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Carolina Crescentini chi è Francesco Motta: Nada, altezza, marito, figli, carriera, biografia e vita privata

Chi è Carolina Crescentini, sarà una delle protagoniste del film ‘La bambina che non voleva cantare’ e sarà ospite di Oggi è un altro Giorno. L’attrice Carolina Crescentini  sarò in trasmissione condotta da Serena Bortone e in onda dal lunedì al venerdì nel primo pomeriggio su Rai Uno.

Chi è Carolina Crescentini, età, altezza, film e biografia

Carolina Crescentini è nata a Roma il 18 aprile del 1980 attualmente ha 40 anni , e poco più alta di 163 centimetri. Nasce nella capitale da una famiglia di commercialisti,  è cresciuta a Monteverde e ha conseguito la maturità scientifica presso l’Istituto Massimiliano Massimo, iscrivendosi poi alla Facoltà di Lettere, indirizzo Spettacolo. Poi è ammessa al Centro sperimentale di cinematografia, dove si diploma nel novembre del 2006.

Il 7 settembre 2019, dopo due anni di fidanzamento, Motta e Carolina Crescentini convolavano a nozze nella campagna toscana. E, un anno dopo, hanno festeggiato il loro primo anniversario sul red carpet del Festival del Cinema di Venezia.

Come anche al loro matrimonio, definito dalla coppia “country punk”, a Venezia il cantante e l’attrice si sono presentati con il loro stile unico e personalissimo. Carolina indossava una montatura scura, abito da cocktail con scollo a V e tacchi vertiginosi. Motta, invece, aveva un abito bordeaux elegantissimo, ma non ha rinunciato al suo tocco rock con degli stivali di pelle nera.

Insomma, dopo un anno di matrimonio, la coppia è stilosissima e più innamorata che mai!

Ma nonostante l’impegno sul red carpet, Carolina ha trovato il modo anche di ringraziare il marito del bellissimo tempo passato insieme, pubblicando una foto ricordo del giorno del matrimonio. “Un anno fa. Buon anniversario amore mio.” ha scritto nella descrizione del post, che in un giorno ha raccolto tantissimi commenti di fan sognanti.

E anche Motta ha condiviso una foto ricordo del magico momento delle nozze: “Dopo un anno così assurdo insieme a te sono ancora più certo di essere la persona più fortunata del mondo ad averti accanto. Auguri amore.”

Il coronavirus ha modificato le nostre abitudini. Come sta vivendo questo periodo? «Sono chiusa in casa per il rispetto di tutti. Userò questo momento per studiare, allenarmi, vedere film, leggere libri c scrivere. Farò il possibile affinché tutto possa andare bene».

Ho letto sul suo Instagram che all’inizio era un po’ scettica su questa clausura forzata. Più che altro non avevo capito l’entità del problema. Poi mi sono informata più approfonditamente e mi sono chiusa in casa come consigliavano È fondamentale per ripartire poi più forti di prima».

Ormai stiamo vivendo uni pandemia. È «paventata? Temo per la mia famiglia, gli amici, i parenti, per questo credo che rimanere in casa sia l’unico modo per interrompere la diffusione del virus. I lo condiviso la lettera di un’infermiera che raccontava senza mezzi termini la paura e i timori che appartengono a ognuno di noi. L’ho fatto per ringraziare lei e tutti quelli in prima linea e per far comprendere, utilizzando le sue parole, che lo sforzo di questi operatori non va vanificata Bisogna essere altruisti e proteggere i più deboli».

Anche la sua attività lavorativa ha subito un arresto. Il 25 marzo doveva uscire, ma è stata rimandata, una serie tv a cui tengo molto, Starr Fuori, che parla di carcere minorile. Interpreto la direttrice della prigione che lieve interagire con ragazzi minorenni. Girarla è stata una bellissima esperienza dal punto di vista umano perché ho capito he chi commette reati non deve essere solo punito ma soprattutto corretto e aiutato a riprendere in mano la sua vita».

Per fortuna accanto a lei in questo difficile periodo ce suo marito, Francesco Motta. Vi siete sposati in segreto il 7 settembre scorso. Non ne ha mai parlato. Ci racconta comic andata? In realtà ci eravamo già sposati nel 2018 a New York. Abbiamo deciso tutto in 30 ore. Due punk vestiti di pelle con un bouquet comprato per strada. La cerimonia in Italia era per festeggiare anche con le nostre famiglie e gli amici*. Con un matrimonio bucolico celebrato nella campagna toscana. Francesco e toscano, io romana, quindi abbiamo fatto a metà strada. Il posto lo aveva trovato una mia amica, ma ci è piaciuto subito. Ho amato l’idea di essere in mezzo ai campi. Abbiamo fatto la cerimonia dietro l’orto con gli invitati seduti sulle balle di fieno.

Francesco? Ci turno incontrati in una radio nel 2017, però siamo usciti allo «coperto solo un anno dopo. Per un po’io ho mantenuto le distanze».
Perché?

Avevamo due site frenetiche, sempre in giro, e io sono testarda e in certe cose preferisco andarci piano». Cosa le ha fatto cambiare idea su di lui? È difficile spiegare che cosa ti fa innamorare di una persona, perché è un processo tutto naturale. Semplicemente l’ho conosciuto.

