Come ogni giorno noi di controcopertina.com vi forniamo gli aggiornamenti in tempo reale per quanto riguarda i terremoti che avvengono in Italia e nel mondo, cosi facendo, cerchiamo in tutti i modi di avvertire in tempo chiunque si trovi nelle vicinanze dell’attività sismica. E’ importantissimo in caso di scossa sismica la tempestività di mettersi al riparo o allontanarsi il più possibile da edifici o abitazione.

Una scossa di terremoto di magnitudo 3.5 è stata sentita e registrata verso le ore 15.30 sull’Appennino Parmense. L’epicentro è stato localizzato nella zona di Valmozzola, poco distante da Berceto e Borgo Val di Taro. Sono in corso le verifiche, ma al momento non si registrano danni.

L’origine dei terremoti.

Se afferriamo le due estremità di un bastone flessibile e proviamo a piegarlo usando una certa forza, esso si deforma e accumula una certa quantità di energia (chiamata energia elastica). Il lento movimento delle placche genera, lungo i loro margini, delle forze tali da comprimere o tendere le rocce. Queste si deformano accumulando un’enorme quantità di energia elastica, finché, superato un certo limite, si spezzano. A questo punto i bordi della frattura entrano in oscillazione liberando energia sotto forma di onde sismiche, 2 vibrazioni che si propagano nel terreno provocando un improvviso e rapido scuotimento del suolo: il terremoto. Il punto o la zona interna della Terra in cui si ha la rottura si chiama ipocentro, mentre il punto della superficie posto sulla sua verticale si chiama epicentro.

La valutazione di un terremoto.

La zona dove gli effetti del terremoto sono maggiori è quella che si trova in prossimità dell’epicentro. Intensità e magnitudo sono le due grandezze che descrivono i terremoti. La prima li valuta in base ai danni che essi provocano. Il grado di intensità aumenta con l’aumentare dei danni causati. Naturalmente più si è vicini all’epicentro, maggiore è l’intensità di un terremoto. La magnitudo indica invece la quantità totale di energia che si libera durante il sisma. I valori delle due grandezze sono detti gradi e vengono definiti rispettivamente dalla scala Mercalli e dalla scala Richter. La prima è divisa in 12 gradi, la seconda in 10.

Solo alcune regioni italiane sono poco sismiche: la Sardegna, la parte meridionale della Puglia e l’arco alpino ad eccezione del Friuli Venezia Giulia. Il resto del Paese è soggetto a terremoti e le zone maggiormente colpite sono quelle dell’Appennino centro-meridionale tra Abruzzo, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia. Tra i terremoti di maggiore entità dell’ultimo secolo ricordiamo quelli di Ischia, di Messina (accompagnato anche da un maremoto), de L’Aquila, del Friuli e dell’Irpinia. Il terremoto del 23 novembre 1980 in Irpinia rase al suolo numerosi paesi e provocò notevoli danni anche alle città circostanti. Recenti studi sulla frequenza e la distribuzione dei terremoti hanno permesso di individuare delle zone che potrebbero essere gli epicentri di futuri eventi sismici. In queste zone, l’Istituto Nazionale di Geofisica sta effettuando costanti controlli strumentali per intervenire in maniera tempestiva in caso di movimenti tellurici. I dati di queste ricerche sono serviti inoltre a incrementare l’attività di quella parte della sismologia che si occupa della previsione dei terremoti. In breve i terremoti sono movimenti che interessano la crosta terrestre; essi sono dovuti all’improvviso liberarsi di enormi quantità di energia accumulatasi a causa dello scorrimento delle placche;  i terremoti sono caratterizzati da intensità (misurata con la scala Mercalli in base ai danni provocati) e magnitudo (quantità di energia liberata, misurata con la scala Richter

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