Adriana Volpe non perdonerà mai Giancarlo Magalli: ecco perchè

Pubblicato il: 11 Febbraio 2020 alle 5:57

Nella Casa del Grande fratello vip ogni  inquilino partecipa con il proprio vissuto. E, come in uno psicodramma, grazie al meccanismo del reality esterna la pena più intima. Quella di Adriana Volpe è la lite con Giancarlo Magalli, per anni con lei alla guida del programma di Raidue fatti vostri. La disputa finisce in tribunale e porta di nuovo alla ribalta l’accusa di sessismo.

Il conduttore romano – appena uscito miracolosamente indenne da un terribile incidente, mentre si trovava alla guida della sua auto – ha insinuato che la Volpe non avrebbe fatto carriera per meriti professionali, ma grazie alla protezione e alle cosiddette spintarelle di uomini potenti. Lei non c’è stata e l’ha denunciato per diffamazione. «Ho sempre lavorato con la massima serietà e le calunnie mi hanno fatto molto male», dice.

Dopo un primo matrimonio fallito, Adriana si è sposata il 6 luglio del 2008 col manager svizzero Roberto Parli e nel 2011 è diventata mamma di una bella bambina, Gisele, battezzata nella Basilica di San Pietro a Roma da don Santino Spartà.

La famiglia, vissuta con spirito profondamente cattolico da Adriana, ha subito uno scossone per un bacio dato dalla showgirl a un altro concorrente del Grande fratello vip, il cantante Pago, durante un gioco che ha urtato la suscettibilità di suo marito. Tanto che Parli ha richiamato la moglie a un comportamento diverso: «La parola “rispetto” viene spesso dimenticata. Peggio ancora da chi ha una famiglia e una bambina stupenda! E che da questa mattina dovrà difendersi da domande e commenti molto scomodi». Si tratta però di malumori destinati a svanire quando la Volpe lascerà il reality e ritroverà i suoi cari. Di famiglia e della lite con Magalli parliamo con la diretta interessata.

Adriana, a che punto è la situazione con Magalli?
«Certe offese ingiuste e crudeli non possono restare impunite: sarà il giudice a decidere su questa brutta storia, che mi ha procurato ferite dell’anima difficili da rimarginare. Sono stata bersaglio di una certa violenza maschile purtroppo frequente nella nostra società. L’ho denunciata nella speranza di aiutare le tante donne che, come me, hanno patito soprusi e oltraggi nell’ambiente lavorativo. Da queste vittime quotidiane ho ricevuto tante testimonianze di affetto e solidarietà che mi hanno incoraggiata. Ma, sebbene mi sia appellata alla Commissione delle pari opportunità
in Rai, il mio caso è rimasto irrisolto e resto esclusa dai palinsesti della Tv pubblica. E duro subire questo tipo di ingiustizia per chi, come me, ha la coscienza pulita».

Quanto ti ha cambiata questa vicenda?
«Le sofferenze possono demoralizzare, ma io ho retto al colpo grazie all’affetto dei miei cari e anche alla fede. Ho pregato tanto la Madonna, alla quale posso confidare tutto, sicura di essere compresa e aiutata. Da Lei ho ricevuto la grazia dell’accettazione: non Le ho chiesto di risolvere miracolosamente i miei problemi, ma di darmi la forza di affrontarli e conservare, nei limiti del possibile, la serenità. La preghiera è stata esaudita e spero di poterLe dire grazie con un pellegrinaggio a Medjugorje (famoso santuario mariano in Bosnia-Erzegovina, ndr) insieme a mia figlia».

Da buona cattolica, hai perdonato Magalli?
«No, perché il perdono presuppone la giustizia e per questo bisogna attendere la sentenza del giudice, nel quale ho piena fiducia. Io non odio nessuno; ma per perdonare dovrei essere convinta del pentimento di chi mi ha fatto del male, mentre, da quella parte, percepisco soltanto arroganza e malignità. Le offese, soprattutto se sono gravi, varino pagate».

Com’è la vita in famiglia?
«Mio marito, per lavoro, si divide tra Roma, dove abitiamo, e il Principato di Monaco, ma riesce a essere un compagno affettuoso e un papà presente. Mia figlia è una bimba speciale, un angelo. Siamo molto unite: ho voluto che ricevesse il battesimo e avesse un’educazione religiosa, la stessa che mia madre ha impartito a me. Non sono d’accordo con i genitori che lasciano i figli liberi di scegliere il culto da adottare quando saranno grandi. Penso che sia giusto dar loro un indirizzo morale fin dall’infanzia. Con Gisele funziona e io mi sento una donna molto fortunata».

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