Si prospetta un bel 2020 “Sotto il segno dei pesci” per Antonello Venditti. Icona italiana per eccellenza, ha segnato gli anni più importanti dello scenario musicale con la sua inconfondibile voce. Anticipato dal tour estivo “Sotto dei pesci outdoor”, è partito a Novembre il “Sotto il segno dei pesci Anniversary tour”, portato in diverse città italiane e non, tra cui Roma, Milano e Londra, con la tappa aggiuntiva del 15 Febbraio al Modigliani Forum di Livorno, organizzata dal gruppo LEG.

Un calendario ricco, come lo è il repertorio di Venditti, il quale già vanta diversi sold out nei vari palazzetti e location estive d’Italia, a conferma dell’intramontabile successo dell’artista. Nonostante il singolo, da cui il tour prende il nome, compia oltre 40 anni, il suo apprezzamento è una costante certa che si incastra perfettamente nello scenario musicale in continua evoluzione e apparentemente lontano dal genere del cantautore.

A fare da cornice al tour, la band storica di Venditti e una scenografia degna di nota. Brani che hanno segnato la storia della musica italiana, come “Giulio Cesare”, “Ci vorrebbe un amico”, “Roma Capoccia”, “Notte prima degli esami”, “Amici mai”, “Grazie Roma”, “Benvenuti in paradiso”, saranno parte integrante della scaletta a cui si aggiungeranno altri brani. La storia del brano che ha dato il via al tour parte dall’8 Marzo 1978, anno della sua pubblicazione, apprezzata sia a livello musicale che culturale, noiché per la prima volta si affrontavano tema’tiche fortissime e attuali in maniera esplicita, accompagnate da brani con arrangiamenti modernissimi e rivoluzionari. Il successo dell’album è entrato direttamente nel cuore e nelle case degli italiani a tal punto da essere ancora oggi fonte di ispirazione.

L’amore per la musica, per Antonello, inizia in tenera età: a soli 14 anni scrive già le sue prime tre canzoni iniziando il lungo percorso che l’ha portato ad essere uno degli artisti italiani più importanti. Diligente anche come studente, si laurea in giurisprudenza nel 1973, proseguendo gli studi con la laurea in Filosofia del diritto, il cui attestato l’ha ritirato durante una lezione tenuta da lui stesso in un’aula de “La Sapienza”, per festeggiare il suo 50° compleanno. Si esibisce in pubblico per la prima volta alla fine degli anni ‘60 nel celebre locale romano Folkstudio, ma è nel 1971 che debutta come autore: quando la casa discografica IT pubblica il 45 giri di un gruppo, la cui canzone “Il prete rosso” fu scritta da Venditti. La sua carriera prende il volo, vanta collaborazioni importanti con artisti del calibro di De Gregori, Mia Martini, passa dalla Philips alla Heinz Music, etichetta fondata da lui stesso per arrivare, tra alti e bassi, al 1988, anno di grandi successi. “In questo mondo di ladri” è l’album che riscuote maggior successo in quegli anni e giù di lì, un susseguirsi di vittorie: 1991 l’album “Benvenuti in paradiso” riscuote una clamorosa approvazione e con esso comincia un lungo tour.

Nonostante siano passati anni e il genere musicale abbia aperto le frontiere a nuovi generi, la musica immortale di Venditti non ha eguali e, ancora oggi, viene acclamato come un gladiatore che si ciba e fa cibare di musica il suo pubblico.

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