Bianca-Berlinguer

Bianca Berlinguer, se sei donna è quasi impossibile comandare

Facciamo un gran parlare di parità di genere, che le donne valgono quanto gli uomini e che dovrebbero avere le loro stesse posizioni e gli stessi stipendi, ma poi la realtà è diversa.

E non ci riferiamo solo ai numeri statistici come quello del Gender Gap Report 2019 realizzato dall’Osservatorio JobPricing con Spring Professional, secondo cui a parità di lavoro con un collega uomo, una donna guadagna circa 2.700 euro lordi di meno.

Anche in merito ai dirigenti donna siamo solo al 32% mentre per quanto riguarda i quadri siamo al 45% (nel 2008 però erano al 27% e al 41% quindi c’è stato un piccolo miglioramento). Considerando però solo i dipendenti di aziende private, ed escludendo dunque quelli della pubblica amministrazione, la situazione crolla: siamo al 15% dei dirigenti donna e al 29% fra i quadri.

Sono numeri che possono dire tutto o niente se poi non li rapportiamo con la realtà della quotidianità in cui una donna può essere brava o meno ma difficilmente riesce ad arrivare al top. Un caso è quello di Bianca Berlinguer che è stata direttrice del Tg3 dove ha scoperto la dura realtà: «io dico sempre che mi sono accorta davvero di che cosa vuol dire essere donna che gestisce del potere quando sono diventata direttore: sei tu che ti assumi in prima persona la responsabilità di tutto quanto, compresa la responsabilità penale. – ha spiegato a “Io e te di notte” –

Lì mi sono davvero resa conto di quanto sia forte la discriminazione: forse è una parola troppo forte ma sicuramente ho capito la difficoltà di molti ad accettare che a decidere e quindi a dare degli ordini fosse una donna». La sua è una consapevolezza che nasce anche dalla sua lunga esperienza nella tv pubblica e nel giornalismo dove ha visto molte donne di grande talento riuscire a scrivere articoli importanti, a realizzare inchieste importanti, ma senza riuscire mai ad andare alla guida una redazione giornalistica: «le donne occupano ancora pochissimi posti dirigenti.

Le donne hanno conquistato anche nel nostro campo, quello del giornalismo, posti senz’altro importanti: però il potere è ancora quasi tutto nelle mani degli uomini. Se noi guardiamo i TG della Rai, il TG3 è stato l’unico che ha avuto tre donne, prima di me la Brancati, la Annunziata. Non c’è mai stata una direttora donna del TG1 che è la principale testata di informazione dell’azienda.

Insomma la donna di cammino importante ne ha fatto, ma ne deve fare ancora molto». Di certo lei di strada ne ha fatta e non senza difficoltà visto che in quanto figlia di uno dei più importanti leader della storia politica italiana, Enrico Berlinguer, ha dovuto spesso fare i conti con la responsabilità di tenere alta la dignità di un cognome importante e con il pregiudizio o le idee politiche avverse dei suoi colleghi.

Lei però, con umiltà, pazienza e talento, ha saputo costruirsi una carriera importante. Mentre era all’università per la laurea in Lettere, scriveva già per il “Radiocorriere tv” ma era indecisa sul tipo di carriera da intraprendere, se quella del giornalismo o della psichiatria che la affascinava molto. Proprio in quel periodo, però, iniziò a scrivere per il quotidiano “Il Messaggero” e questo la fece optare per questa carriera.

Dal quotidiano romano entra nel gruppo di giovani giornalisti di quel “Mixer” guidato da Gianni Minoli che ha scovato alcune delle firme più importanti di questi anni come, ad esempio, Massimo Giletti. Da lì è passata al tg3 di cui è stata conduttrice dell’edizione serale dal 1991 al 5 agosto 2016, il giorno in cui fu anche sostituita come direttrice dello stesso tg3, carica che le era stata assegnata nel 2009.

La fine della direzione, però, non è stata la fine di tutto, anzi, perché da subito ha iniziato a lavorare ad una nuova trasmissione, “CartaBianca”, che è diventata una delle trasmissioni di punta di Rai 3 grazie all’intervento di tanti vip e alla capacità di alternare argomenti leggeri ad altri di politica e di cronaca: «ho voluto aprire il talk a personaggi molto popolari, in grado di dare ritmo e brio a un programma di quasi tre ore.

Sono soddisfatta di aver dato spazio all’allegra sfrontatezza di Malgioglio, ma anche all’affascinante divulgazione scientifica del virologo Roberto Burioni», ha spiegato a “Oggi”. E’ in questa trasmissione che ha scoperto anche Mauro Corona con cui ha dei duetti irresistibili: «per puro caso.

Andavo in onda nella versione quotidiana di “CartaBianca” e lo invitai col geologo Mario Tozzi per parlare di tematiche ambientali. Si dimostrò brillante e efficace. Lo chiamai di nuovo e pensai: “E’ in grado di reggere pure la prima serata”. Corona è un talento, sono contenta di avergli dato spazio». Ora ha scritto anche il suo primo libro, “Storia di Marcella che fu Marcello” in cui racconta le memorie dell’attivista e politica Marcella Di Folco che era diventata sua amica prima di morire: «le dicevo sempre: “Dobbiamo scrivere un libro insieme”.

E’ il frutto delle confidenze e degli incontri negli ultimi suoi mesi di vita, quando tutte e due ormai sapevamo che, da lì a poco, sarebbe morta di tumore. – ha spiegato a “Il Fatto quotidiano” – La storia di Marcella è la storia di una donna eccezionale, con una vita tutta dedita con determinazione ma anche tanta gioia al perseguimento del suo obiettivo: diventare donna».


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