Luca Marinelli la differenza con Diabolik? Lui piange spesso


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opo il trionfo della Coppa Volpi come migliore attore alla 76esima Mostra del Cinema di Venezia per il film “Martin Eden”, Luca Marinelli è tornato al cinema con il film “Diabolik” sul celebre personaggio dei fumetti. Diretto dai Manetti Bros, il film si propone di dare una nuova immagine al ladro gentiluomo più famoso della fumettistica mondiale e chi meglio di un artista di talento come Luca poteva interpretarlo? Al suo fianco Miriam Leone nei panni di Eva Kant e Valerio Mastandrea in quelli dell’Ispettore Ginko, un terzetto di sicura classe per una pellicola molto attesa.

Gli eroi dei fumetti d’altronde sono sempre piaciuti all’attore di “Lo Chiamavano Jeeg Robot”, “La Grande Bellezza”, “Trust: Il rapimento Getty”, “Fabrizio de André – Principe Libero” e tanti altri, che proprio per un fumetto finì per essere clamorosamente respinto al Centro Sperimentale di Cinematografia: «Mi rifiutarono forse perché durante le selezioni, alla domanda di Lina Wertmüller “Qual è l’ultimo film visto?” io risposi candidamente: “Batman”», ha ricordato al “Corriere della Sera”.

Per fortuna Luca fu poi accettato all’Accademia nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e da allora, in pochi anni, è riuscito a diventare uno degli attori italiani più apprezzati ed amati in tutto il mondo e non soltanto per il suo spiccato talento ma anche per la sua indubbia sensibilità. Come quando, ricevendo la Coppa Volpi, la dedicò «alle persone splendide che sono in mare a salvare altri esseri umani che fuggono da situazioni inimmaginabili ».

Alla figura di “Diabolik”, invece, si è avvicinato con attenzione: «La fredda determinazione di una pantera che si avvicina silenziosa alla sua preda: questa è l’espressione che ho cercato di infondere nello sguardo del nostro Diabolik. Gli appassionati sapranno che Diabolik prende il suo nome proprio da una pantera. Il loro incontro, che dura pochi attimi, è significativo: dopo un faccia a faccia ad alta tensione, il felino decide di risparmiare il ragazzo, quasi avesse fiutato in lui un suo simile.

La pantera era uno dei miei animali preferiti, da bambino», ha raccontato a “GQ”. L’interprete ha studiato scrupolosamente il proprio ruolo: «Per mesi e mesi, il mio appartamento è stato invaso dai fumetti, sparsi un po’ ovunque e per ogni cento che ne leggevo i Manetti, che sospetto conoscano tutti gli 800 e più numeri della collana, erano già pronti a prestarmene altrettanti». In questo modo Luca si è avvicinato al suo personaggio iniziando ad amarlo: «Me ne sono innamorato, incondizionatamente, senza cedere alla tentazione di esprimere una condanna o una assoluzione. Sono soddisfatto: lo abbiamo fatto lavorando tutti assieme.

Voglio sottolineare il tutti insieme… Si ha quasi l’impressione di essere stati adottati da una grande famiglia, più che di lavorare su un set normale ». Nonostante la magistrale interpretazione e la volontà di somigliare sempre di più all’imprendibile ladro, l’attore romano nato nel 1984 e divenuto berlinese d’azione dal 2012, con il personaggio dei fumetti inventato nel 1962 da Angela e Luciana Giussani, dal punto di vista caratteriale non ha un granché in comune: «Diabolik è però un personaggio molto duro e riservato che raramente mostra un sentimento: questa è sicuramente una delle differenze, forse la più netta, tra me e lui.

Io sono il suo opposto: da bravo romantico ed empatico, lo confesso, capita spesso che io pianga. Penso che farlo possa essere un importante momento di apertura, di crescita e presa di coscienza, che dovremmo imparare a ricercare attivamente. “Ti senti giù? Metti la canzone più triste che conosci e fatti un regalo: goditi le tue lacrime”, mi disse una volta un amico. Parole sante: guai a tenersi tutto dentro.

Si rischia di murarsi vivi dietro a un insensato muro di durezza». Sarà stato anche questo suo atteggiamento tenero che ha fatto innamorare di lui, sul set di un film in cui recitavano insieme, sua moglie Alissa Jung. Luca e l’attrice tedesca condividono moltissimo e collaborano ad un importante progetto di tipo benefico: «AI momento io e mia moglie siamo molto impegnati con la nostra associazione: stiamo per aprire anche in Italia la sede di PenPaper-Peace, con la quale abbiamo costruito due scuole ad Haiti dopo il disastroso terremoto del 2010».

E mentre si occupa di importanti questioni sociali insieme ad Alissa, Luca legge gli altri copioni che gli sono stati proposti. I progetti cinematografici per il futuro non gli mancano di certo: sta già preparando i due sequel di “Diabolik”, il seguito di “The Old Guard” con Charlize Theron (il primo film lo ha visto protagonista un anno fa su Netflix) e a “Le otto montagne” con Alessandro Borghi e Filippo Timi. Registi e produttori, ora che è lanciatissimo, non vedano l’ora di lavorare insieme a lui…

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