, bensì una scelta figlia di un momento in cui al centravanti arrivano pochissimi palloni, ma dove anche il centravanti potrebbe fare meglio nei movimenti e nella protezione del pallone. Il Pistolero a Gattuso è apparso un po’ scarico e quindi stasera ci sarà staffetta con Patrick.

ORTICELLI Intanto le concorrenti hanno impegni casalinghi e più morbidi (la Roma ne ha già approfittato) e il Milan corre un rischio gravissimo: smarrire il potere di essere padrone del proprio destino, ritrovandosi a inseguire. Il pericolo è concreto e Gattuso lo ammette quando gli viene chiesto se questa squadra è in grado di difendere il quarto posto: «Vedendo le ultime prestazioni, direi di no. Quindi la differenza la farà la voglia di saper soffrire. Prima nei momenti di difficoltà avevamo un’anima, adesso no e dobbiamo ritrovarla. Servono forza, brillantezza e mentalità perché stiamo arrancando e siamo spenti. E occorre capire che non esistono gli orticelli personali, ma che si deve ragionare con una testa sola. Invece non stiamo giocando da squadra. Anche perché non corriamo meno degli altri, è una questione di testa». Gli unici zuccherini arrivano nel finale di conferenza: «Scommetto su tutti i miei giocatori, questo gruppo può ancora dare tanto. E se qualcuno pensa che io abbia mollato, si sbaglia».

Per uno come Patrick Cutrone, cento giorni senza gol sono come cento giorni senza cibo per Ciacco, il golosone dantesco. Un vero inferno, sportivo o letterario che sia. Quota 100, in verità, Patrick l’ha superata da quasi una settimana: stasera potrebbe stoppare il calendario del digiuno a 106 giorni, nel caso andasse a segno contro il Torino. Altrimenti resterà fermo alla doppietta realizzata a Genova lo scorso 12 gennaio, che stese la Samp e spalancò al Milan le porte dei quarti di Coppa Italia. Era un Diavolo in crisi pure quello d’inizio anno a Marassi, la risalita cominciò nei supplementari proprio al grazie alla doppia firma del numero 63. Chissà che al Grande Torino non accada la stessa cosa. Stavolta Patrick potrà fare le cose con un minimo di calma in più, perché i minuti a sua disposizione aumenteranno rispetto al solito: le polveri bagnate del Pistolero Piatek gli regalano una chance da titolare nel 4-3-3, il modulo che fin qui l’ha costretto spesso e (mal) volentieri alla panchina.

TANTA PANCA Su questa astinenza da gol di Cutrone, infatti, bisognerà intendersi bene. Dalla doppietta del Ferraris a ieri, l’attaccante dell’Under 21 azzurra è stato titolare solo in due occasioni: la Supercoppa italiana a Gedda e la sfida casalinga con l’Udinese, match in cui ha assaggiato la convivenza con Piatek in attacco. Per il resto solo scampoli di gara. Il suo compito è sempre stato quello del «super-sub», come lo chiamano gli inglesi: la riserva di lusso, la chiave per aprire le partite chiuse, la carta da giocare per ribaltare il tavolo. Suo malgrado, ha dovuto fare i conti con un destino paradossale: più dimostrava di saper dare la svolta entrando a gara in corso, più diminuivano le chance da titolare. Perché non è che nel Milan di quest’anno abbondino i panchinari spacca-partita: Castillejo a Parma è stato il primo subentrante a trovare il gol, Cutrone escluso.

