Il sacrificio di un Padre rimasto vedovo lavora con suo figlio sulla schiena per non lasciarlo da solo a casa

Essere genitore è single con gravi danni economici non è facile affrontare ogni singolo giorno Soprattutto se si ha un figlio piccolo, come possiamo vedere questa triste storia di un papà rimasto vedo.
In questa storia possiamo vedere come un genitore per la propria prole possa fare di tutto per provvedere a dare il meglio ai loro figli. Questo papà oltre a lavorare duramente, cerca anche di non far pesare la mancanza della mamma al figlio.  Infatti, l’uomo porta il figlio con se ogni giorno sul posto di lavoro, lo stringe forte sulla schiena mentre compie delle mansioni molto pesanti.
Questo padre disperato ha perso la moglie in un incidente e non avendo nessuno a cui lasciare il piccolo, ha dovuto fare una scelta sofferta in quanto non di certo appagante per un bambino piccolo ed anche pericolosa.

Ma è stato costretto a prendere questa decisione caricandosi il bambino sulla schiena per non lasciarlo solo a casa. Questo padre vedovo ha un reddito molto basso e deve lavorare tutto il giorno per portare a casa  il denaro necessario per comprare il cibo con cui sfamare se stesso e suo figlio.

padre rimasto vedovo

Un padre vedovo lavora con suo figlio sulla schiena per non lasciarlo solo

Da quando sua moglie è morta ha dovuto dunque portarsi dietro suo figlio al lavoro perché non ha abbastanza soldi per pagare una babysitter, né ha un membro della famiglia che possa prendersi cura del piccolo.

La storia di questo padre vedovo ha fatto il giro del web, dopo che le immagini che lo immortalano con il figlioletto imbragato sulle spalle sono rimbalzate in rete. Molte persone che si sono imbattute nella sua storia non hanno approvato la decisione di questo genitore costretto dalle circostanze a portarsi dietro il figlio al lavoro.

Altri utenti invece hanno sostenuto che il suo coraggio e sacrificio merita grande stima. Infatti non pochi simpatizzando con la sua vicenda hanno mostrato comprensione e sostegno per la scelta, non di certo facile, di voler continuare a lavorare e combattere per suo figlio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *