Amanda Knox torna in Italia, ecco perchè

Pubblicato il: 22 Maggio 2020 alle 9:35

Amanda è molto contenta di poter incontrare Giuliano Mignini. Lei, già qualche mese fa ha espresso questo desiderio. Considerato che anche il magistrato si è detto disponibile a un incontro, non credo a questo punto ci possano essere più difficoltà. Terminato questo periodo di emergenza sanitaria, non escludo che i due possano di nuovo sedersi una di fronte all’altro, ma non nelle vesti di indagata e accusatore.

Dove fare questo incontro? Perché no, anche nella mia parrocchia. Ho già dato la disponibilità. Sarei molto felice. Sono due persone a cui voglio molto bene”. A parlare con Giallo è monsignor Saulo Scarabattoli, da ventisei anni cappellano della sezione femminile del carcere di Capanne, in provincia di Perugia, dove Amanda Knox è stata detenuta per quasi quattro anni prima di essere assolta, nel 2011, dall’accusa di avere partecipato all’omicidio della sua coinquilina, l’inglese Meredith Kercher, 21 anni appena. Quella prima assoluzione divenne poi definitiva nel 2015. Don Saulo e Amanda si sono conosciuti in carcere e da allora è nata una amicizia che dura nel tempo.

La scorsa settimana proprio dalle colonne del settimanale Giallo, il magistrato Giuliano Mignini, ex pubblico ministero della Procura e della Corte d’Appello di Perugia, grande accusatore di Amanda, ha accolto l’invito dell!americana: «Amanda ha detto che vuole parlarmi? Adesso io penso che potrei, anzi dovrei farlo. Se non lo facessi potrebbe sembrare che io voglia fuggire e io sono uno che non scappa. Non ho nulla da rimproverarmi e non vedo perché rifiutare un incontro con la persona che ho indagato e per cui ho chiesto l!ergastolo due volte.

Si parlerà sicuramente del processo, un processo che è definitivamente chiuso. Non so perché vuole incontrarmi, non so cosa voglia da me, cosa vuol sentirsi dire. Io non posso inventare una storia alternativa per soddisfare le sue aspirazioni. Poi se nel corso della conversazione lei mi dicesse fa!i e circostanze mai raccontati prima e mai presi in considerazione dalla giustizia italiana, allora questo è un altro discorso. Io non ho pregiudizi nei suoi confronti e lei lo ha riconosciuto pubblicamente quando di recente è venuta a Modena per un convegno sulla giustizia. Se vuole, venga in Italia e di sicuro ci incontreremo. Ben venga il confronto, anzi, non vedo l”ora! ». Il resto lo trovi in edicola sul settimanale Giallo

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