Salvo Sottile: “Chiesto il licenziamento immediato”. Si mette male per il conduttore

Pubblicato il: 26 Maggio 2020 alle 4:20

Il Codacons ha querelato Salvo Sottile e chiede alla Rai il licenziamento del conduttore di Mi manda Raitre e Palestre di vita. Il giornalista è accusato del reato di diffamazione dal Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori. La contestazione riguarda la vicenda delle “commissioni ingannevoli” della piattaforma Gofundme per le raccolte fondi in favore degli ospedali e della Protezione civile nella lotta contro l’epidemia di coronavirus.

Codacons querela Salvo Sottile: ecco perché Sottile, attraverso il suo profilo Twitter, si era schierato apertamente con Fedez e Chiara Ferragni, definendo “una vergogna” le accuse mosse alla coppia dal Codacons.  L’associazione aveva subito replicato al giornalista siciliano. Salvo Sottile nella foga di attaccare il Codacons, ha preso le difese di Fedez senza dare spazio alle replica fornita dall’associazione al rapper, e ha ricordato come il Codacons non sia mai invitato a Mi manda Raitre; un vero e proprio autogol perché di fatto conferma le discriminazioni compiute dalla sua trasmissione ai danni dell’associazione, e le violazioni delle regole del pluralismo cui la Rai deve attenersi.

Ora Salvo Sottile è stato denunciato in Procura per abuso d’ufficio, e nei suoi confronti è partita una istanza al CdA Rai e alla Commissione di vigilanza perché siano adottati i provvedimenti del caso. A queste obiezioni Sottile aveva risposto con un altro tweet. Ma il Codacons di cui oggi parla Fedez a proposito di donazioni è lo stesso che ha minacciato me e la Rai di chiedere 10 milioni di euro di danni morali perché, a differenza delle altre associazioni, non li invitiamo MAI a Mi manda Raitre? Speriamo la magistratura indaghi.

Ora è arrivata la querela, motivata così dal Codacons. Sottile, di cui è noto l’odio personale verso il Codacons, unica associazione esclusa da Mi manda Raitre, anziché lodare l’intervento a tutela della trasparenza e dei donatori, avviò una campagna mediatica sui social tesa a diffamare e calunniare l’associazione, attraverso deliranti tweet e..

video nei quali, sostanzialmente, accusava il Codacons di truffa aggravata e invitava la magistratura ad indagare sull’operato dell’associazione, dando quindi per certo che il Codacons avesse commesso reati penalmente perseguibili, e confermando la decisione di non invitare l’organizzazione alla sua trasmissione. Il presidente Carlo Rienzi invita la Rai a prendere provvedimenti. Un comportamento che, in qualsiasi altro paese, avrebbe portato la Tv pubblica a licenziare in tronco un conduttore che abusa della sua posizione, e che meriterebbe una puntata di Mi manda Raitre dedicata proprio ad indagare il suo conduttore.

Per tale motivo il Codacons ha chiesto un incontro urgente al nuovo direttore di Rai3, Franco Di Mare. Il Codacons ha querelato anche il virologo Roberto Burioni, già al centro di un esposto per i suoi compensi a Che tempo che fa, e il sottosegretario al Ministero dell’Interno Carlo Sibilia: il primo perché ha affermato su Twitter che l’Associazione “conferma il suo impegno a favore dei virus”, il secondo per un messaggio social ritenuto “diffamatorio e gravissimo” nel quale “si dava per scontato un non meglio specificato reato commesso dal Codacons”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *