Cagliari– Roma Streaming Gratis Come vedere Diretta Live Tv (Serie A – Ore 18)

Dove vedere Cagliari Roma in tv e streaming

La partita più attesa di questa 26esima giornata di Serie A, ovvero quella tra Cagliari e Roma sarà trasmessa in esclusiva in diretta tv da Sky sui canali Sky Sport Uno. Sarà possibile guardare la partita sul canale 201 del satellite, numero 472 e 482 del digitale terrestre. Ed ancora il match si potrà guardare su Sky sport serie A numero 202 e 249 del satellite, numero 473 e 483 del digitale terrestre. Infine, il match sarà visibile su Sky Sport, al numero 251 del satellite. Tutti gli abbonati alla tv satellite, potranno anche guardare la partita in streaming grazie a Sky go e potranno utilizzare il proprio notebook o pc, collegandosi direttamente alla piattaforma. Il match infine sarà visibile sui dispositivi mobili come tablet e smartphone, scaricando l’apposita app per sistemi iOS e Android. Ma non finisce qui, visto che è anche possibile sfruttare l’opzione Now tv, il servizio di streaming live e demand di Sky.

La lezione di novembre gli è servita: Paulo Fonseca cambia la Roma, rinunciando anche a Dzeko, per cercare brillantezza fisica a Cagliari. In autunno, dopo una trasferta europea, giocò praticamente con gli stessi uomini a Parma e perse male, travolto dal gap atletico prima che dalla tattica e dalla tecnica. In questo caso, sempre a distanza ravvicinata, modifica almeno quattro undicesimi della formazione rispetto alla squadra che si è faticosamente qualificata a Gent: escono Spinazzola, Carles Perez e lo squalificato Mancini oltre al capitano, che è molto affaticato.

NESSUN ALIBI. «Gioca Kalinic» annuncia sorridendo l’allenatore in conferenza stampa. E non è una battuta. Kalinic non parte titolare in campionato da ottobre, Sampdoria-Roma, quando si infortunò gravemente alla fi ne del primo tempo. Fonseca si augura che produca il primo gol stagionale proprio contro il Cagliari, a cui segnò nella partita d’andata prima di essere “cancellato” dal Var, con tanto di coda polemica. E’ il calendario denso a imporgli il turnover: «Ma ne stiamo parlando anche troppo. Sicuramente giocare due partite a meno di 72 ore di distanza non aiuta, perché per i calciatori è impossibile recuperare. Siamo stanchi, è normale. Ma non voglio assolutamente che questo diventi una scusa. Dobbiamo provare a vincere».

DIFFICOLTA’. Il problema è che per la Roma non sarà facile, nonostante la crisi del Cagliari che nelle ultime 10 giornate ha accumulato 6 sconfitte e 4 pareggi. La Roma è arrivata in Sardegna con molti assenti – Perotti incluso, colpa dell’influenza – e soprattutto sguarnita a centrocampo: Veretout ha una caviglia gonfi a, dopo la legnata incassata a Gent da Depoitre, e stamattina farà un test per capire se sarà disponibile. Altrimenti giocherà per la prima volta titolare il giovane spagnolo Villar. «Cercheremo di sviluppare il nostro gioco offensivo – chiarisce Fonseca – ma in questo momento serve anche più attenzione in uscita. Ci piace impostare l’azione dal basso però dobbiamo essere lucidi e non perdere il pallone. Diventerebbe pericoloso per i nostri equilibri. Mi sta bene tenere i ritmi alti, siamo una delle squadre che corrono di più, però gestendo le forze con intelligenza ».

UMORE. Fonseca non crede che le notizie sull’imminente passaggio di proprietà abbiano destabilizzato la squadra: «Mi sento di escluderlo, i giocatori pensano al campo e non ad altre cose. Per quanto mi riguarda, idem». Anche se il bilancio preoccupa molto in prospettiva, con 87 milioni di perdite nel primo semestre di esercizio: «Non so nulla di numeri finanziari, non faccio l’economista (ride, ndr). Ma non è il caso di parlare della nuova proprietà adesso. Aspettiamo che si concluda l’affare, se si concluderà, e poi faremo i nostri ragionamenti ».

