Addio a Stefano, tassista ucciso dal coronavirus: “Un omone senza gravi patologie”

Pubblicato il: 6 Aprile 2020 alle 6:37

“In ottimo tassista, un’ottima persona. Ciao Stefano, ci mancherai molto”, con questo messaggio i colleghi hanno voluto dare l’ultimo saluto pubblico a Stefano Martini, prima vittima del coronavirus tra i tassisti fiorenti, scomparso nello scorso weekend al’età di 60 anni.L’uomo, come ricorda la pagina Facebook del 4390 Taxi Firenze, era conosciuto nell’ambiente lavorativo con il codice di Londra 40 ma “Tutti lo conoscevano come ‘i’ Croma’ per la sua grande passione, le moto” ha ricordato la cugina sempre sui social , aggiungendo: “Sento il bisogno di mostrare la sua foto e di parlare di lui perché queste morti stanno diventando solo numeri. Stefano non aveva altre gravi patologie, era solo un omone di 110 chili. Faceva il tassista a Firenze ed era un tipo proprio buffo… un simpaticone. La sua vera malattia erano le motociclette”

“Una gran bella persona e un ottimo tassista, uno di quelli che aveva ben chiaro che il tassista non trasporta pacchi, ma persone, con le loro sensibilità, la loro intelligenza, i loro diritti e le loro aspettative” ha ricordato invece Claudio Giudici, presidente di Uritaxi, sindacato a cui Martini era iscritto, aggiungendo: “Se penso a come si poneva, tocco con mano l’umanità, il calore che poteva lasciare ad ogni cliente. Quei clienti a cui oggi abbiamo invece ritegno, anche solo nel rivolgere parola, a causa di questo maledetto virus. Stefano era sempre pieno di idee e suggerimenti, entusiasmo, pieno di qualità e passioni, conoscitore non ordinario dell’inglese, amante degli States e delle moto e di tante altre cose.. Proteggici da lassù. Ciao Grande”.

“Stefano Londra 40 non ce l’ha fatta, non mi vengono parole. Ciao Stefano, gigante buono” ha scritto invece il presidente della cooperativa dei tassisti fiorentina, Luca Tani. Messaggio di cordoglio anche dal comune di Firenze con l’assessore alle attività produttive Federico Gianassi che  ha espresso le condoglianze alla famiglia “a nome di tutta l’amministrazione comunale”.

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