Mi è piaciuta la sua sensibilità e il fatto che siamo molto simili». In che cosa, per esempio? Siamo opposti, però fusi insieme funzioniamo bene». Lei non era contraria al matrimonio? Diciamo che non ho mai sentito la necessità di sposarmi, perché non ho mai avuto l’esigenza sociale di essere moglie. In passato sono stata sia fidanzata che convivente e non sentivo l’esigenza di costruire una famiglia tradizionale».

Perché ha fatto il grande passo, allora? Come atto terribilmente romantico! Diciamocelo, non serve sposarsi per essere una famiglia, le coppie di fatto »<>n<> riconosciute. Se lo fai è perché hai gli occhi a cuore». Rimaniamo sul romanticismo, allora. Come le ha chiesto la mano? Nel più classico dei modi: li è inginocchiato». Se lo aspettava? «No, mi ha spiazzarle Mi sono detta: “Oddio, è pazzo!». Cosa le piace dell’essere sposata?

La cosa bella del matrimonio, che io avevo sempre sottovalutato, e la fusione tra la mia famiglia e i mici amici – che per me sono come una famiglia – con i suoi. Questo mescolarsi è bello, romantico e tenero. Ti fa vivere in un’atmosfera di sentimenti positivi». Hanno definito la vostra coppia “Di una complicità e una passione da brividi”. Conferma? Si. Siamo entrambi passionali, romantici, forse lui più di me.

Abbiamo tutti e due personalità forti, quindi tra noi, più che un incontro, ce stato uno scontro, un match. Glielo dico sempre: “Abbiamo fatto un frontale”». Avete convissuto prima del matrimonio?  Da subito, è successo naturalmente». Due personalità come le vostre per che cosa litigano? Soprattutto perche lui e permaloso e io lo prendo in giro per questo».

La storia di Nada la conoscevo: me l’aveva raccontata lei. Ma quando ho letto il libro e la sceneggiatura ho dovuto fingere di non saperne niente. Il personaggio di Viviana lo dovevo capire, entrarci dentro. E non è stato facile, perché Viviana ha problemi di salute mentale, è bipolare». Carolina Crescentini toma protagonista in prima serata il 10 marzo su Rai Uno con un ruolo al quale si è particolarmente affezionata già prima di interpretarlo. Nel film per la Tv La bambina che non voleva cantare, tratto dal libro autobiografico di Nada Malanima, Il mio cuore umano e diretto da Costanza Quatriglio, sarà la madre di Nada Malanima.

L’attrice romana voleva essere della partita a tutti i costi. «Di Viviana mi ha colpito il profondo attaccamento a sua figlia. Tra loro c’è un rapporto di dipendenza reciproca, strano e bellissimo. Mi piaceva approfondirlo perché quando lei scopre il dono di sua figlia, la sua voce bellissima, non si accanisce perché lei studi musica. Lei non sogna il successo per la bambina, ma vuole che abbia una vita differente dalla sua, già segnata. Viviana fa la vita che aveva fatto sua madre, la stessa di sua nonna e della sua bisnonna. Per Nada voleva una storia diversa, non ancora scritta. Scelta, non imposta dalle circostanze».

Confrontandosi con Viviana ha dovuto fare i conti con il suo disagio esistenziale: a lei è capitato di vivere dei momenti di difficoltà? «Ovviamente sì, come a tutti credo. Non ai suoi livelli ma anch’io ho attraversato dei periodi nella mia vita dove le batoste mi hanno portato a farmi delle domande e a cercare di comprendere come superare le difficoltà. Fortunatamente io vivo in una società più moderna, dove si può andare in analisi, con un professioni-sta che ti aiuta a sbrogliare la matassa. E come prendere tutti i libri della libreria, tirarli giù e metterli in ordine: questo consente di avere una visione più chiara della propria vita. Non nascondo di essere andata dallo psicologo in passato, ma l’ho vissuto come un regalo che ho fatto a me stessa. Capisco che all’inizio si può essere spaventati, perché in molti casi viene vista come una debolezza, ma il confronto è bellissimo e l’introspezione rende più forti. Oggi non ne sento l’esigenza, ma non escludo, un giorno di tornarci se ne avrò bisogno».

Per il ruolo di Viviana ha potuto confrontarsi con Nada? E a farvi conoscere è stato suo marito Francesco Motta? «Sì. Francesco le è molto legato e di riflesso oggi anch’io. Non a caso per avere il ruolo di Viviana ho sostenuto tanti provini, perché davvero ci tenevo. Ricordo provini lunghi, anche di quattro ore. Per me è come un cerchio che si chiude: lei era una persona importante nella vita di mio marito, oggi è importante nella vita di entrambi e poter raccontare la sua storia, una storia che la gente non conosce perché è quella prima del successo, per me è un grande onore».

Onore e magari anche onere? Sente il peso della responsabilità, considerando che il suo personaggio è realmente esistito e soprattutto è stato fondamentale per una persona che per lei oggi è fondamentale? «Sì, il peso della responsabilità l’ho sentito. Ma non temo il giudizio di Nada. Lo temevo in realtà, ma lei ha visto il film e l’ha approvato».


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