Erika Ansermin Cold Case, scomparsa ad Aosta la Domenica di Pasqua del 2003

Pubblicato il: 12 Febbraio 2020 alle 6:58

È il 20 aprile del 2003 e la ventisettenne Erika Ansermin avverte il suo fidanzato, Christian Valentini, che lo raggiungerà tra un’ora. Alle 12.20 la commessa del Blockbuster riceve in consegna da Erika il film che aveva noleggiato “Domenica di sangue”. Da Aosta a Courmayeur ci sono solo 34 km di strada che hanno inghiottito la giovane ragazza. Il fidanzato e la madre la aspettavano al ristorante per pranzare insieme e sono molto arrabbiati per il suo ritardo. Poi iniziano a preoccuparsi ma non ci sono stati incidenti in zona e negli ospedali non si è presentato nessuno. Iniziano le ricerche.

Erika Ansermin è stata adottata insieme alla sorella Elisa, la famiglia è una delle più benestanti della zona e Piero Ansermin è abbastanza conosciuto essendo un ex dirigente dell’Eni. Il trasferimento in Italia è avvenuto nel 1978, Piero era in missione ad Hong Kong quando ha conosciuto le bambine. Entrambe si sono integrate nella comunità. Erika Ansermin era una studentessa modello, conosceva cinque lingue e ha studiato in Francia e Germania. Lavorava in un’agenzia di pubbliche relazioni nel campo della moda. Da due anni viveva con Christian.

Il giorno dopo la scomparsa di Erika Ansermin la sua auto, una Panda Verde, viene trovata parcheggiata ad Avise, proprio a metà strada tra Aosta e Courmayeur. Dentro ci sono tutti i suoi documenti. Le impronte rivenute sul cruscotto appartengono alla ragazza e non vi sono tracce di altre persone a bordo. Il muso dell’auto era rivolto in direzione Aosta e questa è una circostanza alquanto strana visto che la ragazza era diretta a Courmayeur. I cani hanno perlustrato a lungo la zona ma hanno perso le sue tracce perché Erika potrebbe essere salita su un’altra auto. Le ipotesi sulla scomparsa di Erika Ansermin sono quattro: omicidio, suicidio, sequestro e fuga. Erika potrebbe essere stata uccisa perché era a conoscenza di qualche segreto compromettente, oppure potrebbe aver deciso di mettere fine alla sua esistenza, qualcuno potrebbe averla rapita per chiedere un riscatto alla sua famiglia, oppure le stava stretta quella vita e ha deciso di andare in giro per il mondo. Tutte queste ipotesi possono essere smontate perché la vita di Erika era limpida, non aveva mostrato segni particolari di inquietudine, non è stato chiesto un riscatto, aveva il potere di lasciare tutto e viaggiare senza doversi nascondere.

Sono state ascoltate centinaia di persone, setacciati i computer e analizzati i tabulati telefonici. Un amico degli Ansermin ha raccontato che la mattina era stato a casa loro per fare gli auguri ma Erika aveva detto che non c’era nessuno, in quell’occasione indossava un accappatoio di colore rosso che non è stato mai trovato. Anche un borsone e le chiavi di casa erano spariti. Queste ultime sono state trovate 3 giorni dopo nella cassetta della posta. Passano i giorni e scavando a fondo nella vita di Erika Ansermin si scopre che la ragazza era preoccupata per il proprio stato di salute. In una telefonata al 118 Erika dice che vuole ricoverarsi e in sottofondo si sente il fidanzato che dice che è pazza. Era il 15 aprile del 2003, qualche giorno prima della scomparsa. Il giorno dopo si è presentata in ospedale per fare il test HIV e il 19 aprile ha cercato su internet delle cliniche specializzate per curare l’Aids.

L’anno successivo la Procura ha deciso di archiviare il caso della scomparsa di Erika Ansermin, la famiglia si oppone senza successo e proseguono le ricerche privatamente. Un investigatore svizzero ipotizza che la ragazza sia stata fatta sparire con un piano preciso. Nel 2006 i carabinieri decidono di andare a bussare a casa delle persone vicine ad Erika, tra cui il fidanzato che pochi giorni dopo la scomparsa era andato in vacanza in Francia con il maestro di sci, suo amico. Ad Erika non piaceva questo amico particolare. Nel 2007 Christian muore per un tumore, i carabinieri sequestrano la cartella clinica sospettando che avesse contratto l’Aids, ma questa pista porta in un vicolo cieco. Un’altra pista porta a Danilo Restivo, l’assassino di Elisa Claps e Heather Barnett, su un computer vennero trovate delle foto di Erika Ansermin, ma dopo attente indagini si è esclusa anche questa ipotesi. Nel 2011 si apre la pista turca di Hakan, un giovane già ascoltato all’epoca dei fatti. Il procuratore che segue il caso ha provato a seguire tutte le vecchie strade per capire se vi sono elementi da approfondire. Erika ha avuto una relazione con Hakan quando era a Londra per un master. Purtroppo nel 2014 la Procura di Aosta ha dichiarato la morte presunta ma il fascicolo sulla scomparsa di Erika Ansermin rimane aperto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *