Caterina Balivo: ”Sono determinata e ho la classica cazzimma napoletana”

Come una bellissima musa, avvolta in nuvole di tessuto che brillano e accendono di magia l’atmosfera, Caterina Balivo ci traghetta nell’anno nuovo con il suo sorriso. Così luminoso, rassicurante e schietto che miglior augurio per guardare al futuro non potrebbe esserci. «Lo spirito che mi accompagna dal 2021 al 2022 è carico di emozione e di speranza. È ricco di suggestioni e di sogni. Ma si fonda anche su consapevolezze maturate nei dodici mesi che mi lascio alle spalle», racconta Caterina, mentre sale maestosa una scalinata.

Gradino dopo gradino, fino a raggiungere la meta, il punto d’arrivo, il traguardo. Tutti dovremmo averne uno: qual è il tuo traguardo di fine anno? «Aver sposato una nuova filosofia di vita. E non è poco. Ossia vivere appieno il presente senza pianificare e progettare il futuro minuto per minuto come facevo. Sono sempre stata così focalizzata da rischiare di non saper gestire l’imprevisto e quindi rimanere delusa.

Il mio traguardo di fine anno è saper godere del presente, sognare e lavorare per ciò che desidero, con un pizzico di fatalismo, lasciandomi sorprendere dal corso della vita. È una bella lezione per me, che spero mi guidi come una bussola».

In famiglia che traguardo hai raggiunto? «Uno c’è, e sto cercando di tagliarlo giorno dopo giorno: smussare certe mie rigidità, come l’esigenza del controllo, delle regole, del senso del dovere, l’incapacità di delegare. Sono un po’ signorina Rottermeier, anzi, ero un po’ Rottermeier: ora sto cercando di essere più dolce, giocosa, morbida, soprattutto con i miei figli, Guido Alberto, di 9 anni, e Cora, di 4. Ora che ci penso, ne ho raggiunto un altro di traguardo…».

Ce lo sveli? «Ho scoperto il valore del saper scegliere, dove dirigersi, cosa fare. E questo vale soprattutto sul lavoro: dopo vent’anni di Tv, di diretta quotidiana, ho detto stop. Non è stato semplice, ma lo rifarei. Da un anno non ho una conduzione, ma ho recuperato una cosa importante: il tempo. Ho avuto modo di rallentare, di pensare, di dedicarmi alla famiglia e a me stessa come non accadeva da tanto. Ho imparato ad ascoltarmi di più».

Hai voglia di tornare in prima linea, di condurre un nuovo show? «Certo! Spero in un nuovo progetto. Ho voglia di riprendere, ma non voglio fare l’errore di accettare qualcosa solo per esserci, perché forse è meglio rientrare nel circuito. Desidero dedicarmi a qualcosa nel quale credo, che mi arricchisca, che mi faccia crescere e che, quindi, mi migliori, come donna e come professionista». Il 2021 è stato un anno rivoluzionario per te.

Qual è stato il tuo punto fermo? «La famiglia. I bambini mi danno energia e forza, mio marito Guido (Brera, imprenditore ed esperto di finanza, ndr) è estremamente importante. Sempre. E nei momenti “no” lui c’è.

È una persona radicata, ferma, intelligente, lungimirante. È come una colonna, quando c’è il terremoto, non cade. Siamo complementari, lui guarda molto avanti, ti comunica il suo pensiero sul futuro, è sempre proiettato nel cercare di prevedere rischi e scenari, ascoltarlo mi aiuta capire dove sta andando il mondo. Io, con la mia verve e la vivacità partenopea, cerco di trasferirgli quella leggerezza che non gli appartiene.

Una delle frasi che gli ripeto più spesso è: “E magnatell ‘n emozione”: ossia goditi il momento, sii felice di quello che stai vivendo ora». Che tipi sono Guido Alberto e Cora? «Lui è molto buono, ma è un Gemelli complicato. È un sole che sulle prime di qualsiasi cosa dice subito di no, quindi lo devi convincere. Gli sto insegnando che il rispetto verso se stessi e il prossimo è fondamentale e che con le donne deve essere sempre gentile, elegante nei modi.

Cora è piccola, ma è una guerriera, è determinata, creativa, sa come difendersi e non le manda a dire. Un giorno ha detto: “Io il coronavirus non lo prendo, se si avvicina gli do uno schiaffo”». È bella grintosa, come te… «Vero! Sono determinata e ho la classica cazzimma napoletana. Da ragazza ne avevo molta di più, una grinta che mi ha fatto raggiungere gli obiettivi che mi prefissavo. Poi sono diventata mamma e ogni figlio me ne ha tolta un pezzettino». Cosa intendi? «Da ragazza non pensavo di diventare né moglie né madre. Ero concentrata solo su di me. C’ero io al centro del mio universo fatto di lavoro, viaggi, shopping, divertimento.

A un certo punto la vita mi ha sorpresa: ho incontrato Guido, abbiamo scelto di creare una famiglia insieme, di avere bambini. È lì che mi sono riscoperta generosa, che mi è venuto naturale dedicarmi a qualcuno che non fossi io.

L’amore mi ha addolcita, mi ha resa migliore. Ma resto una tosta, eh!». Una cosa non esclude l’altra. «È così. Infatti continuo a essere tenace e fedele a me stessa e ai miei valori Ho sempre cercato di camminare dritta, seguendo la via, per raggiungere l’obiettivo: con fatica, impegno e senza arrendermi. Nei momenti no, io non mi sono mai tirata indietro». La tua voce squillante ci tiene compagnia su Radio2 (e in visual su Rai Play) insieme a Saverio Raimondo, in Cattivissim*. «Mi sto divertendo un sacco e di questo ringrazio il direttore Paola Marchesini, che mi ha riportata in radio. Siamo un po’ tutti stanchi del politicamente corretto, perciò abbiamo pensato a un programma ironico, controcorrente, per nulla buonista.

Invece di fare buoni propositi, noi ne facciamo di cattivi per il nuovo anno e agli ospiti chiediamo le loro “liste nere”. Perché la cattiveria, intesa come grinta e determinazione, e non come umiliare l’altro, serve a tutti». Rivolgi il primo pensiero al 2022. «Lo faccio mangiando lenticchie, uva, che portano fortuna; dopo aver dato un bacio sotto il vischio, avvolta in un abito sfavillante di paillettes. Sono carica, ho voglia di mettermi in gioco, ripongo grande speranza per l’anno nuovo e sono piena di gratitudine per ciò che la vita mi ha dato. Penso sia lo spirito giusto per guardare al futuro».

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