Fabrizio Corona, suo figlio Carlos è la sua felicità

Sto benissimo, sto benissimo, sto davvero benissimo ». Fabrizio Corona lo si incontra al parco, dietro casa sua, in compagnia del figlio e di un gruppetto di altri ragazzini. Sono scampoli della fine di un’estate torrida e piena di incognite. Per tutti e per Fabrizio anche di più.

Ma qui e ora si gioca a basket, si suda, si ride, alla fine Fabrizio si rompe pure il naso: «Non me ne va mai bene una, è la storia della mia vita», scherza palleggiando un po’. È l’occasione per fare quattro chiacchiere con lui in tutta tranquillità. Gli ultimi mesi non sono stati esattamente una passeggiata di salute… «E l’ultimo arresto è stato proprio deleterio, è stato uno choc, ne sono uscito più cattivo di prima, credo. Cerco ora di essere migliore, più sereno, più forte, professionalmente sto cercando di fare e di lavorare bene, questo nonostante io sia ai domiciliari.

E questa per me è una grossa soddisfazione». E poi, soprattutto, c’è Carlos, anche lui ha attraversato una stagione complicata: «Sì, sono riuscito finalmente a trovare la pace con Carlos, stare bene con mio figlio è la gioia più grande della mia vita». Non è strano comunque vederli insieme al parchetto perché per legge Fabrizio Corona, che è, appunto, agli arresti domiciliari, ha il permesso di stare due ore all’aperto tre volte alla settimana: «Sono andato a giocare con Carlos.

Non praticavo uno sport all’aperto, non in palestra e non in galera intendo dire, da non so quanto tempo. E poi con mio figlio… saranno sei anni che non esco a giocare con lui. Questa mi sa che è la giornata più bella della mia vita, lo sa?». A casa li aspetteranno, più tardi per la cena, la mamma di Fabrizio e i fratelli, ma intanto lui ci tiene a sottolineare: «Lo vede Carlos com’è bello? Com’è alto? È abbronzato e bello come il sole. Più di me e di Nina messi assieme».

E anche con Nina le cose sembrano filare, la pace familiare è, come dire, in vigore da più di un mese, vanno tutti d’accordo, Nina con la mamma di Fabrizio, Fabrizio con il fidanzato di Nina. E di questa pace beneficia, ovviamente, Carlos. «Io ormai sono grande e maturo, sono per l’armonia familiare, Nina ha i suoi momenti, speriamo che tenga, dai». Con chi, invece, Fabrizio proprio non ce la fa a, come dire, scendere a patti, è il resto del mondo.

Ogni due per tre attacca. Ora è la volta di Aurora Ramazzotti, ora di Selvaggia Lucarelli, ora di Fedez… «Sto solo utilizzando il mio social: nella mia testa, nel mio progetto, il politically correct è la cosa più sbagliata del mondo, le cose che scrivo hanno un significato preciso. Le scrivo per dimostrare come tanto, ma pure tutto quello che ti “vendono” gli influencer, non è vero». Nel creare polemica si acquistano follower? «No, io non acchiappo di qua e di là.

Prenda Fedez: non è ironico che tipi così cantino e narrino che vengono dalla strada e poi abbiano la famiglia perfetta, la moglie perfetta, i figli perfetti, la bici, la mamma, la tavola apparecchiata… Ma che cos’è questo sogno borghese?». Invece lei Fabrizio ha fatto la rivoluzione? «Ma io, e ci metto dentro pure Belen, un certo genere di rivoluzione l’abbiamo fatta.

Me e Belen ci vedevi girare a piedi nudi, noi eravamo veri, mandavamo tutto a quel paese, ci potevi trovare sdraiati sul prato al parchetto. Fedez se lo trovi in un parchetto è perché l’ha costruito dentro una villa». Fabrizio riprende la palla, il figlio Carlos, il gruppetto di ventenni e anche con il naso gonfio torna a giocare, torna in campo: «Perché io, pure se non ho più fiato, pure se mi rompo il naso, pure se cado, non mollo, non mollo mai. Credo che nella vita, come sul campo. la determinazione, il carattere siano tutto. E io no, non mollo»


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