Guerrina Piscaglia, adesso basta bugie

La vicenda di Guerrina Piscaglia, la 50enne scomparsa da Ca’ Raffaello l’1 maggio 2014, non smette di suscitare attenzione da parte dell’opinione pubblica e non poteva mancare la sensitiva di turno con le sue fantasiose rivelazioni.

È di qualche giorno fa la notizia che, secondo la sensitiva in questione, Guerrina sarebbe viva e avrebbe trovato rifugio in una sorta di convento in Francia. L’avvocato dell’assassino condannato in via definitiva ha annunciato che andrà di persona a verificare la segnalazione ma non credo che la gita in Francia porterà i risultati sperati. Anzi, ne sono certa che sarà un viaggio a vuoto. Guerrina è morta per mano di Gratien Alabi

. È stata confermata anche in Cassazione la condanna a 25 anni di reclusione a carico di Alabi, per l’omicidio e la distruzione del corpo. Con la conferma della condanna si sono aperte le porte del carcere per Alabi. L’uomo era stato condannato in primo grado dalla Corte di Assise di Arezzo a 27 anni, condanna ridotta poi a 25 anni in Appello.

Alabi è riuscito a disfarsi del cadavere che non è mai più stato ritrovato. Secondo i giudici Guerrina rappresentava per Alabi un problema insormontabile, un segreto inconfessabile che, se rivelato, avrebbe potuto travolgere la sua carriera religiosa.

Sono soddisfatta dell’esito del processo a cui ho preso parte in qualità di consulente tecnico del marito e del figlio di Guerrina, contribuendo a ricostruire tutti gli elementi emersi in questa complessa inchiesta. Non abbiamo bisogno delle visioni di sensitivi, ma che Alabi ci dica finalmente dove ha occultato il corpo di Guerrina.

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