Diego Armando Maradona

Maradona, ecco la casa dove è morto (Foto)

Un luogo precario e “sconcertante”. Così i poliziotti avrebbero descritto l’ultimo appartamento del Pibe de Oro. Guardate queste foto che hanno fatto il giro del mondo: il campione dormiva su un materasso appoggiato a terra, tra secchi di plastica, un wc chimico e resti dei pasti. Intanto continua l’inchiesta per fare luce sulle cause della morte. E spunta anche l’ultimo, straziante, messaggio per il figlio più piccolo…

Lavorano come se fossero davanti a un delitto gli investigatori argentini, cercano ogni traccia per fare chiarezza sulla morte del D10S del calcio, come viene definito Diego Armando Maradona con il numero 10 della sua maglia a comporre la parola Dio.

E quando i poliziotti sono entrati nella stanza della palazzina a Tigre, zona di villette vicino a Buenos Aires dove è stato trovato morto la mattina del 25 novembre, sorpresa e sconforto l’hanno fatta da padrone: «In quel posto tutto era precario e sconcertante. I rilievi indicano che le condizioni di salute di Maradona sono state gestite in maniera disastrosa », avrebbe confidato un funzionario di polizia.

L’ex campione del mondo dormiva su un materasso nero senza lenzuolo, poggiato direttamente sul pavimento, non in una vera stanza da letto ma in una sala giochi, con un wc chimico vicino al letto, senza defibrillatore, intorno sacchi di plastica, panini sbocconcellati. E pensare che possiedeva una decina di ville lussuose, terreni e beni sparsi su tre continenti, e su cui allungano mani e avanzano pretese almeno una sessantina di persone tra eredi diretti, figli presunti, sorelle e nipoti, amici e sodali.

L’avvocato e factotum Matias Moria, insieme con una delle figlie, Jana, avevano firmato il contratto di affitto con scadenza fine gennaio 2021: «Doveva essere un alloggio temporaneo, e Diego dormiva al piano di sotto perché per i suoi problemi alle ginocchia non riusciva a fare le scale», si difende Moria. Mentre anche l’ex moglie Claudia, madre delle due figlie Dalma e Giannina dice: «Una vergogna». Intanto l’inchiesta, per omicidio, procede.

Tra gli indagati Leopoldo Luque, rampante neurochirurgo argentino che aveva operato al cervello Diego e ne era medico curante. Indagata anche la psichiatra che lo seguiva, Agustina Cosachov: il cocktail di psicofarmaci prescritto al Pibe de Oro, senza tener conto del suo cuore gonfio e malato, potrebbe averlo stroncato.

Di certo c’è che questo è il dramma di un uomo profondamente solo, malgrado l’intreccio di relazioni che ne avevano costellato la vita. Si erano calmate di recente le acque con l’ex moglie Claudia, che in passato Diego aveva accusato di essersi appropriata senza averne diritto di case e altri beni. Ma di fatto né lei né le due figlie maggiori avevano accesso alla sua ultima stretta cerchia di fedelissimi. Ne faceva parte invece la 23enne Jana, nata da una breve relazione e riconosciuta solo anni dopo. Intanto spuntano altri figli, o presunti tali.

Chiedono un riconoscimento di paternità due ragazzi argentini, Santiago Lara e Magali Gii, che sarebbero frutto entrambi di relazioni occasionali. Per non parlare del fronte “cubano” da dove potrebbero farsi avanti altri 4 figli nati tra il 2000 e il 2005. Di certo c’è che Maradona era legatissimo al più piccolo Diego Fernando, 7 anni, avuto dalla penultima compagna, Veronica Ojeda. Al bambino è andato il suo ultimo pensiero nelle ultime ore, mentre forse capiva che stavolta non avrebbe messo a segno un dribbling vincente. In un messaggio diretto all’attuale compagno di Veronica, Diego lo implora: «Prenditi cura di lei, e di lui, Diéguito, il mio angelo».

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