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Avanti un altro donna cacciata dal pubblico, bufera su Paolo Bonolis: “Lo farò sapere a Salvini”

Nuova bufera da domare negli studi di Avanti un altro per via di un qualcosa che si è verificato negli studi del programma. Una donna sarebbe stata cacciata durante la registrazione del programma condotto da Paolo Bonolis e il gesto in queste ore sta già facendo il giro del web, ecco cos’è successo.

Avanti un altro, donna cacciata dal pubblico

Il programma di Avanti un altro è uno dei più amati dal pubblico italiano e che di puntata in puntata riesce a coinvolgere diverse persone che chiedono di poter assistere alle registrazioni delle puntate. Non a caso, sulla base di tale motivazione, la redazione del programma periodicamente organizza dei pullman che permettano al pubblico di raggiungere gli studi da ogni parte di Italia e poter assistere così alle registrazioni di Avanti un altro.

Questa dovuta premessa è necessaria al fine di spiegare quello che si è verificato nei giorni scorsi negli studi di Avanti un altro, dove una donna è stata cacciata da uno degli autori del programma. Scopriamo insieme cos’è successo nel dettaglio.

“Lo farò sapere a Salvini”

Come abbiamo avuto modo di spiegare precedentemente, Avanti un altro in queste ore si trova nella bufera per via di un qualcosa che si è verificato negli studi del programma. Lo storico autore del game show, Maro Salvati, ha deciso di cacciare una donna dagli studi per via di un tatuaggio raffigurante il Duce sul petto, giudicato consono da far vere.

A raccontare tutto è stato lo stesso Marco Salvati che su Twitter ha dichiarato: “Signora del pubblico si presenta con tatuaggio del duce sul petto. La invito ad allontanarsi o uscire. Le cito la legge Scelba e relativo reato. Mi ricopre di insulti e la faccio allontanare”. Il messaggio di Marco Salvi si conclude nel seguente modo: “Va via gridando ‘lo farò sapere a Salvini!’. Ormai è tutto sdoganato”.

Bufera per Marco Salvati

Il racconto di Marco Salvati ha subito trovato riscontro sui social, tanto che una utente del web ha confermato quello che è successo negli studi, mentre un altro ancora ha scritto il seguente commendo facendo riferimento anche a una legge: “Ho messo mi piace e condivido l’invito a coprire un tatuaggio di quell’assassino. Tuttavia, la legge Scelba è altra cosa: pone il divieto, se non erro a un gruppo formato da almeno cinque persone, di riorganizzare il disciolto partito fascista. C’era una legge del 2017 che colme”.

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