Gianni Morandi incidente: come sta? È tornato a casa

In esclusiva le prime ed emozionanti immagini del cantante dopo le dimissioni dal Centro Grandi Ustionati. Smagrito e debole, ma sorridente, torna nel luogo in cui è caduto tra le sterpaglie in fiamme rischiando la vita: «Sono stato fortunato a salvarmi», dice Gianni dopo ben 27 giorni di ospedale di Betta Carbone.

Non vedeva l’ora di tornare a controllare gli alberi della sua tenuta, Gianni Morandi, dopo quasi un mese lontano da casa. E pazienza se è quasi un ritorno sul “luogo del delitto”. Smagrito e stanco, col bisogno di sedersi di tanto in tanto mentre controlla piante e innesti con l’aiuto del suo fattore – girando per la proprietà grande quanto due campi da calcio a bordo di un fuoristrada rosso -, il cantante seguito dalla moglie Anna, torna proprio nel punto esatto dove le fiamme lo stavano per divorare.

C’è ancora il forcone, annerito dal fuoco e col manico spezzato. E lì, davanti alla terra ancora smossa della buca da cui si è salvato per tenacia miracolosa, Morandi mostra che proprio mentre stava spingendo le sterpaglie in quella fossa è caduto sul fuoco perché il manico del forcone si è spezzato.

Nel ricordare quei momenti, il suo volto si fa serio, perde il sorriso. Che poi ritrova scherzando su quella sua manona destra, da cui emergono solo tre dita, resa ancora più grande dalla fasciatura. Ci vorrà tempo per recuparne l’uso.

Gianni è stato proprio fortunato e lo ribadisce a poche ore dalle dimissioni dal reparto Grandi Ustionati del Bufalini di Cesena dove è stato ricoverato circa un mese. La sua disavventura è stata una vera e propria tragedia sfiorata, dolorosissima. Il cantante 76enne ne rivive i dettagli e ammette: «Col passare dei giorni mi spavento sempre di più. Perché mi rendo conto del rischio che ho corso e di quanto sono stato fortunato.

Prima di tutto, ho salvato la vita. Perché quando tu cadi dentro a una buca così, mentre spingi dentro un tronco che pensi faccia resistenza, e ti trovi in mezzo alle braci, con le fiamme intorno, è una cosa tremenda». Il ricordo di quei drammatici minuti di un mese fa è nitido: «Mi sono attaccato con le mani a un ramo che bruciava pur di saltare fuori. La seconda cosa importante è che ho salvato il viso».

Gianni Morandi ha riportarne del tutto l’uso, ma il peggio è passato», confida. Il mese di cure al Centro Grandi Ustionati non lo dimenticherà: «Le medicazioni delle ustioni sono dolorose, mi addormentano per cambiarmi i bendaggi», spiegava quando era ancora in corsia. Ci è voluto tutto l’amore di Anna, la moglie sempre accanto, per dargli forza. E forse anche qualcos’altro: «Qualcuno dal cielo mi ha protetto». Perché lui non è solo l’eterno ragazzo, ma anche un ragazzo fortunato, come il titolo della canzone del suo amico Jovanotti, che Gianni ha usato come “colonna sonora” in ospedale.


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