Michael Schumacher, tutti i successi e record che Luis Hamilton può ancora battere

Pubblicato il: 13 Ottobre 2020 alle 6:54

Formula 1, i record di Michael Schumacher che Lewis Hamilton può battere. Nei giorni scorsi, con il successo ottenuto nel GP dell’Eifel al Nurburgring, Lewis Hamilton ha eguagliato il record di vittorie in Formula 1 di Michael Schumacher. Sembra che tra i due sia in atto una vera e propria sfida. Il primato di Michael Schumacher potrà essere battuto dall’inglese, già nel prossimo Gran Premio del Portogallo in programma per il prossimo 25 ottobre.

Formula 1, tutti i record di Michael Schumacher

Ovviamente, non si tratta dell’unico record della storia del campionato automobilistico che il pilota 35enne può eguagliare o addirittura battere. Ci sono diversi primati da poter battere e che sono detenuti dal Kaiser. Come già abbiamo avuto modo di anticipare,  a partire dal prossimo GP l’inglese potrà battere il record di vittorie in Formula 1 ottenuta da Michael Schumacher che è ad oggi il pilota più vincente con lo stesso costruttore. Il pilota tedesco ha Infatti ha conquistato ben 72 successi con la Ferrari, mentre Hamilton è a quota 70 con Mercedes. Quest’ultimo potrebbe anche soffiare a Michael Schumacher il primato di pilota con il maggior numero di giri percorsi in testa alla gara. Anche in questo caso, si parla di 5111 punti per Schumi e 4930 per Hamilton.

Lewis Hamilton potrebbe eguagliare tanti record conquistati dal pilota tedesco

Con molta probabilità, quindi entro la fine del GP  Hamilton eguaglierà il pilota tedesco anche per il numero di titoli mondiali conquistati. A tal riguardo, proprio in questo caso  l’inglese è a quota 69 punti a Sei gare dal termine della stagione. Per poter battere Invece questo primato, il pilota inglese dovrà sicuramente attendere il prossimo anno così come dovrà aspettare per poter battere i record di successi nello stesso GP.. Ma non finisce qui visto che insomma, Hamilton potrebbe anche uguagliare il record di successi ottenuti in una singola stagione da parte di Michael Schumacher.

Riuscirà nell’impresa il pilota inglese entro la fine di questo Mondiale 2020?

In questo caso però il pilota tedesco condivide questo primato con Sebastian Vettel e entrambi sono a quota 13. Per Hamilton poter uguagliare questo risultato, dovrebbe da qui alla fine del mondiale di lunedì, vincere tutti e 6 i GP. Invece, per poter uguagliare il primato del kaiser di 15 stagioni in Formula 1 con almeno una vittoria, Hamilton dovrà attendere il prossimo anno. E voi cosa ne pensate? Credete che il pilota possa riuscire nell’impresa?

Due anni fa a Monaco, per la consueta partita di calcio dei piloti contro la squadra del principe Alberto, ho avuto un brivido. Stavo inseguendo, nei corridoi del principesco stadio, Mario Di Natale, il vulcanico presidente/allenatore della nazionale dei maghi del volante, capaci anche con i piedi, quando, girando l’angolo, mi sono ritrovato alle spalle di uno di loro con già indosso la classica maglietta bianca e a scacchi neri della nazionale piloti, con stampato il nome sulle schiena. Nulla di strano se non fosse che grande in rosso c’era scritto SCHUMACHER!

Mi è venuta la classica pelle d’oca perché in un flash ho pensato e rivisto Michael, uno dei grandi trascinatori delle partite della nazionale piloti. Era Mick. Ho visto lì vicino Sabine Kehm (manager e portavoce della famiglia Schumacher) e le ho fatto vedere l’effetto che mi aveva provocato quel comparire improvviso di un passato che per ovvi motivi non poteva essere presente.

