Maria De Filippi, i cantanti a Sanremo sono quasi tutti un suo prodotto

Pubblicato il: 3 Febbraio 2020 alle 5:57

L’adrenalina è palpabile per le strade di Sanremo, la magia del Festival avvolge la città di colori, fiori, suoni e l’Ariston indossa gli abiti della festa per lasciarsi circondare dalla folla in delirio. Se le mura di quel palco potessero parlare racconterebbero le lacrime di Nilla Pizzi, il buongiorno di Claudio Villa e l’emozione di Peppino di Capri.

È stata Sanremo la prima cittadina a dipingersi di blu, come il cielo di Modugno, la prima a straziarsi per quell’amore perduto da Massimo Ranieri e la prima a ritrovarlo, ancora più grande, come quello de II Volo. Anche quest’anno è il blu a tingere la kermesse, ma al contrario della tinta unica del cielo di Modugno stavolta, sullo sfondo, si stagli una scritta bianca. È presente dal 2009, ma è soltanto negli ultimi che è diventata più nitida e lucente: si legge “Amici”.

E se un tempo persino la tabaccaia indossava l’abito più sfarzoso, oggi i partecipanti si accontenterebbero di indossare maglia bianca o maglia blu, come nel talent di Maria De Filippi. Il programma di Canale 5 ha letteralmente monopolizzato il Festival della canzone italiana nel corso dell’ultimo decennio: il primo “amico” di Maria a vincere è stato Marco Carta, che 11 anni fa ha conquistato il posto più alto del podio con la canzone La forza mia, davanti a Povia. Nel 2010 è arrivato il momento di Valerio Scanu, altro pupillo di Maria, e nel 2012 quello di Emma Marrone, comunemente ritenuta tra le “preferite” della moglie di Costanzo.

Per non parlare dei vari Lele, vincitore del Sanremo 2017 tra i giovani, Deborah Iurato, Elodie, Federica Carta, i La Rua Annalisa, Alessandra Amoroso e tutti quelli passati in sordina ma comunque appartenenti all’esercito di Maria. Una schiera di “prodotti” veri e propri, piuttosto che di talenti naturali, sfornati dal talent per riempire le classifiche di Spotify e fare il pieno di visualizzazioni su YouTube. Doveroso precisare che non si tratta dell’unico programma televisivo che ha fatto da fucina alla kermesse: le partecipazioni di Giusy Ferreri, Silvia Aprile, Antonio Maggio e Ilaria Porceddu sono solo alcune delle soddisfazioni che X-Factor ha portato a casa Sky. Insomma, il festival di Sanremo non è più lo stesso e sta cambiando insieme alle dinamiche del mercato discografico.

Basti pensare alle “classifiche social” nate in occasione di questa 70esima edizione: oltre alla categoria “Campioni”, “Nuove proposte” e ai premi speciali, quest’anno ce chi si è divertito a stilare delle classifiche sulla base di follower, like e visualizzazioni sui canali social. E indovinate un po’ chi è stata incoronata vincitrice? Elettra Lamborghini, che sicuramente non vincerà il concorso musicale ma almeno può tornare a casa con un trofeo da mettere in bacheca. La regina del twerking si è aggiudicata, per popolarità, il primo posto nelle classifiche di Instagram, Facebook e YouTube, mentre Achille Lauro ha trionfato su Spotify e Piero Pelù su Twitter.

Se il talent scouting di una volta era affidato a una commissione apposita, che selezionava le candidature di talenti che arrivavano al Festival dopo anni di gavetta per coronare la loro carriera, oggi è Maria De Filippi e le visualizzazioni che fanno da padrone, con il teatro dell’Ariston ridotto a vetrina di “merce” in saldo, usa e getta, gente che oggi vince Sanremo e domani finisce nel dimenticatoio. La domanda che ci poniamo è la seguente: dovremmo lasciare che il festival segua la naturale evoluzione della musica e del suo mercato per diventare appannaggio di Maria? Oppure dovremmo fermare questa tendenza e cercare dei veri talenti, qualora ce ne fossero? “Perché Sanremo è Sanremo”, per citare lo slogan della rr^inifestazione. E se vogliamo che rimanga tale dovremmo cominciare a darci qualche risposta.

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