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Una giornata e un girone da grande Juve: questo chiede Maurizio Sarri. E poco importa del titolo d’inverno, che è indicativo, ma solo fino a un certo punto e il tecnico bianconero lo sa bene, visto che per due volte, nel 2015-16 e 2017-18, col suo Napoli ha chiuso il girone d’andata davanti a tutti ma poi ha visto la Juventus festeggiare sul traguardo finale. E’ quello il titolo che gli interessa, ora che in bianconero lo festeggerebbe lui. Intanto, a proposito di feste, tre punti stasera all’Olimpico contro la Roma sarebbero il modo migliore per chiudere la settimana in cui venerdì ha compiuto 61 anni.

CONTINUITÀ «La squadra può fare solo un regalo: può portare punti e la prestazione. Ma lo deve fare a prescindere da tutto e da tutti. Poi io ho un’età in cui i compleanni cominciano a diventare pesanti e l’ultima cosa a cui penso è chiedere i regali», ha sorriso il tecnico bianconero. Che punti e prestazione li chiederà a ogni partita da qui a fine stagione: «A Roma dobbiamo proseguire con quello di buono che abbiamo fatto con il Cagliari – ha spiegato facendo riferimento a quella che ha definito la prova migliore dei bianconeri per continuità nell’arco dei novanta minuti – Chiaramente il livello degli avversari è elevatissimo e la partita probabilmente sarà diversa, di certo difficile. Dobbiamo ricercare continuità in un periodo. L’abbiamo cercata all’interno della partita perché spesso abbiamo fatto prestazioni con spezzoni di differente interpretazione e ora che sembriamo in miglioramento sotto questo aspetto dobbiamo andare alla ricerca della continuità sul lungo periodo ». Lungo come i mesi che portano ai traguardi veri. Continuità che stasera a Roma potrebbe vedersi anche nella formazione, probabilmente la stessa che ha battuto il Cagliari. Fatto insolito, per un Sarri che in bianconero ha cambiato spesso: «Prima mi dicevano che non cambiavo mai, ora che cambio troppo… A Napoli ho valutato che in quella squadra fosse determinante dare grande continuità a livello di formazione. Al Chelsea e qui la situazione è diversa e non ho dovuto sforzarmi a variare. Cambiando due, tre giocatori tra una partita e l’altra, con la qualità che ho a disposizione quest’anno, cambia qualcosa nelle caratteristiche, ma non nella filosofia».

COMPATTEZZA Filosofia che la squadra sta interiorizzando sempre più: difendere in avanti e pressare per riconquistare la palla più in fretta possibile, poi palleggiare per far muovere gli avversari e creare spazi da sfruttare per andare in porta. Il tutto facendo attenzione a non concederne ai rivali, attenzione che dovrà essere massima questa sera: «La Roma è una squadra con giocatori tecnici e rapidi, di grandi accelerazioni e strappi. Si può anche allungare, ma può portare anche l’avversaria ad allungarsi, facendo venir fuori una partita con continui capovolgimenti di fronte in cui diventa pericolosissima. Bisogna essere bravi a non farsi spaccare in due tronconi, perché in questo tipo di partita la Roma diventa fortissima». Non lo preoccupa, invece, la possibilità che la squadra giallorossa cambi assetto, schierandosi con una difesa a tre: «Se andiamo in pressione cambiano i nostri movimenti difensivi, ma abbiamo già affrontato diverse squadre con una difesa a tre, non sarebbe una novità. Credo che la squadra sia pronta a qualsiasi alternativa ».

FONSECA E pronto è lui alla terza sfida con Paulo Fonseca, dopo le due tra il suo Napoli e lo Shakhtar del portoghese nel girone della Champions 2017-18, finite 2-1 per gli ucraini a Donetsk e 3-0 per gli azzurri al San Paolo. «Già in estate avevo indicato Fonseca tra le novità interessanti della stagione – ha ricordato Sarri – perché il suo Shakhtar era una squadra propositiva e di livello europeo. Mi sembra stia proponendo un buon calcio e stia dando una belle impronta alla squadra, nonostante le difficoltà dovute ai tanti infortuni, perché è un allenatore di altissimo livello». E Sarri vuole una Juve di altissimo livello per batterlo.

