Riforma pensioni 2021: importanti novità dopo Quota 100, cosa cambierà?

Pubblicato il: 17 Settembre 2020 alle 12:42

Torniamo a parlare di pensioni o meglio di riforma pensioni. Sembra proprio che il 2021 sarà un anno molto ricco ed importante per coloro che decideranno di andare in pensione. Importanti novità ci attendono e queste riguardano per lo più la riforma previdenziale e la tanto discussa misura pensionistica Quota 100. Quest’ultima, per chi non lo ricordasse, è una misura pensionistica anticipata che permette di uscire anticipatamente dal mondo del lavoro, una volta compiuti 62 anni e maturato 38 anni di contributi. Ma quali sono le più importanti novità di questo 2021?

Riforma pensioni 2021, quali saranno le più importanti novità?

Iniziamo dalla prima ovvero dal fatto che a partire dal 1 gennaio 2021, tutti gli assegni previdenziali che sono erogati dall’Inps subiranno un ridimensionamento. Non si tratterà di un qualcosa di eclatante ma semplicemente l’assegno personale subirà un taglio, per via della modifica dei coefficienti di trasformazione del montante contributivo che sarà valido per il biennio 2021/2022. Ad ogni modo, sono attese importanti novità anche in ambito pensionistico, anche se al momento è troppo presto per sapere cosa effettivamente potremmo aspettarci. Una cosa è certa, che in queste settimane si terranno degli incontri molto interessanti tra il Ministero del Lavoro ed i sindacati, per poter discutere sui vari cambiamenti che potremmo attenderci in ambito pensionistico.

Ovviamente ci sono dei temi caldi sui quali si punterà maggiormente l’attenzione e parliamo di Opzione Donna e Ape, ma anche di un possibile aumento degli importi degli assegni. C’è anche tanta attesa di capire che cosa capiterà dopo Quota 100, la misura che ufficialmente terminerà di esistere il 31 dicembre 2021. Non si sa se Quota 100 sarà riconfermata o meno, ma ci potrebbe essere una buona possibilità che questa misura venga prorogata ma con una penalizzazione. Si potrebbe, quindi, pensare ad un’uscita dal mondo del lavoro già a partire dai 62 o 63 anni di età, ed un’anzianità contributiva che ammonta sempre a 38 anni.Sulla base di queste novità, quindi, coloro che decidessero di accedere a Quota 100, si vedrebbero penalizzati con una riduzione del trattamento del 2,873% per ogni anno di anticipo rispetto a quella che è la soglia prevista per la pensione di vecchiaia, ovvero 67 anni.

Pensionamento anticipato, la visione dell’Europa

L’Europa sembra non veda di buon occhio il pensionamento anticipato. Non tutti sanno che a breve arriverà il Recovery Fund, ovvero un sistema che inevitabilmente aumenterà i controlli da parte dell’Unione Europea su quelle che sono le riforme che l’Italia deciderà di mettere in campo nelle prossime settimane.

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