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Palmoli, il sindaco: “Casa green da 70 mq per la famiglia nel bosco, pagherà il Comune”



Il Comune di Palmoli mette a disposizione un alloggio ristrutturato per Catherine Birmingham e Nathan Trevallion. Il sindaco: costi inferiori alla casa famiglia di Vasto.



Due camere da letto, un bagno, soggiorno con cucina e disimpegno: è l’appartamento del Comune di Palmoli, in Abruzzo, che dall’inverno 2025 è rimasto disponibile in vista dell’arrivo della cosiddetta “famiglia nel bosco”, formata da Catherine Birmingham, Nathan Trevallion e dai loro tre figli. L’alloggio, secondo quanto riferito dall’amministrazione comunale, è stato nuovamente richiesto dall’uomo in attesa di possibili sviluppi nella vicenda che riguarda la permanenza dei minori.

A confermare il contatto recente è il sindaco di Palmoli, Giuseppe Masciulli, che spiega come Nathan Trevallion abbia chiesto di mantenere libero l’appartamento e di potervi risiedere nell’immediato. Il primo cittadino, interpellato da Fanpage.it, ha dichiarato: “Pochi giorni fa Nathan ci ha contattati per chiedere di mantenere libero questo alloggio, e di volerci vivere fino al ricongiungimento”. L’abitazione è di proprietà comunale e viene indicata come soluzione transitoria, in attesa che si definisca la situazione familiare e logistica.

La disponibilità dell’alloggio non rappresenta una scelta nuova per l’amministrazione: si tratta infatti della stessa sistemazione già proposta tra novembre e dicembre 2025, nel periodo in cui il Tribunale per i minorenni dell’Aquila aveva disposto la sospensione della potestà genitoriale nei confronti della coppia anglo-australiana. Tra gli elementi valutati in quel contesto figurava anche lo stato dell’immobile in cui la famiglia viveva da tempo nel territorio di Palmoli: un casolare nel bosco, privo di elettricità e acqua corrente.

Secondo quanto ricostruito, i bambini — una femmina di otto anni e due gemelli di sei — da circa tre mesi si trovano ospitati in una casa famiglia a Vasto. In un primo periodo, insieme ai minori era rimasta anche la madre, fino all’ordinanza più recente che ha determinato l’allontanamento del 6 marzo. Nel frattempo, durante la permanenza della famiglia nella struttura di Vasto, Nathan Trevallion aveva scelto di restare a Palmoli, risiedendo in un fabbricato concesso in comodato d’uso dall’imprenditore Armando Carusi. La scelta, secondo la ricostruzione, sarebbe stata legata al contesto più isolato e naturale dell’area, vicino a un ruscello. A febbraio, però, la disponibilità di quell’immobile è venuta meno per la scadenza del contratto, circostanza che avrebbe spinto l’uomo a rivolgersi nuovamente al Comune per ottenere una sistemazione.

L’appartamento comunale, come spiega Giuseppe Masciulli, era stato individuato sin dalle prime fasi come soluzione adatta a ospitare l’intero nucleo familiare, anche per caratteristiche tecniche e per dimensioni. Il sindaco sottolinea che l’edificio è stato riqualificato con fondi pubblici e destinato a finalità sociali: “L’edificio è a disposizione della famiglia dal primo momento – spiega il Sindaco di Palmoli – Si tratta di un edificio ristrutturato con i fondi Pnrr per scopi sociali. È totalmente green: ha pannelli fotovoltaici sul tetto, non c’è gas metano, ed è dotato di cappotto termico”. La metratura indicata è di circa 70 metri quadrati, ritenuta sufficiente per una sistemazione temporanea.

Oltre all’aspetto logistico, nel quadro descritto dall’amministrazione emerge anche un profilo di spesa pubblica. Il sindaco di Palmoli evidenzia infatti una differenza significativa tra i costi dell’alloggio comunale e quelli sostenuti per l’accoglienza dei minori nella casa famiglia di Vasto. Davanti all’eventualità che la famiglia possa rientrare a Palmoli al completo, Giuseppe Masciulli dichiara di essere “molto felice” e precisa che l’impatto economico sarebbe nettamente inferiore: “L’abitazione green di Palmoli ci costerà meno di un decimo rispetto a quello che stiamo pagando per la casa famiglia di Vasto, ben 7.500 euro al mese. In quanto Comune di residenza siamo tenuti noi a pagare”. In altre parole, la scelta dell’alloggio comunale verrebbe considerata anche in relazione agli oneri a carico dell’ente locale.

La disponibilità dell’appartamento, secondo quanto riferito, resterebbe garantita fino a quando non saranno completati gli interventi di recupero del casolare nel bosco dove la famiglia aveva vissuto. Anche su questo fronte, sempre secondo la ricostruzione, Nathan Trevallion avrebbe avviato interlocuzioni con il Comune. Il sindaco riferisce che l’eventuale sistemazione sarebbe legata ai tempi necessari per i lavori e ricostruisce lo stato del progetto: “L’affidamento sarà temporaneo, per il periodo necessario alla ristrutturazione. Sappiamo che esiste un progetto per il rinnovo del casolare, a questo scopo c’è stato un confronto con l’architetto in Comune, anche se i lavori non sono ancora partiti ufficialmente”. Al momento, dunque, l’ipotesi resta quella di un percorso graduale, in cui il Comune garantirebbe un’abitazione “ponte” in attesa dell’avvio effettivo del cantiere.



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