Allenatore: Fonseca
A disposizione: 63 Fuzato, 83 Mirante, 5 Jesus,
37 Spinazzola, 33 Peres, 4 Cristante, 17 Under,
8 Perotti, 48 Antonucci, 19 Kalinic
Indisponibili: Zappacosta, Fazio, Pastore,
Santon, Kluivert, Mkhitaryan
Squalificati: nessuno
Diffidati: Pellegrini, Florenzi e Kolarov

Allenatore: Sarri
A disposizione: 77 Buffon, 31 Pinsoglio,
2 De Sciglio, 4 De Ligt, 13 Danilo, 24 Rugani,
23 Emre Can, 33 Bernardeschi,
11 Douglas Costa, 20 Pjaca, 21 Higuain
Indisponibili: Chiellini, Khedira
Squalificati: Bentancur
Diffidati: nessuno

Fin troppo facile il richiamo cinefilo. Provaci ancora… Ron. Anziché Sam. Per carità, trattasi non esattamente di un inedito dei calembour, tuttavia rende bene l’idea giacché dopo una, due, tre, quattro, cinque partite consecutive, Cristiano Ronaldo cerca ora la sesta di fila in campionato marchiata da almeno un gol personale. Questo sì, sarebbe un inedito per ciò che riguarda le statistiche del portoghese nel nostro campionato. In barba a fastidi al ginocchio, sostituzioni, polemiche che avevano condito un avvio di stagione piuttosto turbolento e sottotono, a partire da dicembre il bomber juventino ha impresso una autentica e clamorosa svolta al suo ruolino di marcia castigando – senza soluzione di continuità – Sassuolo, Lazio, Udinese, Sampdoria e Cagliari con i bianconeri ed i rossoblù costretti loro malgrado a pagare maggiormente dazio in virtù della doppietta e tripletta incassate. Un totale, insomma, di 8 gol in 5 partite. Impressionante. Anche perché quelle marcature Ronaldo le ha segnate in tutti i modi: rigore, destro, sinistro, testa. Manco a dirlo, CR7 ci ha preso gusto e punta a proseguire lanciato anche questa sera contro la Roma. Previa ulteriore guizzo (uno o più), CR7 riuscirebbe a perfezionare il suo record in bianconero e ad eguagliare la serie d’oro con il Manchester United: stagione 2007- 08, l’allora pupillo di Ferguson le bollò tutte dalla 29ª alla 34ª giornata di Premier League. Con il Real Madrid, però, è riuscito a fare ancora meglio. In blancos ha varcato quota 6 partite di fila a segno in campionato e, anzi, a quasi raddoppiato arrivando addirittura a 11. Una incredibile serie nella Liga 2014-15 tra la 2ª e la 12ª giornata: Cordoba, Atletico Madrid, Deportivo La Coruna, Elche, Villarreal, Athletic Bilbao, Levante, Barcellona, Granada, Rayo Vallecano, Eibar (precisazione: la terza di campionato manca perché non l’aveva giocata, ecco perché le partite sono 11). A dir la verità in questa particolare classifica il record assoluto è di Leo Messi, che nel campionato spagnolo di presenze di fila con gol ne ha messe in fila addirittura 21 nel 2012-13. Però CR7 si… consola con il primato in Champions: 11 di fila. Come lui, nessuno mai. Tornando ai confini italiani, comunque, 11 resta il numero magico. E’ il primato che condividono Gabriel Batistuta (con la Roma, nel 1994-95) e Quagliarella (lo scorso campionato). Un pensierino alla cosa, Ronaldo, lo farà di sicuro. Ciro Immobile – con cui è in atto la sfida per il titolo di capocannoniere, quest’anno si è fermato a 9 partite consecutive


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