Mi ha abbracciato, un abbraccio che è valso più di un “sì, lo so”… Quel ragazzino, fresco maggiorenne, allora impegnato nel campionato F.3, aveva da poco fatto parlare di sé più che per il fatto di essere figlio di, per il suo primo podio di categoria a Monza, alle spalle di un certo Lando Norris, il neo pilota McLaren. Sempre con molte cautela e tutela, entrava così ancor di più nel mondo di papà. Abbiamo sempre doverosamente rispettato la richiesta della famiglia di attenersi alle comunicazioni ufficiali riguardanti lo stato di salute di Michael e tutto ciò ha consentito e sta consentendo a suo figlio di entrare tra i grandi da Mick più che da figlio di…

Ormai liberato dalla “paura” di dover rendere conto del dramma che sta vivendo. Anche adesso che l’annuncio, già nell’aria, dell’accordo con Ferrari, è diventato ufficiale può viverlo sapendo che nessuno di noi e con noi intendo tutto il Motorsport, gli chiederà mai nulla, ma lo valuterà per le sue capacità. Certo se vederlo con la maglia di calcio mi ha “scosso” non oso immaginare quale effetto mi farà vederlo al volante della Rossa se, come sembra scontato, lo vedremo impegnato nei test in stagione, alla guida della monoposto della scuderia che suo padre ha riportato sul tetto del mondo dopo 21 anni, aprendo un ciclo storico e magico.

Correrà in F.2, da pilota della Ferrari Driver Academy, nei week end di F.1, con il team Prema, quello che ha portato Leclerc a demolire la concorrenza in quel campionato per poi approdare dove è adesso, in Ferrari. Già la fantasia vola e sembra già scattato il countdown alla coppia in rosso Schumacher Leclerc, ma calma, voliamo basso. Non possiamo però esimerci da pensare cosa l’arrivo di uno Schumacher in rosso può suscitare nei pensieri di chi negli Anni 2000 è rimasto incollato alla televisione e ha divorato le pagine di Autosprint sentendo e leggendo quel cognome collegato a vittorie a raffica di Gran Premi e mondiali. La fantasia sembra già volare oltre Vettel che comunque di Mick sarà un po’ papà e chioccia in Ferrari.

L’errore più grande sarebbe quello di vivere l’attesa per i test che farà, più che per la sua priorità, il campionato F.2. Non so se sarà in grado di vincere subito e quale ruolo avrà da rookie, è difficile valutarlo per una carriera ancora da scoprire e complicata da decifrare quando ti muovi con quel cognome. Di certo c’è stata un’improvvisa esplosione di prestazione e continuità dal 28 luglio 2018, fin ad allora non aveva ancora fatto qualcosa di clamoroso. Forse questa verrà ricordata come la data della svolta della sua carriera, in un luogo magico per chi di cognome fa Schumacher. A Spa, quel giorno, ha vinto la sua prima gara di F.3.

Da lì non si è quasi più fermato, otto vittorie su 15 gare e il titolo di campione. Un risultato impensabile alla vigilia di quel week end, quando il distacco dal leader nel campionato che lo vedeva solo in nona posizione, era di ben 70 punti. Quel 28 luglio qualcosa è successo. Mick è diventato grande di colpo e non si è più nascosto “è evidente che Spa è un posto speciale per gli Schumacher”, ha detto, ricordando lì su quella stessa pista il debutto e poi la prima vittoria di papà. Non dimentichiamo che da piccolo Schumi lo iscriveva alle gare con un nome diverso per non attirare troppo l’attenzione. Forse lì è diventato a tutti gli effetti uno Schumacher.

Adesso, in attesa di vedere se anche suo cugino David, figlio di Ralf, di due anni più giovane, arriverà alle porte della F.1, si confronterà non solo con la nuova categoria, ma anche con il contesto del motorpsort che conta perché lo sappiamo la F.2 corre sulle stesse piste e negli stessi giorni della F.1. Arriverà più pressione è ovvio, così affacciato al mondo dei grandi, ma godiamocelo e viviamolo, non per rivedere Micahel, ma per scoprire Mick. Non sarà facile per lui certo. Già solo pensare che in F.2 avremo un Alesi e uno Schumacher, lascio a voi le considerazioni, ma adesso i cognomi, che così importanti pesano, ma aiutano, contano relativamente. Non arrivano pole, podi e vittorie per “come ti chiami”, ma solo per “chi sei”.

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