Cristina, vedova del carabiniere Claudio Polzoni: “In una settimana ho perso mio padre e mio marito”

Pubblicato il: 6 Aprile 2020 alle 6:36

Nel giro di una settimana ha perso prima il padre e poi il marito a causa del Coronavirus. Cristina Magni, 37enne di Brignano Gera d’Adda, nella Bergamasca, è la vedova del carabiniere Claudio Polzoni. Si è confidata con il quotidiano locale “L’Eco di Bergamo”, raccontando di come il Covid-19 in soli sette giorni abbia sconvolto la sua esistenza e quella della figlia di 10 anni, una bambina che adesso dà coraggio alla madre ed è tutto ciò che resta alla donna.

L’appuntato scelto dei carabinieri Claudio Polzoni è morto lo scorso 19 marzo

Claudio Polzoni, 46enne appuntato scelto con qualifica speciale, è morto a causa del terribile virus giovedì 19 marzo. Era ricoverato in ospedale dal 13 marzo, dopo che per molti giorni era rimasto a casa, con febbre alta e problemi respiratori via via sempre più gravi. Come avvenuto in tanti altri casi simili, in provincia di Bergamo (una delle più colpite dalla pandemia) ma anche altrove, Cristina ha cercato invano per giorni di far ricoverare il marito: “Col senno di poi avrei dovuto impormi, urlare, fargli capire che sbagliava, ma ho rispettato la decisione del medico. E ora me ne pento”, ha detto la donna, spiegando che solo quando il marito non respirava più è stato portato da un’ambulanza in ospedale.

Il rammarico di Cristina è non essere riuscita a salutare il suo Claudio

Il rammarico più grande di Cristina è non essere riuscita a salutare il suo Claudio: moglie e marito si sono solo scambiati un ultimo sguardo, ma in seguito la donna non è più riuscita a vedere Claudio ed è stata informata delle sue condizioni di salute dal colonnello del Comando provinciale dei carabinieri di Bergamo Paolo Storoni, fino a quando non le hanno detto che Claudio era morto. Solo una settimana prima che il marito si ammalasse, il Coronavirus aveva già strappato all’affetto di Cristina il padre. L’anziano genitore è stato ricoverato, ma la carenza di posti nei reparti di terapia intensiva ha indotto i medici a curarlo solo con l’ossigeno, insufficiente per salvarlo. Nel caso del padre, però, Cristina è almeno riuscita a dargli un ultimo saluto e a dirgli: “Ti voglio bene”.

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