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Pensioni allarme, a rischio i pagamenti: l’Inps non può garantire la liquidità?

Le preoccupazioni per gli italiani non sono di certo terminate qui dato che l’allarme per la liquidità delle pensioni. Dunque, cosa succederà nel mese di giugno 2020 quando verrà reso pubblico il testo del Decreto di Rilancio che andrà anche a stabilire quale sarà il futuro della quota 100 e le prime manovre che dovranno incentivare una ripresa economica nel nostro paese?

Allarme pensioni in Italia

L’emergenza Codiv-19 ha messo a rischio davvero l’economia del nostro paese in più settori, da quello lavorativo alla liquidità delle pensioni. Per maggio, come già successo nel mese di giugno 2020 è stata pensato il pagamento in anticipo delle pensioni al fine di permettere agli italiani il pagamento di tasse dovute ma anche per il proprio mantenimento personale.

Il pagamento delle pensioni è stato comunque anticipato al 26 maggio 2020, ma quanto detto accende anche tanti dubbi sulla liquidità del mese di giugno circa il successivo pagamento che spetta a chi ha accesso al fondo. Il dubbio è quello che non possano esserci più fondi disponibili a garantire il versamento dovuto, mettendo in allarme gli italiani che temono per uno ‘stop’ ai pagamenti che potrebbe essere incrementato da altri versamenti che sono stati garantiti agli italiani, come ad esempio tutti coloro che ancora oggi aspettano il saldo della cassa integrazione.

Pagamenti in ritardo da giugno 2020?

Cosa succederà da giugno 2020, dunque, sembra essere davvero un grande interrogativo dato che si teme che l’Inps non abbia liquidità a sufficienza per occuparsi del pagamento delle pensioni degli italiani e non solo. C’è chi teme anche un taglio della somma mensile che dovrà ricevere da giugno in posi.

A rispondere a tali interrogativi, come riportato da Trend-online, è stato Guglielmo Loy, nonché Presidente del Consiglio di indirizzo di vigilanza dell’Inps: “L’Inps opera ovviamente con solidarietà tra i vari fondi. Sono sostanzialmente in equilibrio. Se la crisi piano piano rientra e con un sostegno del Governo la situazione è gestibile. Se ovviamente l’economia crolla e crolla il lavoro, il problema generale dell’equilibrio ce l’avrà il Paese prima e dopo l’Inps naturalmente. Nel caso in cui la crisi dovesse continuare si renderà necessario un intervento del Governo per tenere in equilibrio il sistema pensionistico”.

“Cosa succederà alla sospensione dei contributi?”

Quanto detto fino a ora è frutto di un problema che si era già presentato ad aprile e che era stato sollevato da Pasquale Tridico, il quale comunque sia aveva messo in dubbio la liquidità delle pensioni dal mese di giugno in poi.

Non a caso, Tridico non molto tempo fa aveva dichiarato: “Fino a maggio non c’è problema di liquidità. In caso abbiamo una liquidità in tesoretto, vale a dire il Fondo di Tesoreria dello Stato. Immagino che in aprile ci sarà un nuovo decreto che dovrà stabilire la proroga delle indennità e ci sarà un altro decreto che dovrà anche dire cosa succederà alla sospensione dei contributi, alla rateizzazione”.

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