SPAZI INTASATI L’avanzamento di Paquetà in posizione di trequartista sembrava aver creato spazio al bomber lariano per far coppia con Piatek. E per rimpinguare un bottino di reti in campionato finora molto magro: solo 3 centri, contro i 10 della scorsa Serie A, quella dell’esordio. L’infortunio del brasiliano contro l’Udinese, però, ha indotto Gattuso a riporre nel cassetto il 4-3-1-2. Così Patrick s’è dovuto sedere di nuovo accanto al suo tecnico, seconda disillusione dell’anno dopo quella di poter essere l’altro «nueve» accanto a Higuain, poi sparito in direzione Londra. Cutrone ha aspettato il rientro di Paquetà, che – per sua sfortuna – per ora tornerà a fare la mezzala. Ma quando sembrava destinato a guardare di nuovo Piatek da bordo campo, Patrick ha avuto il segnale di via libera: è stato provato in allenamento il giorno della vigilia, e salvo colpi di scena sarà titolare in attacco. È una questione di energia: semplicemente, lui ne ha mostrata più del polacco, in questi giorni complicati per il Milan. Altro punto a suo favore sono state le recenti dichiarazioni d’amore per i colori rossoneri, che hanno allontanato le voci su una partenza in estate: in uno spogliatoio condizionato da tante voci, un atto di fedeltà non guasta. Contro la Lazio, Patrick aveva anche trovato la rete, poi annullata per fuorigioco. Ora ci riprova col Toro, per aiutare il Diavolo a mettere il naso fuori da questo inferno.

A 4 giornate dalla fine il Milan rischia di ritrovarsi 7° in classifica. A pari punti del Torino che, però, in caso di vittoria questa sera all’Olimpico avrebbe un migliore «score» nei confronti diretti. Già superata ieri sera dalla Roma dopo il successo sul Cagliari, la squadra rossonera potrebbe sprofondare in un baratro senza fine. Gon conseguenze terribili anche in prospettiva dell’Europa League 2019/10 e, molto probabilmente, senza più Gattuso in panchina in caso di tracollo oggi contro i granata. Lo scenario negativo, pessimo, apocalittico è stato alimentato ieri conferenza-stampa dello stesso tecnico milanista. Che non ha avuto difficoltà a evidenziare la criticità di una situazione ormai apparentemente irreversibile.

BLACK-OUT. Eaccusa di Rino Gattuso è stata dura, implacabile, senza appello. «In questo momento siamo spenti, in tutti i sensi, sta mancando l’anima – ha detto – parlare non serve a nulla, servono fatti e risultati. Dobbiamo tornare ad avere urianima. Bisogna far capire ai giocatori che si deve essere uniti, fare qualcosa in più, senza pensare al proprio “orticello” ma con una testa sola. Da mesi si parla del futuro di tanti giocatori, del mio. Nell’ultimo mese che abbiamo di fronte dobbiamo pensare solo al futuro del Milan. Sono deluso più di me stesso che dei miei giocatori». Uriautocritica pesante, spietata: «Un allenatore deve essere bravo a trasferire quello che pensa. E sono deluso perché in questi momenti mi aspettavo di entrare meglio nella testa dei miei giocatori. Si può sbagliare a livello tecnico ma non deve mancare la veemenza, quella che ci sta mancando in questo momento». Gattuso rassegnato? «Le sceneggiate le facevo da giocatore, non devo fare del cinema per mostrare che sono arrabbiato. Se qualcuno pensa che ho mollato e non ci credo, non è assoluta- mente vero. Nella corsa al quarto posto – ha aggiunto – la differenza la ferà la voglia, la capacità di soffrire».

KAPPAÒ. L’eliminazione in Coppa Italia ha inferto un duro colpo alle certezze di Gattuso. «Questo Milan è in grado di difendere il quarto posto? A vedere le ultime prestazioni direi di no: pensavamo di essere usciti dalla crisi dopo Juve e Lazio e invece ci siamo ricascati – ha spiegato – dobbiamo ragionare da squadra, fare di tutto per stare uniti, poi vedremo chi ci deve giudicare a fine stagione. Ora dobbiamo chiuderci a riccio». Il futuro di Gattuso sta destabilizzando lo spogliatoio? «Avete cominciato da luglio a dire che non ero l’allenatore del Milan, quando ero in America doveva arrivare Conte, un giorno Terim, un altro Van Gaal – ha tuonato ironico verso i giornalisti presenti – pensate che in questo momento la squadra non sta rendendo perché è dispiaciuta perchè l’allenatore va via o non va via? Stiamo giocando un calcio non buono, a livello mentale siamo in grandissima difficoltà: non stiamo facendo risultati per questi motivi… Se poi dobbiamo andare alla ricerca di qualcos’altro, non so rispondere. La squadra da quando siamo partiti in ritiro sente ogni giorno voci sull’allenatore, d ha fatto l’abitudine…».

