Demi Moore: ”il mio ex marito Bruce Willis era la mia luce”

Pubblicato il: 24 Maggio 2020 alle 3:53

Nell’autobiografia Inside out. La mia storia (Fabbri Editori) Demi Moore svela i demoni che hanno fatto parte della sua vita. L’infanzia traumatica con un padre alcolista e una madre che, quando lei era 12enne, tentò il suicidio: «Ricordo di aver usato le mie piccole dita per cercare di tirare via le pillole che aveva ingoiato, mentre mio padre le teneva la bocca aperta», racconta la star. Poi, l’adolescenza segnata, a 15 anni, da una violenza sessuale subita con la complicità della madre.

E ancora: i tre matrimoni falliti, un aborto devastante, l’alcolismo, la dipendenza dai farmaci, fino al tentativo di suicidio che descrive nella prefazione, avvenuto in seguito alla rottura con Ashton Kutcher. È una raccapricciante escalation di orrori, dove però compare una luce: l’ex marito Bruce Willis. «L’amico sul quale per anni ho potuto contare», lo definisce nel libro. Ancora oggi Willis rappresenta un faro, la persona grazie alla quale è riuscita a ritrovare l’equilibrio e la gioia di vivere.

Lo abbiamo visto durante la quarantena che i due hanno trascorso insieme con le tre figlie Rumer, Tallulah, Scout, nate durante il loro matrimonio. Ad aprile sui social hanno postato immagini che hanno fatto sorridere (e anche un po’ commuovere) i fan. Le foto del pigiama party, tutti con lo stesso pigiama a righe in tema “carcerario”, le lezioni di chitarra, le sessioni di cucina o di lettura ad alta voce, per non parlare dei buffi selfie con il duro della saga Die Hard che si trasformava in parrucchiere per le figlie… In molti si sono stupiti del fatto che nell’album di famiglia mancasse l’attuale moglie di Willis, la modella Emma Heming, e le due bambine che i due hanno avuto, Mabel ed Evelyn.

In realtà, l’altro pezzo di famiglia dell’attore era rimasto bloccato a Los Angeles per un infortunio accaduto a una delle bambine. Poi, il lockdown aveva reso impossibile la reunion. Ma da inizio maggio la tribù si è ricomposta: Bruce con le sue sette donne (la moglie Emma Heming, la ex Demi Moore e le cinque figlie) sono nel grande ranch in Idaho, proprio quello che negli Anni 90 la coppia Willis-Moore comprò per passare la vita insieme. Bruce e Demi furono sposati dal 1987 al 2000. Quando l’amore si esaurì, ma rimase un legame fatto di affetto e complicità. L’esatto opposto di un’altra celebratissima coppia di Hollywood, Brad Pitt e Angelina Jolie, dopo la cui rottura seguirono estenuanti battaglie legali per l’affidamento dei figli e fasi di depressione. L’amicizia con l’ex marito era così solida che la Moore ha dichiarato di essere «orgogliosa del nostro divorzio».

E addirittura scherzarci su: «La gente si chiede perché il nostro matrimonio sia finito, penso che sia stato perché ha iniziato a insinuarsi una certa gelosia. Penso che Bruce non abbia mai superato il fatto che calva (l’attrice fa riferimento al suo look rasato da marine nel film Soldato Jane del 1997) stavo meglio di lui!». Non a caso, nell’autobiografia della star un momento di grande felicità è il primo incontro con Willis. Per lui l’attrice usa parole speciali: «Nessuno mi aveva mai trattata in quel modo. Bruce era galante; un vero gentiluomo, in quella sua maniera turbolenta. Quando dissi che sarei tornata a casa, si offrì di accompagnarmi alla macchina.

Era così impaziente, che sembrava un ragazzino preoccupato di mancare il carretto dei gelati. Mi chiese il numero di telefono e sentii le farfalle nello stomaco, come una ragazzina ». Senza un foglio di carta a portata di mano, Willis si scrisse il numero sul braccio: «Un’immagine che avrei visto un milione di volte negli anni seguenti; Bruce si scriveva sempre le cose sul braccio. Ma quella volta gli tremavano le mani. Si era completamente esposto, della sua spavalderia non c’era più traccia». Il matrimonio con Ashton Kutcher durò dal 2005 al 2013 (oggi lui è sposato con l’attrice Mila Kunis).

Nell’inseguire un uomo di 15 anni più giovane di lei, un rapporto morboso di dipendenza alimentato dall’ossessione di avere con lui un bambino, la Moore ebbe un aborto che la sconvolse e riprese a bere. Tutte le sue energie erano dedicate ad Ashton tanto da escludere le figlie e il loro padre Bruce. Tallulah e Scout si sentirono tradite dalla madre e per tre anni non vollero più vederla. Quando Kutcher la tradì per un’altra donna più giovane e l’abbandonò, l’allora cinquantenne Demi Moore capì di essere rimasta sola in una casa vuota. «Le mie figlie non mi rivolgevano la parola: niente telefonate per il mio compleanno, niente auguri di Natale.

Niente di niente. E il padre delle mie figlie, un amico sul quale per anni avevo potuto contare, era sparito dalla mia vita», con questa parole l’attrice ricorda il suo stato d’animo quando tentò il suicidio. Fu la primogenita Rumer a intervenire, a far da collante tra la madre e le sorelle riappacificandole, e soprattutto a riportare nella vita di Demi il capofamiglia Bruce. Così si arriva al presente: l’ultimo capitolo della vita della star lo si legge sui social, nei selfie che raccontano la quarantena allegra di una famiglia allargata che si è saputa costruire sull’affetto e sull’amicizia. È un lieto fine.

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