LUNGODEGENTI. Durante la conferenza si parla anche di due infortunati di lungo corso, Pastore e Diawara. Fonseca non è nelle condizioni di stilare una prognosi definitiva: «Pastore in questa settimana di lavoro è migliorato. Ha un problema cronico (all’anca, ndr) che stiamo cercando di gestire. Speriamo di riaverlo a disposizione il prima possibile. Quanto a Diawara, sta meglio. Se continua così, la prossima settimana tornerà nel gruppo». L’intenzione del giocatore è chiara: resistere con il menisco lesionato fi no al termine della stagione e poi operarsi. Un gesto di coraggio e generosità che la società e l’allenatore hanno apprezzato.

Non ci deve interessare il nome dell’avversario che ci troviamo di fronte, ma dobbiamo solo pensare a come vogliamo interpretare la partita, mettendo tutto in campo, consapevoli che se lo facciamo, crescono le nostre possibilità di ottenere punti». Ha cercato di caricare ulteriormente l’ambiente Rolando Maran che, pur consapevole che si trova ad affrontare una della squadre meno in forma del momento come la Roma, deve assolutamente far voltare pagina al suo Cagliari. Il presidente, i tifosi e tutto l’ambiente si aspettano una reazione da parte di una squadra che ormai da troppo tempo sembra essersi smarrita, involuta e incapace di trovare il bandolo di una matassa sempre più intricata.

LA SVOLTA. Per cambiare l’inerzia di questo momento c’è una sola medicina, quella della vittoria da ricercare a tutti i costi, magari essendo meno belli rispetto a qualche ottima prestazione offerta nel girone di andata, ma molto più concreti, in modo da dimostrare a tutti che i rossoblù sono ancora vivi. «Veniamo da una gara non positiva in casa e ne siamo consapevoli ma devo dire che non è certo mancata la volontà dei ragazzi. Ci siamo trovati a gestire una partita complicata e forse in questo momento ci manca quel centimetro in più. Abbiamo lasciato qualcosa per strada ma ora è arrivato il momento di cambiare passo». Ci proveranno oggi, Nainggolan e compagni, che dovranno dimostrare di non aver subito alcun contraccolpo psicologico dopo una settimana del tutto particolare. «Una situazione che ci ha fatto rientrare esausti, quasi più che se avessimo giocato perché mentalmente ti prova. Ora però abbiamo avuto la possibilità di ricaricarci e ci siamo allenato con i giusti propositi di fare quello che avevamo in mente la scorsa settimana. L’avversario sarà più forte ma noi non abbiamo alternative».

ORA O MAI PIÙ. Se vuole ancora difendere il sogno di un piazzamento valido per giocarsi l’Europa l’anno prossimo, la squadra isolana dovrà lasciarsi alle spalle la lunga parentesi negativa e dare uno scossone al suo campionato. Vincendo una sfida contro un avversario di caratura superiore come la Roma, avrebbe la possibilità di riprendere la marcia interrotta a fine 2019, ma servirà il miglior Cagliari per riuscirci. Anche perché Maran non si aspetta una compagine giallorossa particolarmente stanca dopo l’impegno infrasettimanale. «Quando ci sono i momenti positivi come può essere il passaggio del turno, riesci a superare meglio la fatica. In ogni caso io penso solo ai miei e voglio tirare fuori dai ragazzi tutta l’energia che ho visto in settimana. Come? Senza farsi prendere dall’ansia e mettendo intensità alle nostre giocate. Uno dei maggiori motivi di dispiacere in questo momento è vedere come ci alleniamo in settimana che poi non riusciamo a portare in partita».

A non mancare, di sicuro, è la consapevolezza che quel giocattolo capace di grandi risultati, come andare a vincere a Bergamo o a Napoli, non si è rotto e che, anzi, è stato messo a punto per far di nuovo divertire i tifosi. «Siamo in una posizione di classifica dove ancora possiamo divertirci e quando questa situazione passerà, ne usciremo ancora più forti». A complicare le cose ci si metterà una Roma che non vorrà certo perdere terreno e che è capace di far paura. «Hanno due esterni d’attacco che possono variare in corso di gara perché hanno molto soluzioni in avanti ed è una squadra equilibrata che subisce pochissimi tiri in porta. Hanno compattezza e fisicità, con un potenziale offensivo notevole tanto che a me sembra strano vederla così indietro in classifica ». Ma ora c’è da rivitalizzare un Cagliari e da regalare una gioia a tifosi e presidente che continuano, seppure con un pizzico di delusione, a dare fiducia a Maran. «La stima del tuo datore di lavoro, insieme a quella dei tifosi, è la gratificazione più grande. Questo mi riempie ancora di più di responsabilità perché non riuscire a ripagarla con i risultati è il dispiacere più grande in questo momento».

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