COMPLOTTO. Ma Gattuso non crede ai «fantasmi» e tanto meno agli ammutinamenti. «Tutti conoscono l’importanza della posta in palio, nessuno gioca per perdere apposta o per fare dispetti – ha puntualizzato – il Milan non si giocava la Champions da anni, invece sento che non vale niente e che ci divertiamo. Ma non è così. Serve rispetto per questi ragazzi che stanno dando tutto, può stare anche un momento negativo. Però non posso trovare parole dispregiative. Ci vorrebbe un Gattuso in “rosa”? Per una vita mi avete detto che non potevo giocare al Milan… La leadership non si acquista»

Sarà Andrea Conti a sostituire lo sfortunato Calabria [stagione finita per lui dopo l’infortunio in Coppa Italia contro la Lazio] questa sera contro il Torino. Romagnoli sarà nuovamente affiancato da Musacchio con Rodriguez terzino sinistro. Paquetà dovrebbe essere collocato, almeno inizialmente, a centrocampo come mezzala sinistra. Confermatissimi Kessie [a destra] e Bakayoko, il brasiliano troverà sicuramente il modo di scambiarsi di ruolo con Calhanoglu che sembra destinato alla linea più avanzata con Suso e Cutrone punta centrale. Dal suo esordio nel Milan [26 gennaio] e dopo ben 16 partite consecutive [15 da titolare] spalmate fra campionato e Coppa Italia, Chris Piatek oggi a Torino partirà dalla panchina. Gattuso si affiderà nuovamente a Cutrone che, invece, ha disputato l’ultima partita da punta unica il 21 gennaio [Genoa- Milan 0-2] mentre il 2 aprile [Milan-Udinese 1-1] era stato proposto per la prima e l’ultima volta dal T in contemporanea a Piatek. Fra i pali tornerà Gigio Donnarumma dopo la brillante prova di Reina in Coppa Italia. L’ex-Napoli ha evitato una vera e propria disfatta ai suoi compagni di squadra salvando la sua porta in almeno 4 occasioni.

E’ l’ora di sognare e il Toro non vuole svegliarsi. All’orizzonte d sono l’Europa League ma anche la Champions: incredibile (o quasi) a dirsi, bellissimo a provard. «E’ la prima finale e vogliamo fare un grande risultato per la nostra crescia, perla nostra gente e per tutto dò che ne potrebbe conseguire – carica Walter Mazzarri – speriamo di completare un’annata bella e straordinaria. Non mi va di parlare di obiettivi, si vive il momento; pensiamo al Milan, un passo alla volta». l’ambiente granata è in ebollizione, l’Olimpico sarà praticamente tutto esaurito (oltre 26mila biglietti venduti) e al tecnico granata tornano alla mente i tempi del Napoli e della Sampdoria: «Con loro, ma anche con la Reggina, ne ho vissute tante di queste partite; il bello del caldo è di portare una pazza a sperare in qualcosa di grande, non è poco. Sono tornato in Italia per questo, volevo respirare di nuovo queste sensazioni e in meno di un anno abbiamo fatto tante cose ma non fecdo predami. Fhrlare poco e fere tanti fatti, questo è il nostro motto». Mazzarri però non si fida quando sente parlare di Milan in crisi: «Credo poco ai numeri e alle statistiche; di solito, dopo una brutta partita, i rossoneri hanno sempre disputato grandi gare e sono sicuro che i giocatori sono tutti con Gattuso. Milan fera la partita della vita e noi dovremo farlo ancora di più».

IAGO CE’. Sul fronte formazione c’è un solo dubbio, con il ballottaggio tra De Silvestri e Aina a destra. Iago Falque è recuperato, come il giovane Millico, «ma entrambi hanno poco minutaggio» e partiranno dalla panchina. LuMc sostituirà lo squalificato Basellicon Mdte avanzato accanto a Berenguer alle spalle di Belotti. Mazzarri lo landa: «Il Gallo è un trascinatore, è uno degli artefid principali di questa annata importante, deve dard una mano facendo il Belotti».

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