Ambra Angiolini, Michelle Hunziker e molte altre: + 40 l’età dell’Oro

La vita comincia a quarantanni. Lo affermava Sophie Tucker, showgirl americana di origini russe della prima metà del ‘900, artista indipendente e spudorata in tempi poco teneri con l’affermazione delle donne. Le quarantenni di oggi possono invece godere a pieno di tutte le conquiste che l’universo femminile ha compiuto da un secolo a questa parte. Risplendono di nuova luce, hanno buttato dietro le spalle le incertezze dei vent’anni, le critiche sono più propense a farle che a subirle, si ritrovano con una carriera ormai avviata e hanno affinato la loro capacità di scegliere il meglio per sé, dall’abito da indossare alla dieta più appropriata, dal lavoro più soddisfacente al baby fidanzato, ultima conquista in ordine di tempo.

Insomma, avere quarantanni vuol dire entrare in un’epoca dorata, di certezze e carsima, che apre la strada a nuove possibilità. Ed è solo l’inizio. Lo diceva anche Coco Chanel: “Si può essere splendidi a trentanni, affascinanti a quarant’anni, e irresistibili per il resto della tua vita”. O quell’anonimo che ha proferito la frase “Io non ho quarant’anni, ne ho diciotto con ventidue di esperienza”, diventata poi virale in rete. Questo lo spirito di “I 40 sono i nuovi 20”, il film interpretato da una “splendida quarantenne”, l’attrice premio Oscar Reese Whiterspoon, diretto da Hallie Meyers-Shyer e prodotto dalla mamma, quella Nancy Meyers che nella sua lunga carriera di regista ha realizzato egregie commedie al femminile, da “What Women Want – Quello che le donne vogliono” a “L’amore non va in vacanza”. Nella pellicola, la Whiterspoon interpreta Alice Kinney, quarantenne appena separata da un newyorchese, che fa ritorno nella villa di famiglia a Los Angeles con le due figlie.

Gli obblighi materni e la sfiducia negli uomini sembrerebbero averle tolto il sorriso, ma un incontro casuale la notte del suo compleanno con un ragazzo molto più giovane le stravolge la vita, facendole intravedere cosa può accadere quando si lascia che l’imprevisto entri dalla porta principale. Sarà così che l’età diventa un’alleata, quando si affronta la vita con lo spirito giusto e la voglia di rimettersi in gioco. Dice la regista del film: “Volevo davvero raccontare la storia di una donna che divorzia a quarant’anni. Ho notato che sempre più donne trovano il coraggio e la forza di fare un cambiamento quando sentono che le cose non funzionano”.

La storia della pellicola è stata lo spunto per un sondaggio, che ha indagato il modo in cui l’universo delle quarantenni viene percepito, in particolare dalle dirette interessate. Dallo studio è emerso che il 74% dei ventenni italiani preferisce le donne più mature perché sono più affascinanti, più emotivamente equilibrate, più esperte con il sesso e più indipendenti. Il 30% delle quarantenni invece preferisce uomini più giovani in quanto più spensierati ed energici rispetto ai coetanei e, a sorpresa, più disponibili ad impegnarsi in relazioni stabili. Inoltre, il 72% delle donne che hanno superato gli “anta” sente di avere meno anni di quelli effettivi e il 29% si attribuisce un’età percepita di almeno 10 anni inferiore rispetto a quella anagrafica. Ma la fatidica soglia è anche il momento per fare dei bilanci: se qualcosa non funziona, che sia un rapporto o un percorso professionale, a quest’età si ha la forza, la concretezza e la sicurezza per fare i cambiamenti tanto attesi. Adesso, tutto è possibile.

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