Massimo Wertmuller: chi è il nipote di Lina Wertmuller? Moglie, età, carriera, vita privata, vero nome

Massimo Wertmuller chi è? Oggi sarà ospite di una puntata di Oggi è un altro giorno, il programma di Serena Bortone che va in onda alle ore 14 su Rai 1. Di lui sappiamo che è un attore e doppiatore italiano, il quale vanta sicuramente una carriera ricca di grandi successi, premi e riconoscimenti. Ogni modo conosciamolo meglio.

Massimo Wertmüller, chi è

Massimo Wertmüller von Elgg Spanol von Braueich, è questo il nome completo del celebre nipote del regista Lina Wertmuller che è scomparsa oggi 9 dicembre 2021 all’età di 93 anni. Di lui sappiamo che è nato a Roma il 13 agosto 1965 e che la sua famiglia ha origini miste. In realtà il suo cognome viene proprio dalla Svizzera e il suo nonno era Federico, il padre di Lina ed un avvocato originario di Palazzo San Gervasio in provincia di Potenza e trasferito poi a Roma.

Vita privata

Riguardo la vita privata del noto attore purtroppo non abbiamo molte informazioni perché è stato da sempre che posso riservato. Non ha mai amato stare al centro delle cose nonostante comunque abbia acquisito negli anni una grande popolarità sia come attore che anche come doppiatore. Nel 2018 però si è sposato con la nota attrice Anna Ferruzzo dalla quale pare che non abbia avuto figli.
Ed ancora riguardo la sua carriera tappiamo che sicuramente tanti sono stati i film ai quali ha preso parte.“Lina, che non ha mai voluto che la chiamassi zia, è una persona che stimo moltissimo. Da bambino andavo a trovarla sul set mentre girava i film”. Queste le parole dichiarate da Massimo nel corso di un’intervista rilasciata a Interviste romane.

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Carriera

Ecco i più importanti: Io… donna, regia di Pino Quartullo – cortometraggio (2013), L’ultima ruota del carro, regia di Giovanni Veronesi (2013), Che vuoi che sia, regia di Edoardo Leo (2016). E poi ancora, Orecchie, regia di Alessandro Aronadio (2016), Socialmente pericolosi, regia di Fabio Venditti (2017). Infine, menzioniamo Appena un minuto, regia di Francesco Mandelli (2019) e America Latina, regia di Damiano e Fabio D’Innocenzo (2021). Tra i suoi ruoli in televisione, ricordiamo il commissario Giorgio Pettenella nella serie “La squadra”, il generale Abrami nella serie “RIS Roma” e Goffredo Collina in “Squadra Antimafia 7”. È apparso anche nelle fiction “È arrivata la felicità” e “Che Dio ci aiuti”. La zia Lina, lo ha diretto anche in “Scherzo del destino in agguato dietro l’angolo come un brigante da strada” (1983) e “Sotto.. sotto.. strapazzato da anomala passione” (1984), “Notte d’estate con profilo greco, occhi a mandorla e odore di basilico” (1986), “In una notte di chiaro di luna” (1989) e nel film tv “Francesca e Nunziata” (2001).

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La regista Lina Wertmüller è deceduta ieri all’età di 93 anni. Probabilmente a causa di un tumore (anche se alcuni dietrologi hanno tirato in ballo il Covid e pure il vaccino). Nella sua lunga e gloriosa carriera aveva girato più di 30 film (famosi Mimì metallurgico, Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare di Agosto, Film d’amore e d’anarchia). Sarà ricordata per esser stata la prima regista nominata all’Oscar, per aver scoperto Mariangela Melato e riscoperto Sophia Loren (che con Lina azzeccò la sua ultima bella interpretazione Sabato domenica e lunedì). E per il suo cattivo carattere. D’accordo, bisognava essere una “dura” per sfondare negli anni sessanta in un cinema, quello italiano, ferocemente mascolino. Ma Lina litigò con quasi tutti. Con Alberto Sordi (perché Alberton riteneva assurdo girare un “musical” italiano). Con Monica Vitti (le fece a pezzi un vestito), col suo compaesano Luciano De Crescenzo (lui continuava ad alzare un dito e la Lina glielo prese a morsi). Candice Bergen che girò con lei La fine del mondo…parlava di lei come di un sergente maggiore dei marines. Non litigò con Madonna solo perché si rifiutò di rivolgerle la parola dopo lo sconcio che la Ciccone aveva fatto col remake di Travolti da un insolito destino. Per sua fortuna non rissò con Fellini quando gli fece da aiuto per La dolce vita. Grato per esser stato risparmiato, Fellini le prestò la sua abituale troupe per il film d’esordio I basilischi. Per I basilischi le dissero solo «brava». Per avere qualcosa di più la Wertmuller dovette mettersi al servizio di Rita Pavone (Il giornalino di Gianburrasca in tv e Non stuzzicate la zanzara al cinema). La zanzara le apre, incredibilmente, le porte del cinema ricco.

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