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Luca Manfredi chi è: età, carriera, moglie, figli, vita privata e lavoro

Appuntamento consueto con Serena Bortone ad oggi è un altro giorno. Oggi tra gli ospiti, per via dei cent’anni dalla nascita di Nino Manfredi ci sarà Luca Manfredi, figlio del famosissimo attore Romano il quale ha scritto il libro dedicato al suo amatissimo papà dal titolo “un friccico ner Core –  i cento volti di mio padre Nino”.

Luca Manfredi nasce a Roma il 27 dicembre 1958 e figlio del famosissimo attore Romano Nino Manfredi e della ex modella Erminia Ferrari. Luca intraprende gli studi all’istituto europeo di design diplomandosi e successivamente inizia a lavorare come aiuto registra, per poi successivamente diventare un regista pubblicitario.

Tra gli anni 80 e 90 Luca realizza moltissimi spot pubblicitari, tra quelli più conosciuti possiamo ricordare le pubblicità della Lavazza con il padre protagonista.

Successivamente di Ridge e scrive la bellissima serie televisiva “Un commissario a Roma quindi”, realizzando più tardi la regia di molti serial e film, tra questi “è meglio tardi che mai”, un posto tranquillo, la ragione del cuore e in arte Nino, un film che parla della guida di suo papà.

Luca Manfredi: vita privata, chi è la moglie

Luca Manfredi ha due sorelle, Roberta e Giovanna. In passato è stato sposato con Nancy Brilli e la coppia ha avuto un figlio nel 2000, Francesco. Luca si è poi sposato una seconda volta con Michela Trevisan, biologa e nutrizionista e dal loro amore sono nate nel 2008 le gemme Matilde e Margherita.

Luca Manfredi e il rapporto con papà Nino

Luca Manfredi ammette successivamente di aver avuto un rapporto particolare con il padre. Da piccolo, soprattutto, era sovente assente in famiglia per questioni lavorative e il ragazzo chiedeva così alla madre di raggiungerlo sul set per vederlo all’opera: “È un papà che da ragazzino ho cercato molto, perché a casa non c’era mai, era sempre occupato sui set. Chiedevo a mamma spesso di accompagnarmi a vederlo lavorare, perché era un mondo magico, che mi affascinava.

Quello era un modo per stare con lui, perché quando tornava a casa si chiudeva sempre nello studio e non voleva essere disturbato“.

Le cose sono andate in maniera diversa nel corso degli anni, quando padre e figlio hanno iniziato a collaborare a livello professionale e il loro rapporto si è intensificato: “Da ragazzino me lo sono goduto poco, me lo sono goduto di più da grande con collaborazioni professionali. Abbiamo girato 100 spot insieme e poi film e serie televisive, lì si è formato un rapporto molto più stretto“.


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