Fatima Trotta, in prima serata su Italia 1 il nuovo programma Honolulu

Trotta ha fatto della versatilità la sua arma vincente raggiungendo, grazie al costante impegno, traguardi professionali sempre più importanti. Da metà settembre la vedremo al timone in prima serata, su Italia Uno, di Honolulu un nuovo  programma comico che regalerà ai telespettatori serate di buonumore e leggerezza; accanto a lei Francesco Mandelli, attore, conduttore, regista e musicista. Prossimamente sarai la padrona dì casa di Honolulu.

Cosa dobbiamo aspettarci? «La vera novità del programma consiste nel fatto che Andrea Pisani e Luca Feraci no, duo comico dei PanPers, non sono soltanto autori e capi progetto dello show, ma saranno in scena con una sorta di backstage a vista e commenteranno le esibizioni dei comici dando loro suggerimenti».

Con Francesco Mandelli formi ima coppia inedita, come vi  trovate insieme?
«Ci unisce, senza dubbio, la versatilità. Siamo agli antipodi: Francesco è un fantastico sognatore, io mi reputo una “svizzera” metodica ed inquadrata, ma proprio la nostra diversità ha fatto scattare immediatamente una grande sinergia».

Ricordo che hai già avuto modo di incontrare Francesco sulla tua strada. «E vero, ci siamo incontrati durante le varie presentazioni del film Colpi di fortuna, anche se sul set, trattandosi di un film a episodi, non eravamo mai entrati in contatto. Quando mi hanno comunicato che sarebbe stato il mio partner in Honolulu sono stata davvero felice».

La comicità fa parte della tua storia televisiva e tu sei una persona ironica e autoironica. Quanto aiuta riuscire a sdrammatizzare ? «L’arte di sdrammatizzare è divenuto il mio mantra; pur preparandomi maniacalmente ogni volta che devo o affrontare una nuova avventura, cerco, nel contempo, di non prendermi mai troppo sul serio.

Anche nel caso di Honolulu, pur trattandosi di un ambito comico, che rappresenta un po’ la mia “zona confort”, ho avuto timore nel dovermi confrontare, da napoletana, con una comicità di stampo “nordico” che ha tempi molto diversi da quella partenopea».

Quali sono state le tue prime esperienze da conduttrice dinanzi a un pubblico? «Ricordo ancora con un misto di tenerezza e malinconia le serate che conducevo nelle feste di piazza durante le quali erano presenti le troupe delle tv locali. Devo ammettere che quegli eventi sono stati un’ottima palestra».

Hai nominato la malinconia e, di tanto in tanto, mi sembra di vederla nei tuoi occhi. E così? «Hai perfettamente ragione, lo dice anche mia madre! Tutti gli artisti hanno sempre questa vena malinconica che li accompagna e, forse, in noi napoletani si nota un po’ di più. Sono una persona sensibile, tendo ad immedesimarmi, a volte anche eccessivamente, nelle situazioni e mi emoziono con facilità».

Hai sempre messo, come si dice, tanta “carne al fuoco” studiando, tra l’altro, canto lirico e danza del ventre. «Mia nonna mi diceva sempre: “semina tanto perché, presto o tardi, qualche frutto lo raccoglierai” e devo ammettere che ha avuto ragione perché ogni esperienza fatta ed ogni nozione appresa mi sono tornate sempre utili nel lavoro».

Il tuo punto debole e il tuo punto di forza? «Anche se potrebbe sembrare il contrario sono piuttosto insicura, ma riesco a trasformare questa fragilità in energia positiva. Diciamo che riesco a convertire il mio punto debole in un punto di forza e, forse, proprio questa caratteristica mi fa “arrivare” alle persone». Che rapporto hai con il pubblico? «Quando vado in scena, come tutti gli artisti, indosso una sorta di maschera, anche se la vera Fatima viene inevitabilmente fuori e, a quel punto, le persone o mi amano o mi odiano».


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