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PD nel caos, si parla di scissione: critiche a Schlein e possibili addii eccellenti



Il logo è stato presentato e, dal 5 febbraio scorso, è attivo anche l’account social. I Riformisti non sono più esclusivamente un’area del Partito Democratico (PD), ma si configurano sempre più come un soggetto politico autonomo. Attualmente, operano all’interno dello spazio politico del PD, con l’obiettivo di far sentire la propria voce, distinta da quella dell’attuale leadership del partito.



Tuttavia, non è certo che questa situazione rimarrà invariata. L’europarlamentare del PD, Elisabetta Gualmini, ha annunciato il suo passaggio ad Azione.  Molti ritengono che non sarà l’unica a compiere questo passo.  Anche altri stanno valutando questa opzione da diversi mesi.

La partecipazione di Marianna Madia, ex ministro di un governo del centrosinistra, alla Leopolda e a un successivo evento di Italia Viva, non è passata inosservata.  Alcuni si stanno orientando verso Azione, mentre altri ipotizzano la nascita di un terzo polo centrista, che potrebbe unire i comitati di Ernesto Ruffini e le iniziative civiche di Alessandro Onorato.  Naturalmente, non ci sono ancora conferme ufficiali in merito.

Nonostante le dichiarazioni di entrambe le parti – Riformisti e Nazareno – che non ci siano contatti, la realtà sembra diversa. Oltre a Gualmini, altri stanno valutando le proprie opzioni politiche, sia a livello europeo che romano.

Molto dipenderà da ciò che emergerà, o meno, al di fuori del PD.  Diversi stanno riflettendo sulla questione, anche in considerazione dell’imminente scadenza elettorale del prossimo anno.  Elly Schlein, come i suoi predecessori, intende presentare liste che rispecchino l’identità del PD sotto la sua guida.  Naturalmente, dovrà prevedere spazio anche per le altre componenti del partito, ma si tratterà del minimo indispensabile.  Inoltre, il fatto che molti abbiano raggiunto il limite dei mandati potrebbe agevolare questo processo.

Il referendum del 22 e 23 marzo ha ulteriormente polarizzato il Partito Democratico, con una parte dei riformisti che ha optato per il Sì, sebbene non tutti abbiano seguito questa linea. La vittoria del No al referendum potrebbe accelerare l’uscita di alcuni membri, poiché la bocciatura della riforma rafforzerebbe la posizione di Elly Schlein, riducendo lo spazio per i riformisti.  Ciò ripropone la questione, dibattuta da mesi, riguardo alla possibilità di accoglienza all’interno del Pd per coloro che non condividono la visione di Schlein.  Si tratta di individui che consideravano il Jobs Act una legge positiva, promulgata da un governo del Pd, e che oggi ritengono la separazione delle carriere una proposta storica della sinistra.

Tuttavia, le divergenze non si limitano al posizionamento sui referendum. La controversia relativa al disegno di legge sull’antisemitismo proposto da Graziano Delrio ha ulteriormente accentuato la frattura tra le due anime del Pd, su un tema di profonda rilevanza.  Inoltre, il posizionamento sulla politica estera rappresenta un ulteriore punto di disaccordo.  Recentemente, Pina Picierno ha interrogato la segretaria Schlein sulla sua assenza da Kiev.  Marianna Madia, Giorgio Gori, Sandra Zampa e Lia Quartapelle continuano a sostenere e difendere le proprie idee, ma molti si interrogano sulla sostenibilità di questa posizione.

Nel frattempo, l’attivismo politico prosegue. Il 6 marzo, alla vigilia della grande manifestazione annunciata da Elly Schlein, che concluderà il percorso di ascolto dell’Italia,  si terrà un nuovo incontro.  L’evento si svolgerà a Roma, presso la Sala Europa in Piazza Venezia 11, e avrà come tema l’Europa. Il titolo dell’incontro è “Credere in un’Europa protagonista”.  Nel post di presentazione, si pone la questione se l’Unione Europea sia in grado di “risolvere le proprie fragilità, superare l’attuale frammentazione e affermarsi come una vera potenza, capace di incidere sulla scena internazionale, garantendo la propria autonomia economica, tecnologica e di difesa per la protezione dei propri cittadini”.

“Noi”, prosegue il post, “sosteniamo fermamente questa visione e intendiamo approfondirla con voi venerdì 6 marzo”. L’Europa rappresenta un ulteriore ambito in cui i riformisti aspirano a far sentire la propria influenza. Tuttavia, anche in questo contesto le difficoltà sono significative, come dimostrano le divisioni interne al gruppo europarlamentare.  Considerando la crescente urgenza della situazione, è necessario prendere decisioni ponderate. Non è da escludere che, prima dell’estate, ulteriori membri del Partito Democratico possano decidere di abbandonare la formazione.



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