Il vaccino contro il coronavirus sarà un cerotto

Pubblicato il: 3 Aprile 2020 alle 5:09

Un cerotto trasparente è il nuovo potenziale vaccino contro il SARS-CoV-2, il nuovo coronavirus che causa la pandemia di COVID-19. Grazie a 400 micro punture erogate da sottilissimi aghetti disposti su un cerotto largo 1,5 centimetri sul braccio o sulla spalla, l’immunità al virus SARS-CoV-2 può svilupparsi entro due settimane, per raggiungere entro altre 3-4 settimane un livello di anticorpi sufficiente a contrastare in modo decisivo il virus. E’ questo il vaccino cerotto sperimentale “PittCoVacc”, il primo descritto in uno studio peer-reviewed – sviluppato da ricercatori della School of Medicine dell’Università di Pittsburgh, centro di eccellenza nella lotta alle malattie emergenti. Secondo i ricercatori, il vaccino cerotto contro il coronavirus ha già superato i primi test sui topi, ed entro un mese potrebbe entrare nella fase I della sperimentazione su individui. A riferirlo è Andrea Gambotto della stessa scuola di medicina che ha riportato l’esito dei primi test sulla rivista EBiomedicine (Lancet). I topi vaccinati hanno prodotto anticorpi specifici contro il virus. L’applicazione del cerotto sarebbe potenzialmente semplice ed economico da produrre su vasta scala.

La stessa proteina chiave per Sars

“Con la SARS già nel 2003 avevamo identificato la proteina chiave che dobbiamo usare come target anche per il nuovo SARS-Cov-2: la proteina “spike”, ovvero quella che forma le punte (in realtà più simili a minuscoli ombrelli) di cui è composta la corona del virione e che serve al virus per entrare nelle cellule legandosi ai loro recettori. “Chiamato PittCoVacc, il vaccino è una specie di cerotto con 400 microaghi – ha spiegato Gambotto a Repubblica – che non entrano profondamente nella pelle e in 2-3 minuti si sciolgono, senza dolore e senza sanguinamento”, rilasciando l’antigene che scatena la risposta immunitaria, la subunità “S1” della proteina virale “spike”. “La possibilità che questo vaccino protegga dal virus Sars-CoV-2 è alta – ha sostenuto il ricercatore – ora stiamo verificando la capacità di neutralizzare il virus su cellule umane in provetta usando gli anticorpi isolati dai topi vaccinati”.
I ricercatori hanno anche usato un nuovo approccio per fornire il farmaco: un cerotto con 400 minuscoli aghi di zucchero e proteine che si dissolvono nella pelle provocando la reazione immunitaria. Secondo il primo test effettuato sui topi, il PittCoVacc ha generato anticorpi specifici contro SARS-CoV-2 entro due settimane. Ora la nuova speranza che il test sull’uomo possa dare all’umanità un’arma in più contro il coronavirus.

Il gruppo di ricerca del vaccino PittCoVacc -tra cui l’italiano Andrea Gambotto e Louis Falo di UMPC (University of Pittsburgh Medical Center) – è lo stesso che nel 2003 hanno realizzato il primo vaccino in assoluto contro un coronavirus emergente (in quel caso si trattava della SARS, e quel vaccino non fece in tempo ad essere sperimentato sull’uomo perché la SARS si eclissò da sola) e hanno poi studiato nel 2014 un vaccino per un altro coronavirus, la MERS.

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