Daydreamer – Le ali del sogno, cosa hanno di tanto speciale le produzione turche?

Pubblicato il: 14 Settembre 2020 alle 6:41

Tutto è cominciato da Ayaz (Serkan Cayoglu) e Oyku (Ozge Gurel), gli amati protagonisti di Cherry season – La stagione del cuore, la prima produzione turca andata in onda su Canale 5 tra il 2016 e il 2017. Da allora, grazie al successo inaspettato della soap made in Turchia, Mediaset ha cominciato ad osservare con attenzione le produzioni provenienti dal mercato televisivo di questo Paese, punto di contatto tra l’Europa e il Medio Oriente, capaci di raccogliere grande consenso da parte dei telespettatori nostrani.

Grazie infatti a una trama romantica, in cui non manca mai un amore ostacolato dai vari cattivi di turno, le fiction turche riescono infatti a fare sempre centro, e a conquistare milioni di fan che le seguono nei minimi dettagli, e seguono le vicende degli attori protagonisti e dei personaggi che interpretano.

Un trend positivo che ha determinato anche i recenti successi di Come sorelle, appena terminata e premiata da ascolti lusinghieri, e soprattutto Daydreamer – Le ali del sogno, probabilmente il maggior successo di Mediaset nei mesi estivi, che si è conquistata lunedì 8 settembre una “prima serata”, forse la prima di una lunga serie, oltre a una presenza fissa il sabato pomeriggio, prima di Verissimo.

Cosa hanno, dunque, di tanto speciale le produzione turche? La prima cosa che salta all occhio e la centralità dell amore puro, fatto di sguardi, emozioni e sensazioni. Can Divit (Can Yaman) e Sanem Aydin (Demet Ozdemir), i protagonisti di Daydreamer, ad esempio non hanno bisogno di eccedere per “ammaliare” chi li guarda.

La bellezza dei due innamorati sta proprio nella castità del loro rapporto, simbolo di valori che col tempo sono andati perduti, almeno nel mondo occidentale, per fare spazio ad un società frenetica dove anche l’amore viene vissuto troppo in fretta, sacrificando la fase del corteggiamento e della conoscenza profonda, che porta a scegliere una persona ogni giorno per il resto della propria vita.

Tuttavia, è inutile negare quanto queste scelte narrative, tipiche delle fiction turche, siano il frutto di una società conservatrice e di un governo pronti a tagliare ogni forma d’espressione in grado di andare contro la morale. La totale assenza di scene di sesso, sostituite da baci castissimi, ha permesso a prodotti come Daydreamer o Come sorelle di andare in onda in Medio Oriente senza alcun tipo di intoppo, pur presentando figure femminili occidentalizzate ed emancipate.

Quei valori considerati noiosi e perduti, ma che piacciono tanto al pubblico nostalgico europeo, sono stati il lasciapassare necessario per portare sullo schermo Sanem, Can e tutti gli altri protagonisti di questo filone. D’altronde, non sta scritto in nessun manuale di sceneggiatura che un amore televisivo, per essere bello e travolgente, debba passare per forza dalla camera da letto.

E i turchi a far capire questo sono dei veri maestri. Parte del merito del successo va, inoltre, alla bellezza degli attori: nel giro di un anno, Can Yaman è diventato un sex symbol, ed in patria sta aggiungendo tasselli importanti ad una carriera sempre più in ascesa, visto che attualmente è il volto principale di Bay Yanlis (in italiano II signor sbagliato), dove recita con Ozge Gurel, già sua partner in Bitter sweet – Ingredienti d’amore, nella quale prestava il volto all’imprenditore Ferit Aslan.

Tutte vorrebbero essere al posto delle attrici che affiancano Yaman, considerato come l’uomo perfetto, il principe azzurro dal fisico prestante che salva la bella fanciulla indifesa dalle difficoltà quotidiane. Un eroe, senza macchia e senza peccato, disposto a rinunciare alla sua indipendenza soltanto nel momento in cui incontra la donna ingenua e dalle “vesti angeliche” non ancora segnata dalla corruzione del mondo esterno. Un personaggio che spesso viene confuso con l’attore che lo interpreta, poiché fa parte della famosa favola, con tanto di lieto fine, che le ragazze hanno sognato almeno una volta nella loro vita.

Seppur con qualche differenza,anche Come sorelle può essere inserita in questo genere: partendo da un vero e proprio giallo, ovvero l’occultamento del cadavere dello spietato Tekin Malik (Yurdaer Okur), le tre protagoniste dal racconto hanno agito, nel corso delle puntate, soltanto in base ai loro sentimenti. Non stupisce dunque il classico coronamento del sogno d’amore: a fine serie, Ipek (Sevda Erginci), Azra (Òzge Òzacar) e Deren (Melis Sezen) trovano infatti i loro principi azzurri, interpretati dagli affascinanti Seckin Ozdemir (Sinan), Burak Celik (Mahir) e Burak Yamanturk (Kenan).

Del resto, anche l’occhio vuole la sua parte, no? L’impressione è che sentiremo parlare di fiction turche anche nei prossimi anni: oltre a trovare sempre più spazio su piattaforme streaming intemazionali, Netflix in primis, Canale 5 difficilmente si lascerà scappare altri successi futuri nelle prossime estati. Secondo le varie indiscrezioni, la rete di proprietà della famiglia Berlusconi ha infatti già acquistato i diritti di Bay Yanlis, cosa che le permetterà di continuare a puntare su Can Yaman una volta che le vicende di Can e Sanem in Daydreamer saranno terminate.

Il binomio Turchia-Canale 5, si sa, ormai è vincente e provato, dato che Cherry season, Bitter sweet e Daydreamer hanno superato la soglia dei tre milioni di spettatori, senza fare troppa fatica e senza far rimpiangere, soprattutto, la mancanza di Uomini e Donne nel periodo più caldo dell’anno. Le serie turche poi stanno in qualche maniera influenzando la televisione italiana. Così come è capitato in passato con le produzioni spagnole, non è infatti da escludere che i volti di punta delle trame, ambientate per lo più a Istanbul, possano entrare a far parte, in maniera integrante, delie serialità nostrane.

Un po’ come è accaduto a Megan Montaner, l’indimenticata Pepa Balmes de II segreto, e a Iago Garcia, Olmo Mesia a Puente Viejo. Il mercato artistico, effettivamente, è ormai intemazionale e dà la possibilità a chi ha davvero talento di emergere al di fuori della propria nazione. Un ragionamento in cui entrano a pieno gli attori di Daydreamer, amatissimi non solo in Italia e in Turchia, ma pure in altri Paesi, tra cui la Spagna. Quando l’impegno è accompagnato dalla qualità, nessun confine è invalicabile.

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