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Bollettino Coronavirus 23 Marzo in streaming, i dati ufficiali della Protezione Civile di oggi

Bollettino Coronavirus in Italia oggi 23 Marzo

Casi attuali: 50.418 (+ 3.780);

Deceduti: 6.077 (+ 602);

Ricoverati in Terapia Intensiva: 3.356 (+195);

Totale casi: 63.927 (+4.789, +8,1%).

Coronavirus in Italia, il nuovo bollettino della Protezione Civile di ieri 22 Marzo 2020

L’emergenza del Coronavirus sta mettendo tutti a dura prova nella nostra nazione. I cittadini italiani stanno vivendo con la costante paura dei bollettini medici che vengono diramanti di giorno in giorno e che tengono aggiornati il popolo sulla crescita dai casi di contagio. Ecco quali sono le nuove notizie che arrivano dal bollettino della Protezione Civile.

Emergenza da Coronavirus in Italia

Nel momento in cui viene annunciato il telegiornale o sul web arriva un nuovo articolo la speranza è quella di poter leggere delle notizie migliori, e che magari abbiano un riscontro positivo.

La settimana appena trascorsa ha parlato di un aumento dei casi di contagio e del nord Italia che sta vivendo il periodo peggiore della storia. Non è ancora ben chiaro cosa agevoli il contagio del Coronavirus, se sia davvero colpa dell’inquinamento e del comportamento irresponsabile delle persone che sono state invitata a stare a casa in un periodo difficile come questo ma che non osservano quando detto dal Governo.

Resta comunque il fatto che l’emergenza da Coronavirus persiste in Italia e non accenna a placarsi almeno per il momento. Ma il tutto non finisce qui.

Bollettino della Protezione Civile

Gli italiani in questi giorni stanno aspettando il bollettino della Protezione Civile, come succedeva con i bollettini di guerra combattuti sul fronte.

La paura è tanta ma ecco che finalmente viene comunicato un leggero rallentamento dei casi di contagio e anche l’aumento delle persone guarite. Ma ecco di cosa parla nel dettaglio il nuovo bollettino della Protezione Civile che ha ridonato la speranza agli italiani in queste ultime ore.

I dettagli del bollettino

Al momento è difficile coglie il lato positivo della vicenda, vedendo solo il continuo crescere dei morti e come la paura stia davvero mettendo a dura prova ognuno di noi.

A riportare i dati del nuovo bollettino della Protezione Civile è stato il Giornal.it. In un articolo pubblicato dalla redazione in questione è possibile leggere i seguenti dati: “3.957 nuovi contagi (sabato erano state 4.821) con il numero dei decessi che è stato di 651 persone (793 erano state il giorno prima). Il totale di malati da coronavirus in Italia al momento sale così a 46.638, di cui 23.783 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi e 3.000 in terapia intensiva”.

Dunque, possiamo affermare che infondo al tunnel comincia davvero a vedersi una piccola luce capace di farci capire che stiamo andando nella direzione giusta?

In Lombardia più salme che in tutta la Cina

In Lombardia la progressione del virus rallenta. È presto per tirare un sospiro di sollievo, come ha spiegato l’assessore regionale alla Sanità Giulio Gallera,mai numeri di ieri descrivono uno scenario meno nero di quanto si temesse. «I dati sono un po’ in chiaroscuro, ma oggi (ieri, ndr) c’è più chiaro», ha spiegato Gallera nel corso di un video su Facebook per fare ilpunto quotidiano sull’emergenza, «non possiamo cantare vittoria, però, perché i numeri vanno visti in un arco temporale più ampio». saranno decisivi gli aggiornamenti di oggi e domani.

Qualora la tendenza al rallentamento nei contagi e nei decessi fosse confermata si potrebbe parlare di una inversione di tendenza- Certo, nella regione più colpita d’Italia resta critica la situazione negli ospedali lombardi resta molto critica. «I ricoverati crescono a 9.439», ha spiegato ancora l’assessore lombardo, «1.181 in più rispetto a sabato, mentre i pazienti ricoverati in terapia intensiva sono 1.142, con i 49 accolti ieri. Ma, ha aggiunto Gallera, «ci sono state anche 5.800 uscite, di persone guarite». E in Lombardia «siamo arrivati a disporre di 1.300 posti letto in terapia intensiva». Numero, quest’ultimo, destinato a salire presto visto la prossima apertura del reparto riservato ai malati in condizioni critiche al San Raffaele e l’imminente disponibilità dei primi posti di terapia intensiva all’ospedale allestito alla vecchia Fiera di Milano. Potrebbero aprire «entro la fine della prossima settimana» i primi moduli dell’hub di rianimazione dedicato ai pazienti più gravi nei padiglioni del Portello, ha spiegato Guido Bertolaso, consulente del governatore lombardo Attilio Fontana. Ela curva dei contagi rallenta a Brescia e Bergamo,in assoluto ledueprovince più colpite dal coronavirus.

A Bergamo i positivi «sono in totale 6.216, 347 più di ieri, ma il numero si è dimezzato rispetto ai 715» di sabato ha puntualizzato sempre Gallera. Brescia i contagiati sono saliti a 5.317, 289 in più ieri che si confrontano però con i 380 di due giorni fa. Milano è terza con 5.096 contagiati (+424). Nelle altre province, a Cremona ci sono 2.895 positivi (+162), a Lodi 1.772 (+79), a Pavia 1.306 (+112), a Monza e Brianza 1.108 (+24), a Mantova 905 (+63), a Lecco 872 (+54). Chiudono Como con 512 (+60), Varese 386 (+27) e Sondrio 205 (+26). Certo, i numeri dei morti restano preoccupanti, visto che in Lombardia si sono verificati più decessi per il coronavirus di quelli avvenuti in Cina. Ben 3.456 contro i 3.261 deceduti nel Paese della Grande Muraglia. Ma ci sono buone speranze di riuscire ad evitare la saturazione del sistema sanitario regionale.

E proprio ieri, intanto, sono sbarcati a Malpensa i sanitari cubani, 37 medici e 15 infermieri disponibili da subito ad aiutare gli specialisti degli ospedali lombardi e destinati a Crema. Intanto il governatore lombardo Attilio Fontana, sottolinea che l’ordinanza approvata sabato dalla Regione è «la più restrittiva che si possa emanare nell’ambito delle competenze regionali. Lo abbiamo fatto», ha chiarito, «convinti che si debba far capire alla gente che deve rimanere a casa». Oggi Bertolaso è atteso nelle Marche, altro fronte caldissimo dell’epidemia, con 2421 contagiati, 268 in più solo ieri rispetto a sabato. L’ex capo della Protezione civile darà una mano al governatore Ceriscioli per aiutarlo ad allestire un nuovo padiglione dedicato alla terapia intensiva.

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