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Case popolari in Umbria, polemica sulla nuova legge: scontro politico sulla riforma voluta da Ilaria Salis



La recente approvazione della legge regionale sulle case popolari in Umbria ha sollevato un acceso dibattito tra le forze politiche. La norma, sostenuta dalla maggioranza composta da Pd, M5s, Avs e Ud-Pd, è stata definita “storica” per l’edilizia popolare, ma ha incontrato forti critiche da parte delle opposizioni, che la considerano una mossa politica dannosa.



Il voto in Assemblea legislativa ha visto dodici membri della maggioranza esprimere il loro consenso, mentre sei rappresentanti delle opposizioni, tra cui Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia, hanno votato contro. I gruppi di minoranza hanno contestato la riforma, evidenziando la cancellazione di requisiti fondamentali per l’accesso alle case popolari, come il vincolo di residenza in Umbria da almeno cinque anni e l’incensuratezza dell’intero nucleo familiare.

I sostenitori della legge, tra cui i consiglieri di maggioranza, affermano che essa riporta la normativa regionale in linea con i principi costituzionali. Gli esponenti della maggioranza sottolineano che la nuova legge apre l’accesso agli alloggi pubblici a categorie vulnerabili, come famiglie numerose, anziani soli, persone con disabilità e nuclei a basso reddito, che dovrebbero avere priorità nell’assegnazione degli immobili.

Inoltre, la legge prevede misure specifiche per proteggere le donne vittime di violenza e le persone discriminate, con l’obiettivo di recuperare circa 1600 alloggi pubblici inutilizzati in Umbria. L’assessore regionale, Barcaioli, ha dichiarato che la legge rappresenta un passo fondamentale per garantire pari opportunità a tutti e affrontare le emergenze abitative.

Tuttavia, le opposizioni hanno espresso preoccupazioni riguardo alla riforma. Matteo Giambartolomei, relatore di Fratelli d’Italia, ha criticato la decisione di non includere emendamenti contro le occupazioni abusive e ha messo in evidenza il fatto che attualmente ci sono circa 4000 persone in lista d’attesa per un alloggio in Umbria. Secondo Giambartolomei, l’assegnazione degli alloggi non aumenterà e la riforma redistribuirà risorse già insufficienti, creando nuove corsie preferenziali.

Il consigliere di Fratelli d’Italia, Filippo Vitali, ha denunciato la legge come una scelta ideologica che non rispetta le famiglie oneste. Ha affermato che “non possiamo accettare che si metta sullo stesso piano chi ha sempre rispettato le regole e chi le ha violate”. Vitali ha evidenziato che ci sono 4000 famiglie in attesa di un alloggio popolare, molte delle quali lavorano e pagano le tasse da anni.

Dall’altra parte, l’associazione Omphalos, che rappresenta la comunità LGBT+ in Umbria, ha accolto positivamente la nuova legge, definendola un intervento normativo di grande rilevanza. L’associazione ha sottolineato che la legge riconosce esplicitamente la vulnerabilità abitativa delle persone LGBTQIA+, offrendo strumenti per garantire sicurezza e dignità a chi vive in condizioni di discriminazione.

L’assessore Barcaioli ha spiegato che le modifiche alla legge sono state introdotte per ridurre i contenziosi legali e accelerare le assegnazioni degli alloggi. Ha inoltre sottolineato che la nuova legge si inserisce in un contesto di assenza di un piano casa nazionale e tagli ai fondi governativi, che hanno lasciato i comuni senza strumenti adeguati per affrontare le emergenze abitative.



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