Enrico Brignano farci ridere perché ne abbiamo davvero bisogno in questi anni bui


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Quanti impegni presenti e futuri per Enrico Brignano. Lo showman e attore comico, infatti, ha in serbo delle belle novità per il suo pubblico e chi si diverte a vederlo protagonista dei buffi spot pubblicitari per una nota marca di detersivo (la stessa che ha visto Francesco Totti testimonial qualche tempo fa), potrà presto gustarselo anche in versione scrittore, per un libro di cui ancora deve scegliere la linea editoriale ma che lui già sta completando.

Enrico, poi, sarà protagonista di una nuova fiction, della quale però, forse per scaramanzia, non vuole dire niente, e quindi di un film, ma anche in questo caso Brignano tiene la bocca cucita. Quello di cui parla volentieri, invece, è la nascita del suo secondo figlio Niccolò, arrivato quattro anni dopo la primogenita Martina, avuti dalla sua compagna Flora Canto: «Noi eravamo molto Martina-centrici, forse troppo: volevamo crescere una figlia risolta, non viziata – ha spiegato lui a “Oggi” – Dio ha voluto che arrivasse un maschietto: ho la famiglia perfetta ».

E a differenza di Martina, che appena nata è stata una bimba molto turbolenta che ha dato a mamma e papà un po’ di filo da torcere, Niccolò ha un carattere molto calmo: «Bellissimo, ma questo è soggettivo. Buonissimo, e questo invece è un dato oggettivo: dorme, è un bimbo col silenziatore, e comincia a ridere nel sonno. Siamo felici oltre ogni aspettativa». L’attore si dice davvero contento di essere diventato papà per la seconda volta e ammette di essersi innamorato subito del nuovo arrivato in casa: «Quando Niccolò è nato me lo hanno messo vicino: l’immagine del suo musetto l’ho impressa negli occhi e nel cuore. – ha dichiarato a “Gente” – È stato così anche quattro anni e mezzo fa, quando è nata Martina.

La gioia pura io la raffigurerei così». Anche perché Brignano ha una passione per le famiglie numerose, quindi non poteva accogliere meglio l’arrivo di Niccolò. Il suo sogno è sempre stato quello di una vita familiare composta da tante persone, momenti come le feste del papà o della mamma, le vacanza in quattro, per dire, e ora può soddisfare questo desiderio grazie alla famiglia messa su insieme alla compagna, e futura moglie, Flora Canto, la donna che gli è vicina ormai da anni e che è riuscita a fargli trovare la stabilità sentimentale: «Non finirò di ringraziare Flora per avermi accolto nella sua vita e avermi completato come artista, come uomo e ora come padre.

Sto vivendo un misto di emozioni: gratitudine alla vita, alla mia compagna, a Dio». Al di là della famiglia, Brignano è sempre più entusiasta del suo mestiere e della sua missione, quella di far ridere la gente: «Ho una grandissima fortuna, faccio il lavoro più bello del mondo. E posso, nel mio piccolo, partecipare alla rinascita del Paese, far ridere il cuore di qualcuno. In questo, perdonate l’esagerazione, mi sento un missionario».

on la pandemia, inoltre, più che mai secondo l’attore, c’è la necessità di una maggiore rilassatezza e leggerezza: «C’è bisogno di ridere. E il tema “caldo” è uno solo: il tempo, che abbiamo teorizzato noi. Ci limita, ci assilla, ci fa sentire la nostra caducità. Eppure ci sentiamo i padroni del tempo e del mondo. Gli ultimi eventi hanno dimostrato quanto sia fallace questa convinzione », ha spiegato al “Corriere della Sera”. Di certo non parla di Covid e vaccini anche se lui la domanda se l’è posta: «Penso che la gente cerchi un momento di evasione e non abbia bisogno di chi le ricorda la situazione.

Poi non credo sia compito della comicità prendere posizione in merito: troppe opinioni contrastanti al momento, e secondo me alcuni non sono pronti alla riflessione, che è ciò che fa il comico con le sue battute. Infine parlare di vaccini ormai prende una sfumatura politica e io non amo le strumentalizzazioni ». Parla invece di burocrazia e una delle sue conseguenze è l’impossibilità di viaggiare. A lui, abituato a girare il mondo, manca tanto la possibilità di viaggiare in tranquillità e rimpiange «la libertà di prendere un aereo e partire. Oggi si può fare, ma bisogna scaricare il modulo X che però va confermato col modulo Y, sempre che non si vada nel Paese che prevede un ulteriore modulo Z da compilare entro e non oltre tre giorni dalla prenotazione del viaggio e 24 ore dopo essere salito sull’aereo. Non critico le misure adottate, ma partire per l’estero oggi è qualcosa che bisogna proprio voler fare, altrimenti con tutte le cose da prevedere passa la voglia». Viviamo in tempi difficili, per fortuna ci sono personaggi come Brignano che riescono a rendercela un po’ meno dura, anche se solo per qualche ora.

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