Whatsapp: come scovare chi spia il vostro account grazie a un’app

Pubblicato il: 16 Dicembre 2019 alle 5:34

Oggi non è difficile trovare il modo di spiare qualcuno sui social: questo tuttavia non esclude le app di messaggistica istantanea come Whatsapp. Ma il modo per trovare chi è lo spione della vostra rubrica esiste.

Tra le app di messaggistica istantanea, Whatsapp vanta oltre un miliardo di utenti e gli addetti alla sicurezza degli account devono essere sempre all’erta. Ciò è necessario per evitare intromissioni e, quindi, tutelare la privacy degli utenti. Un esempio di questi miglioramenti è crittografia end-to-end, che rende ancora più complesso spiare una chat altrui. Ma, come ben sappiamo, ad ogni nuovo aggiornamento, un modo per eludere la misura di sicurezza purtroppo si trova.

In questo caso, la falla sta nell’aspetto social che sta assumendo Whatsapp: per fare un esempio, basti pensare alla condivisione di foto o altri contenuti multimediali negli stati, come se fossero storie di Instagram o Facebook. Al contrario di quest’ultime, tuttavia, sull’app di messaggistica non sempre è possibile sapere chi ha visualizzato il contenuto temporaneo pubblicato. Partendo dalle impostazioni della chat, è sufficiente modificare le impostazioni della privacy per visualizzare la storia di qualche nostro contatto, senza che la persona in questione se ne accorga.

Contromisure da prendere contro sguardi indiscreti

Ma se a un’azione corrisponde una reazione uguale e contraria, esiste il modo per scovare questi occhi indiscreti. Infatti, basta scaricare una delle tante applicazioni di tracciamento che si trovano su Google Play, create appositamente per evitare tali spiacevoli intrusioni. L’app tracker scelta, infatti, controllerà gli accessi al vostro account Whatsapp e creerà un elenco regolarmente aggiornato di persone che lo visualizzano. Tra queste troverete anche chi in realtà sarebbe voluto rimanere nell’ombra senza tuttavia che questa persona ne sia a conoscenza. Lo spione crederà di spiare tranquillamente, senza rendersi però conto di essere stato “sgamato” da chi, nel suo intento iniziale, era lo spiato.

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