Vincenzo Mollica dice addio al giornalismo italiano, il ricordo di Andrea Camilleri

Il Festival di Sanremo 2020 segna anche la fine della carriera di uno dei più grandi giornalisti del mondo dello spettacolo, che lascia così il suo lavoro per ritirarsi a vita privata. Si tratta di Vincenzo Mollica che ha deciso di raccontare quello che gli sta succedendo, parlando anche del suo personale ricordo di Andrea Camilleri.

Vincenzo Mollica dice addio al giornalismo italiano

In questi anni abbiamo imparato a conoscere Vincenzo Mollica per i racconti fatti dal giornalista circa il mondo dello spettacolo. La rubrica Do Re Ciack Gulp ha segnato anche la storia del TG 1 essendo inimitabile sotto diversi punti di vista, per non parlare anche di Sanremo dove Vincenzo Mollica aveva il suo spazio personale dove ha raccontato anche la musica italiana con particolare sensibilità verso il cambiamento che questa ha fatto negli anni.

Si chiude dunque un’importante era del giornalismo italiano con l’addio di Vincenzo Mollica che, molto probabilmente, non smetterà mai di raccontare il mondo dello spettacolo anche se in modo diverso. +

“Cerco con tenacia di tenere acceso finché posso”

Nel corso delle ultime ore sono state diffuse le nuove notizie riguardanti le nuove dichiarazioni rilasciate da Vincenzo Mollica che, affetto da una malattia, quest’anno ha trasmesso in diretta per il TG 1 il suo ultimo Festival di Sanremo 2020.

In occasione di una lunga intervista rilasciata a Vanity Fair, Vincenzo Mollica ha dichiarato: “Cerco con tenacia di tenere acceso finché posso. Ho paura del buio che verrà perché, da lì, non si torna indietro, ma nel frattempo, cerco di non scoraggiarmi. Ogni mattino mi sveglio e penso di essere una persona fortunata perché ci sono ancora le albe e i tramonti. E perché ho ancora voglia che succedano belle cose”. Successivamente il giornalista continua dicendo: “Da quando non vedo mi sembra di percepire meglio il carattere delle persone. Prima la distrazione degli occhi mi confondeva: ho scoperto che la voce dice moltissimo di chi sei. E anche che un film si può guardare con le orecchie. Non ho smesso di andare al cinema: le scene in cui non parlano me le spiega mia moglie”.

Il ricordo di Andrea Camilleri

L’intervista rilasciata da Vincenzo Mollia è stata anche l’occasione perfetta per raccontare il caro ricordo di Andrea Camilleri, deceduto quasi un anno fa, e sul qual ha dichiarato: “La cosa della mia carriera di cui vado più orgoglioso è l’incontro con Andrea Camilleri: è stato lui che mi ha insegnato a non vedere. Abbiamo vissuto contemporaneamente l’arrivo del glaucoma, la cui traduzione letteraria è: ladro silente di vista e ho imparato come dovevo comportarmi guardando, mi consenta il verbo, lui”.

Il giornalista conclude la sua dichiarazione affermando anche: “Anche i colori sono importanti. Lui si allenava pensando, prima di addormentarsi, a un quadro. La mattina lo descriveva a chi gli stava intorno, raccontando con precisione le sfumature di colore, e chiedeva che si verificasse l’esattezza del suo ricordo”.

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